F1, hadjar senza potenza per metà gara: il problema sotto il 40% di acceleratore

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F1, hadjar senza potenza per metà gara: il problema sotto il 40% di acceleratore

Il risultato ottenuto ad Austin ha modificato gli equilibri del campionato Costruttori. Il podio di Max Verstappen e il sesto posto di Isack Hadjar hanno consentito alla Red Bull di superare la McLaren, dopo una rimonta costruita attraverso la crescita della RB22 e le difficoltà del team di Woking. Per Hadjar, però, una scelta errata durante il pit stop ha trasformato una gara potenzialmente molto più positiva in un’occasione parzialmente compromessa.

Red Bull supera McLaren nel mondiale Costruttori

La Red Bull ha lasciato Austin in testa alla McLaren nel confronto tra i Costruttori. Il risultato è arrivato grazie alla combinazione tra il piazzamento sul podio di Verstappen e la sesta posizione conquistata da Hadjar. Alla vigilia della pausa estiva, un simile scenario sembrava difficile da raggiungere, mentre l’evoluzione della RB22 ha permesso alla squadra di ridurre rapidamente il divario.

Il team austriaco avrebbe potuto ottenere un bottino ancora più consistente. Il rendimento di Hadjar nella prima fase della corsa ha mostrato un ritmo competitivo, soprattutto dopo aver trovato aria pulita con le gomme soft. In alcuni giri, i suoi tempi sono risultati molto vicini a quelli di Andrea Kimi Antonelli.

Isack Hadjar vicino alla lotta per il quarto posto

Hadjar e Antonelli hanno seguito una strategia basata su una sola sosta. Secondo le simulazioni Mercedes, questa scelta era indicativamente otto secondi più rapida rispetto alla strategia con due pit stop. Considerando il ritmo mostrato nel primo stint, il pilota francese sembrava avere la possibilità di inserirsi nella lotta per un risultato compreso tra il quarto e il quinto posto.

La gestione delle gomme soft contro le mescole medie utilizzate dai rivali aveva permesso a Hadjar di mantenere tempi competitivi. Il passaggio alle gomme hard, che sulla distanza si sono rivelate le più efficaci, avrebbe potuto rafforzare la sua posizione. La gara ha preso una direzione diversa a causa di un problema legato alla mappatura del motore.

Il problema della mappatura dopo il pit stop

Durante la sosta, i piloti selezionano una modalità specifica per mantenere il motore a un regime elevato e tenere premuta la frizione durante il cambio gomme. Sulla Red Bull questa impostazione è identificata come “Strat 12”. Terminato il pit stop, è necessario ripristinare la normale mappatura da gara prima di uscire dalla pit lane.

Hadjar non ha selezionato la corretta modalità da gara. Mentre percorreva la corsia dei box, stava discutendo via radio con il team sulla scelta delle gomme hard e ha lasciato inserita la configurazione destinata alla sosta. Una volta oltrepassata l’uscita della pit lane, la mappatura non poteva più essere modificata, costringendolo a completare il secondo stint con l’impostazione sbagliata.

Come la modalità errata ha rallentato la Red Bull

La configurazione rimasta attiva limitava la risposta del motore alle piccole aperture dell’acceleratore. La vettura non forniva potenza in modo regolare finché il pedale non superava circa il 40% di apertura. Il comportamento risultante ricordava quello di un marcato turbo lag e obbligava Hadjar a utilizzare il gas in maniera molto più aggressiva.

La difficoltà era particolarmente evidente in uscita di curva, dove diventava più complicato modulare la potenza e mantenere la trazione. L’erogazione irregolare aumentava il rischio di pattinamento delle gomme e, di conseguenza, il loro degrado. Lo slittamento poteva inoltre consumare più energia del necessario, con il rischio di esaurire prima la batteria e rendendo ancora più importante una gestione precisa dell’acceleratore.

Un errore costato fino a un secondo al giro

Secondo la valutazione di Hadjar, la mappatura del pit stop gli è costata fino a un secondo al giro per l’intero secondo stint. Il problema non dipendeva dalla mescola utilizzata: con quella condizione di guidabilità, anche una scelta differente degli pneumatici non avrebbe modificato in modo sostanziale la situazione.

La perdita di prestazione ha ridotto le possibilità di difendere il ritmo mostrato nella prima parte della gara e ha impedito alla Red Bull di trasformare il potenziale iniziale in un piazzamento ancora più importante. Un errore compiuto durante pochi istanti della sosta ha quindi avuto conseguenze estese sull’intera fase conclusiva della corsa.

I protagonisti della gara di Austin

Il risultato della Red Bull ad Austin è stato determinato dai piazzamenti dei suoi piloti e dal confronto diretto con i riferimenti della Mercedes. Le personalità coinvolte nella gestione e nell’analisi della gara sono:

  • Max Verstappen, autore del podio con la Red Bull;
  • Isack Hadjar, sesto al traguardo e penalizzato dal problema di mappatura;
  • Andrea Kimi Antonelli, riferimento cronometrico vicino al ritmo di Hadjar nella prima parte della gara.
Isack Hadjar, Red Bull Racing
Categorie: Formula 1Motori

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