F1 gp del messico, asfalto e graining: le incognite decisive della gara
Il Gran Premio del Messico si prepara a un’edizione caratterizzata da cambiamenti rilevanti sul tracciato dell’Hermanos Rodríguez. L’altitudine, il nuovo asfalto e la scelta delle mescole Pirelli influenzeranno il comportamento delle vetture, la gestione degli pneumatici e le possibili strategie di gara.
Gran Premio del Messico e caratteristiche dell’Hermanos Rodríguez
Il circuito messicano si trova a oltre 2.000 metri sul livello del mare, una condizione che rende l’appuntamento particolare all’interno della tripletta americana. L’aria più rarefatta riduce il carico aerodinamico prodotto dalle monoposto e può favorire un maggiore scivolamento degli pneumatici.
La pista è considerata una delle meno impegnative per le gomme. Le numerose curve a bassa velocità e i carichi laterali contenuti contribuiscono infatti a limitare l’usura complessiva degli pneumatici, anche se l’asse posteriore resta la parte maggiormente sollecitata.
Gran Premio del Messico, il nuovo asfalto del circuito
Una delle principali novità riguarda la riasfaltatura di circa due terzi del tracciato. Il nuovo manto interessa il tratto compreso tra curva 16 e curva 1, oltre alla sezione tra curva 7 e curva 16. Soltanto il primo settore non è stato modificato.
Un asfalto appena posato presenta normalmente maggiore aderenza e una rugosità più contenuta rispetto a una superficie più datata. Sarà quindi necessario valutare il comportamento effettivo del manto durante le sessioni, considerando anche la possibile evoluzione delle condizioni della pista.
Il nuovo asfalto potrebbe assumere un’importanza ancora maggiore a causa dell’altitudine. La combinazione tra carico aerodinamico ridotto e minore rugosità può favorire lo scivolamento delle coperture, rendendo il graining un fenomeno da monitorare con attenzione.
Gomme Pirelli per il Gran Premio del Messico
Per l’appuntamento di Città del Messico, Pirelli ha selezionato le tre mescole più morbide della gamma 2026: C3 Hard, C4 Medium e C5 Soft. La scelta è diversa rispetto alla stagione precedente, quando era stata utilizzata la C2 come mescola più dura insieme a un salto maggiore tra le opzioni.
Quella soluzione non aveva offerto risultati sufficientemente efficaci ed è stata quindi abbandonata. La selezione attuale punta a valorizzare il comportamento degli pneumatici su un circuito caratterizzato da bassa severità e da condizioni particolari legate all’altitudine.
Strategie pneumatici e gestione della gara
Durante le prime sessioni, la pista messicana tende spesso a presentarsi sporca, con un’evoluzione significativa giro dopo giro. La presenza di un’ampia superficie riasfaltata potrebbe accentuare ulteriormente questo processo e modificare progressivamente il livello di aderenza disponibile.
Le caratteristiche del tracciato e il comportamento delle tre mescole su piste analoghe possono favorire una strategia basata su una sola sosta. La gestione degli pneumatici sarà comunque decisiva, soprattutto per mantenere la durata degli stint e controllare il consumo delle coperture posteriori.
La scelta tra le diverse strategie potrebbe dipendere più dalla fiducia del pilota verso una determinata mescola che dai suoi limiti di durata. Alcune squadre potrebbero orientarsi verso le coperture più morbide per sfruttare la maggiore aderenza, mentre altre potrebbero preferire la stabilità della Hard.
La Soft C5 potrebbe avere un ruolo particolarmente importante. La mescola ha mostrato caratteristiche positive sui circuiti a bassa severità e può rappresentare un’opzione valida non soltanto in qualifica, ma anche durante la gara, ampliando le possibilità strategiche disponibili.
