F1 ferrari nuovi cerchi posteriori BBS japan per controllare l’usura delle gomme

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F1 ferrari nuovi cerchi posteriori BBS japan per controllare l’usura delle gomme

Ogni gara, soprattutto quando si corre sul limite, viene decisa da dettagli che incidono subito sul rendimento. A Barcellona la Ferrari SF-26 ha costruito un risultato di alto livello grazie a un pacchetto aerodinamico decisivo per conquistare il primo GP con Lewis Hamilton, ma anche grazie a un intervento tecnico mirato sul retrotreno che ha contribuito a gestire il calore in modo efficace.

Nel quadro complessivo del Gran Premio di Catalunya, il divario in qualifica tra Hamilton e la pole position ha raggiunto 64 millesimi. In gara, invece, è emersa una vettura estremamente competitiva sul passo, pur in condizioni difficili dettate da un caldo intenso: 31 gradi di aria e 52 gradi di asfalto.

Prima della partenza il focus si è concentrato sulla durata delle gomme. Nelle sessioni di lavoro del venerdì, con particolare riferimento alla FP2, Charles Leclerc ha indicato il potenziale del gruppo, imponendosi nel long run grazie al passo migliore, segnale che la vettura stava beneficiando delle novità aerodinamiche orientate anche alla preservazione degli pneumatici.

pirelli e strategia gomme: barcellona come partita a scacchi

Nel commento sullo svolgimento del fine settimana, Dario Marrafuschi, direttore di Pirelli Motorsport, ha evidenziato come il Gran Premio di Barcellona sia stato tra i più interessanti dall’inizio del Mondiale, soprattutto per l’uso degli pneumatici.

Secondo la lettura proposta, le gomme sono state determinanti: il contesto di elevate temperature e la decisione di portare mescole più morbide rispetto al 2025 hanno favorito un degrado pronunciato. Ne è derivata una dinamica tattica ad alta intensità, capace di valorizzare sia le abilità di guida dei piloti sia le scelte strategiche dei team.

ferrari sf-26 e cerchi bbs japan: gestione del calore nel retrotreno

La Ferrari al Montmelò ha inserito un elemento chiave nel retrotreno della SF-26: il debutto dei nuovi cerchi della BBS Japan montati sulla vettura.

La novità nasce da un cambiamento regolamentare: dal momento in cui la FIA ha riportato a liberalizzarsi il disegno delle ruote, dopo l’epoca delle monoposto a effetto suolo in cui dovevano essere tutte uguali, i team hanno potuto tornare a sviluppare soluzioni specifiche. Nel contesto attuale, la differenza viene fatta da parametri come rigidezza, peso e, più recentemente, la capacità di gestire la temperatura durante un run per stabilizzare la pressione e controllare l’usura.

focus sulle prestazioni: isolare il calore dai freni alle gomme

In termini di impiego, la Mercedes ha utilizzato le ruote OZ Racing in Canada per scaldare gli pneumatici. La Ferrari, invece, ha lavorato in un’altra direzione: con i nuovi cerchi posteriori ha puntato a isolare il calore prodotto dall’impianto frenante e a evitare che l’alta temperatura venga trasferita alle gomme tramite l’irradiazione del cerchio.

intercapedine e dissipazione: collaborazione ferrari e bbs japan

Il lavoro dei tecnici del Cavallino è stato descritto come estremamente accurato, in sinergia con quelli della BBS Japan. A Maranello i cestelli sono stati sviluppati in modo da creare una intercapedine di aria fresca tra due pareti di carbonio, con una ventilazione calibrata tramite prese d’aria che non hanno relazioni dirette con quelle dedicate al raffreddamento di disco e pinza.

In parallelo, i fornitori delle ruote hanno evoluto i cerchi in magnesio forgiato, includendo un disegno in grado di disperdere il calore riducendo la trasmittanza della temperatura verso il pneumatico.

strategie per le gare calde: due configurazioni cerchi e cestelli

La direzione tecnica indicata riguarda la necessità di preparare la vettura con soluzioni calibrate per scenari differenti. Le squadre devono essere pronte a utilizzare due configurazioni: una pensata per portare calore alle gomme quando risulta complesso raggiungere rapidamente la temperatura degli pneumatici, e un’altra studiata per le competizioni più calde, dove l’usura delle coperture può diventare un fattore determinante, come accaduto a Barcellona.

loïc serra e l’esperienza gomme: dalla michelin alla ferrari

Il quadro tecnico trova un ulteriore aggancio nella figura di Loïc Serra, direttore tecnico telaio della Ferrari. Prima dell’esperienza nella struttura Mercedes, Serra si era formato alla Michelin e nel percorso professionale ha maturato una conoscenza profonda del comportamento degli pneumatici.

Nel racconto dell’efficacia delle scelte sulla gestione gomme, viene citato un episodio legato a Lewis Hamilton in Spagna: il pilota avrebbe potuto misurare la validità dell’impostazione conquistando la sua prima vittoria in rosso.

nomi citati nel contesto tecnico e agonistico

  • Lewis Hamilton
  • Charles Leclerc
  • Dario Marrafuschi
  • Loïc Serra
Ferrari nuovo cerchio posteriore
Categorie: Formula 1

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