Ferrieri caputi, insulti sessisti durante como-venezia: la procura figc acquisisce audio e immagini
Gli insulti sessisti rivolti a Maria Sole Ferrieri Caputi durante Como-Venezia sono diventati oggetto di un’indagine della Procura Federale della FIGC. Le frasi pronunciate dagli spalti e percepite anche attraverso la telecronaca hanno provocato reazioni immediate, riportando l’attenzione sul rispetto nei confronti delle donne impegnate nel calcio e sul contrasto a ogni forma di discriminazione.
Ferrieri Caputi, la Procura Federale apre gli accertamenti
Il procuratore federale Giuseppe Chinè ha avviato le verifiche per ricostruire con precisione quanto accaduto allo stadio Sinigaglia durante la partita di Serie A tra Como e Venezia. L’indagine mira a individuare le responsabilità legate alle offese indirizzate alla direttrice di gara nel corso dell’incontro.
Tra gli elementi che dovranno essere acquisiti figurano le immagini e le registrazioni audio raccolte dalla Questura di Como nei minuti interessati dagli episodi. Il materiale potrà contribuire a chiarire la dinamica dei fatti e a verificare la provenienza degli insulti ascoltati durante la gara.
È prevista anche l’audizione di Maria Sole Ferrieri Caputi e del personale presente a bordo campo. Le testimonianze saranno utilizzate per completare la ricostruzione dell’accaduto e fornire ulteriori elementi agli organi federali incaricati degli accertamenti.
Ferrieri Caputi, le offese sessiste ascoltate durante la partita
Durante la trasmissione televisiva sono state percepite alcune frasi rivolte all’arbitra. Tra le espressioni riportate figurano «Vai a fare la pasta al sugo o a passare l’aspirapolvere» e «Arbitrare non è roba per te». Le parole, dal contenuto apertamente sessista, hanno alimentato le contestazioni e suscitato numerose reazioni.
L’episodio si è verificato in una partita già segnata dalle discussioni sulle decisioni arbitrali. In particolare, il confronto si era concentrato sul rigore inizialmente assegnato al Venezia e poi revocato dopo l’intervento del VAR.
Ferrieri Caputi, la condanna dell’AIA
L’Associazione Italiana Arbitri ha espresso una ferma condanna nei confronti degli insulti sessisti, delle discriminazioni e della violenza verbale rivolte alle proprie associate. L’organizzazione ha ribadito la propria opposizione a ogni comportamento offensivo nei confronti delle donne impegnate nell’attività arbitrale.
L’AIA ha ricordato inoltre la presenza di oltre 2.200 donne all’interno dell’associazione, una quota pari a circa il 6,7% dell’organico associativo. Le arbitre contribuiscono alla crescita e al funzionamento del movimento arbitrale italiano.
Como, l’impegno contro nuovi episodi
Anche il Como ha preso posizione sulla vicenda, dichiarando che farà tutto quanto nelle proprie possibilità per impedire il ripetersi di episodi analoghi. La società ha quindi manifestato la volontà di collaborare affinché comportamenti di questo tipo non trovino spazio durante le partite.
Gli accertamenti dovranno ora stabilire le responsabilità relative alle offese denunciate. Il caso Ferrieri Caputi mantiene così al centro dell’attenzione il tema del rispetto negli stadi e della lotta alle discriminazioni nel calcio italiano.
Ferrieri Caputi, le principali figure coinvolte
La vicenda riguarda direttamente la direttrice di gara e gli organi chiamati a chiarire l’accaduto.
- Maria Sole Ferrieri Caputi, arbitra destinataria degli insulti sessisti durante Como-Venezia;
- Giuseppe Chinè, procuratore federale che ha avviato gli accertamenti;
- Associazione Italiana Arbitri, intervenuta con una condanna ufficiale;
- Como, società che ha dichiarato il proprio impegno per evitare il ripetersi di episodi simili.


