F1, stella chiede di rivedere le regole della vsc per garantire più equità

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F1, stella chiede di rivedere le regole della vsc per garantire più equità

La gestione della Virtual Safety Car nel Gran Premio disputato sul Madring ha riportato l’attenzione sull’impatto che il momento di attivazione e conclusione della neutralizzazione può avere sull’esito di una gara. La McLaren ha perso il vantaggio costruito da Lando Norris a causa di una sequenza regolamentare applicata correttamente, ma potenzialmente capace di creare differenze rilevanti tra vetture separate da pochi secondi.

Virtual Safety Car e regole della Formula 1

Andrea Stella ha escluso responsabilità da parte della direzione gara. Secondo il team principal della McLaren, il direttore di gara deve attenersi alle linee guida e ai regolamenti in vigore, valutando esclusivamente quando sussistono le condizioni per attivare o terminare una Virtual Safety Car.

La situazione sportiva della corsa non dovrebbe influenzare questa decisione. Chiedere alla direzione gara di considerare le posizioni dei piloti o i distacchi durante la neutralizzazione introdurrebbe una distrazione rispetto al compito principale, cioè garantire la sicurezza e applicare correttamente le procedure previste.

Stella ha quindi difeso l’operato della direzione gara, definendolo adeguato sulla base delle norme attualmente esistenti. La questione sollevata dalla McLaren riguarda invece il funzionamento stesso della procedura e la possibilità che il suo tempismo produca conseguenze sportive sproporzionate.

Il caso di Lando Norris al Madring

Lando Norris aveva costruito un margine significativo grazie a un ritmo superiore rispetto agli avversari. Il pilota britannico aveva già superato l’ingresso della pit lane quando è stata attivata la Virtual Safety Car. I concorrenti che lo seguivano hanno potuto effettuare la sosta in condizioni più favorevoli, sfruttando la riduzione del tempo perso ai box durante la neutralizzazione.

La sequenza ha trasformato il vantaggio accumulato da Norris in uno svantaggio difficile da recuperare. La McLaren è stata penalizzata anche dalla conclusione della VSC: il pit stop di Norris è avvenuto dopo la fine del regime neutralizzato, impedendo alla squadra di ottenere il beneficio normalmente associato a una sosta effettuata sotto Virtual Safety Car.

Il pilota ha sintetizzato la situazione sostenendo che la vettura fosse stata persino troppo veloce nella fase iniziale della gara. Stella ha spiegato che la McLaren disponeva di un margine superiore di almeno un paio di secondi rispetto a quello necessario per vincere, definendo paradossale il risultato finale ma evidenziando gli aspetti positivi emersi dal rendimento della monoposto.

Possibili modifiche alla durata della VSC

Tra le ipotesi considerate per aumentare l’equità potrebbe esserci l’introduzione di una durata minima della Virtual Safety Car, eventualmente pari a un giro completo. Una simile soluzione consentirebbe ai piloti di affrontare condizioni più uniformi, riducendo il peso del momento preciso in cui la neutralizzazione viene attivata.

Stella non ha indicato questa proposta come soluzione definitiva. Il team principal ha riconosciuto che il tema richiede una valutazione più ampia: la Formula 1 potrebbe scegliere di mantenere l’attuale sistema, accettando che il tempismo favorisca a volte alcuni concorrenti, oppure introdurre meccanismi pensati per garantire una maggiore uniformità.

Una modifica regolamentare dovrebbe seguire l’iter previsto. La discussione potrebbe passare dallo Strategy Advisory Committee alla F1 Commission, per arrivare infine al regolamento sportivo. Senza una spinta istituzionale particolarmente forte da parte della FIA o della Formula 1, il percorso sarebbe probabilmente lungo.

La strategia McLaren e il pit stop di Norris

La squadra ha valutato anche l’ipotesi di lasciare Norris in pista, evitando una sosta sfavorevole. La scelta non è stata ritenuta praticabile perché il pilota avrebbe dovuto completare il finale con pneumatici medium già utilizzati, mentre gli avversari disponevano di gomme hard nuove.

Con un simile confronto, Norris non avrebbe potuto costruire un margine sufficiente per difendersi. La McLaren ha quindi considerato il pit stop la decisione corretta, nonostante il momento della sosta non abbia permesso di sfruttare il vantaggio temporale della VSC.

Stella ha definito l’episodio una circostanza di sfortuna particolarmente evidente. La squadra ritiene di aver gestito bene tutti gli elementi sotto il proprio controllo, mentre la tempistica della neutralizzazione ha prodotto un effetto negativo impossibile da prevedere o influenzare.

Un margine di miglioramento è stato individuato nelle operazioni ai box. Il pit stop di Norris è durato sette secondi, un tempo sul quale la McLaren dovrà lavorare. Secondo Stella, quel ritardo non avrebbe comunque cambiato l’esito del Gran Premio, già determinato principalmente dall’attivazione e dalla conclusione della Virtual Safety Car.

Personalità coinvolte nella vicenda

  • Andrea Stella, team principal della McLaren.
  • Lando Norris, pilota britannico della McLaren.
Andrea Stella, McLaren
Categorie: Formula 1

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