F1 ferrari il lato oscuro della sf

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F1 ferrari il lato oscuro della sf

Il fine settimana al Red Bull Ring ha riportato la Ferrari nel ruolo di quarta forza, con prestazioni incapaci di trasformare il potenziale della SF26 in una gara davvero competitiva. Il confronto con quanto visto due settimane prima a Barcellona, dove i risultati erano arrivati grazie a un insieme favorevole di condizioni, rende ancora più evidente quanto la SF26 risulti sensibile alla messa a punto. A Spielberg, al termine dei 71 giri, la sensazione dominante è che la preparazione dell’assetto e, soprattutto, il lavoro svolto nella giornata di venerdì non abbiano prodotto l’equilibrio necessario.

ferrari quarta forza a spielberg: distacchi e problemi di assetto

Il verdetto della pista è stato netto: la SF26 ha mostrato un comportamento non all’altezza dei rivali, senza che l’assenza di episodi favorevoli potesse spiegare del tutto le difficoltà. Il risultato ha portato a un ritardo di ventisei secondi per Lewis Hamilton sotto la bandiera a scacchi e di quarantacinque secondi per Charles Leclerc. Il nodo centrale, più che il livello del motore—ancora inferiore alla Mercedes sul fronte della potenza—è stato l’assetto, che non ha mai permesso alla monoposto di trovare un equilibrio efficace durante la corsa.

hamilton e leclerc: gomme posteriori e ritmo mai trovato

La criticità emersa in gara ha riguardato soprattutto il comportamento del posteriore e, di conseguenza, la gestione degli pneumatici. Leclerc ha riassunto il problema descrivendo una sensazione di scivolamento che ha poi alimentato il surriscaldamento degli pneumatici posteriori: “Slittavo, e di conseguenza surriscaldavo parecchio le gomme posteriori”.

Hamilton, pur utilizzando tutte le mescole portate dalla Pirelli a Spielberg, non è riuscito a trovare un ritmo competitivo. Il quadro percepito è stato quello di una monoposto che non riesce ad adattarsi: “La macchina non ha digerito nessuna gomma”. Ne è derivata una corsa estremamente impegnativa, definita “davvero molto difficile”.

preparazione nel venerdì: impatto diretto sul comportamento in gara

Le difficoltà emerse nel risultato non si sono materializzate all’improvviso: i limiti della Ferrari erano già affiorati nella simulazione gara della seconda sessione di prove libere del venerdì. In quel momento, il distacco dai rivali diretti era apparso significativo. Anche dopo le modifiche di setup adottate in serata, con un miglioramento del rendimento sul giro secco e un passo avanti in qualifica, restava aperta la questione più delicata: come si sarebbe comportata la vettura lungo l’intero arco di 71 giri.

gestione gomme e strategia: cambiamenti e risultati che non seguono le attese

Nei primi giri, entrambe le Ferrari hanno provato a mantenere il ritmo delle Mercedes, sfruttando la buona posizione in griglia. Tuttavia, l’impostazione scelta in ottica di passo e gomme si è trasformata in un errore: la strategia doveva essere rivista più avanti. Jean Todt? No. “Abbiamo dovuto cambiare strategia – ha spiegato Vasseur – ma tutto è andato storto”. La gara, in pratica, si è incanalata verso un andamento in cui la SF26 non riusciva a proteggere il livello di aderenza necessario.

racconto della gara: battaglie iniziali e calo dell’aderenza

Hamilton ha descritto l’andamento con una sequenza chiara: nei primi giri il pilota ha preso un vantaggio superando Leclerc e si è formato l’aspettativa di una corsa con andamento favorevole. Poi la situazione è cambiata, con l’ingresso di un duello che ha inciso sulle fasi decisive. Il pilota ha indicato di essersi ritrovato a battagliare con George, riuscendo a resistere solo per pochi giri, prima che le gomme posteriori iniziassero a perdere aderenza.

Il riferimento al bilanciamento, giudicato instabile, sintetizza il problema più ampio: “Per qualche ragione il bilanciamento era molto precario”. È una descrizione coerente con le sensazioni riferite da Leclerc, dove lo scivolamento e il surriscaldamento sono diventati elementi determinanti nella perdita di performance.

leclerc: differenze di prestazione marcate e sensibilità della sf26

Per Charles Leclerc, il risultato è stato accompagnato da difficoltà nel trovare una spiegazione immediata alla variabilità tra weekend e weekend. Il pilota ha espresso la sensazione che il motivo delle differenze di prestazione così marcate non sia ancora pienamente compreso. Il confronto con Barcellona—dove la Ferrari aveva mostrato una delle vetture più veloci in gara—rende ancora più evidente la distanza tra le attese e ciò che è accaduto a Spielberg.

La lettura finale è legata alla sensibilità della vettura: “Queste monoposto sono semplicemente molto sensibili”. Il punto è che, se non viene raggiunto il setup corretto, il prezzo da pagare diventa altissimo: “se non trovi il setup corretto, paghi un prezzo altissimo”. A Spielberg, secondo questa interpretazione, l’effetto è stato quello di una prova che ha confermato quanto il corretto equilibrio sia determinante.

piloti citati: ferrari e mclaren

  • Charles Leclerc
  • Lewis Hamilton
  • George
  • Oscar Piastri
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Categorie: Formula 1

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