Ferrari, "castello" 'ala posteriore: addio al pacchetto ungherese
La Ferrari SF-26 si presenta a Zandvoort con una configurazione aerodinamica affinata e un nuovo fondo, proseguendo il programma di aggiornamenti introdotti gara dopo gara. La Scuderia ha scelto di conservare gran parte della soluzione già utilizzata in Ungheria, intervenendo su un elemento centrale dell’ala posteriore e preparando una novità destinata ad aumentare la spinta verticale senza incrementare la resistenza all’avanzamento.
Ferrari SF-26, l’ala posteriore scelta per Zandvoort
L’ala posteriore della Ferrari SF-26 destinata al appuntamento olandese riprende la configurazione impiegata nell’ultima gara disputata in Ungheria. La modifica principale riguarda la rimozione del “castello” centrale, l’elemento che a Budapest occupava lo spazio normalmente riservato all’attuatore dei flap mobili.
In Ungheria, quella soluzione aveva consentito di inserire tre elementi sovrapposti, con l’obiettivo di incrementare localmente il carico aerodinamico su un tracciato caratterizzato dalla necessità di ottenere livelli elevati di deportanza. A Zandvoort, la squadra ha scelto di eliminare il componente centrale mantenendo il resto dell’impostazione.
Ferrari SF-26, profili da alto carico e sviluppo aerodinamico
Gli aerodinamici guidati da Diego Tondi hanno confermato i profili destinati all’alto carico, insieme alle aggiunte che sporgono dal profilo mobile superiore. La soluzione conserva due elementi triangolari e un’integrazione centrale rettangolare, sfruttando i volumi disponibili per lo sviluppo aerodinamico secondo il regolamento tecnico 2026.
La scelta evidenzia la volontà della Ferrari di mantenere una configurazione che aveva funzionato all’Hungaroring, apportando un intervento mirato in vista delle caratteristiche del circuito olandese. L’ala resta quindi basata su un’impostazione ad alto carico, con una modifica circoscritta alla parte centrale.
Ferrari SF-26, debutta un nuovo fondo
La novità tecnica più rilevante portata dalla Scuderia riguarda il nuovo fondo. L’obiettivo dichiarato è aumentare la spinta verticale senza pagare un incremento della resistenza all’avanzamento. L’aggiornamento si inserisce nel percorso di sviluppo costante della monoposto, in attesa dell’introduzione a Monza del motore con le specifiche concesse dall’ADUO2.
La Ferrari continua così a introdurre modifiche con frequenza elevata, gara dopo gara. La Mercedes, invece, preferisce concentrare gli interventi in pacchetti più consistenti, presentati a intervalli meno ravvicinati.
Ferrari SF-26 e programma Sprint a Zandvoort
Il fine settimana sul circuito affacciato sul Mare del Nord prevede il format Sprint. La configurazione della vettura dovrà quindi risultare competitiva fin dall’inizio, perché sarà disponibile soltanto un turno di prove libere prima della qualifica Sprint.
Lewis Hamilton e Charles Leclerc ripongono grande fiducia nella possibilità di sfruttare le caratteristiche del tracciato di Zandvoort, che sulla carta sembrano adattarsi positivamente alle qualità della Ferrari SF-26.
Ferrari SF-26, i piloti indicati
- Lewis Hamilton
- Charles Leclerc
