F1, ferrari e la gestione dell’energia in gara: la scelta che non ha pagato
Il Gran Premio d’Italia ha ridimensionato le ambizioni iridate della Ferrari, mentre la Mercedes ha consolidato la propria posizione al vertice grazie alla prestazione di Kimi Antonelli. La gara di Monza ha evidenziato difficoltà rilevanti per la SF-26, soprattutto in termini di velocità di punta, gestione degli pneumatici e rendimento complessivo della power unit.
Ferrari fuori dalla lotta per il titolo mondiale
Il risultato di Monza ha allontanato la Ferrari dalla sfida per il campionato. Il circuito italiano rappresentava un’occasione importante per rilanciare le aspettative della Scuderia, ma la squadra del Cavallino ha concluso il fine settimana senza riuscire a impensierire la Mercedes.
Lewis Hamilton è scivolato al terzo posto nella classifica piloti, con un distacco di 76 punti da Kimi Antonelli. Anche George Russell ha ampliato il proprio margine sul sette volte campione del mondo, portandosi a 10 lunghezze di vantaggio.
Nel campionato Costruttori, la Mercedes ha aumentato a 122 punti il vantaggio sulla Ferrari. La McLaren, intanto, ha ridotto in modo significativo il divario dalla squadra italiana, sceso a 59 punti. La situazione rende più concreto il rischio che la Ferrari debba difendersi dal ritorno della formazione di Woking invece di puntare al confronto diretto con la Stella.
Mercedes dominante sul circuito di Monza
La gara ha mostrato fin dalle prime fasi una Mercedes nettamente più competitiva. Già dal tredicesimo giro la corsa sembrava destinata a trasformarsi in un confronto interno alla squadra tedesca, mentre Ferrari, Red Bull e McLaren restavano distanti dal ritmo necessario per inserirsi nella lotta.
La SF-26 non ha mostrato un passo sufficiente per competere con le W17. Hamilton ha segnalato una carenza cronica di velocità, evidente anche nei tratti in cui il rendimento della Ferrari era sembrato più equilibrato durante prove libere e qualifiche.
Le difficoltà di Lewis Hamilton
Il pilota britannico ha dovuto forzare la percorrenza delle curve per compensare il deficit sui rettilinei. La Ferrari riusciva a essere efficace alla Roggia, nelle due curve di Lesmo e alla Variante Ascari, ma questi vantaggi non erano sufficienti per restare agganciata alle Mercedes nei lunghi tratti ad alta velocità e alla Parabolica.
L’impegno richiesto in curva ha prodotto un surriscaldamento degli pneumatici posteriori. Hamilton era costretto ad alternare giri molto veloci a passaggi dedicati al recupero della corretta finestra di funzionamento delle gomme. Il pilota ha richiesto più volte via radio un cambio degli pneumatici, ma il muretto Ferrari ha scelto di non intervenire, temendo un possibile ritorno di Pierre Gasly e Arvid Lindblad.
Ferrari, velocità di punta e gestione dell’energia
La squadra aveva previsto un forte deficit in termini di velocità massima. In gara il problema si è manifestato in modo ancora più evidente rispetto alle aspettative. La Ferrari perdeva posizioni senza riuscire a rispondere e doveva chiedere molto alle gomme per mantenere un ritmo competitivo nelle curve.
Durante il venerdì, i tecnici avevano concentrato il recupero dell’energia nel lungo rettilineo compreso tra la Variante Ascari e la Parabolica. In quella configurazione la SF-26 riusciva a ridurre quasi completamente il distacco accumulato dalle Mercedes.
La situazione è cambiata in gara. Hamilton ha raggiunto 341 km/h sul rettilineo del traguardo, contro i 323 km/h fatti registrare da Antonelli, con un vantaggio di 18 km/h nella speed trap. Sul resto del tracciato, però, la Ferrari ha accusato un calo di rendimento, pagando un prezzo elevato rispetto alle W17.
Il confronto con Red Bull e McLaren
Le difficoltà della Ferrari non si sono limitate al confronto con Mercedes. La SF-26 è risultata più lenta anche della Red Bull di Max Verstappen e delle due McLaren affidate a Lando Norris e Oscar Piastri.
La mancanza di velocità sui rettilinei ha impedito a Hamilton di difendersi e attaccare con efficacia. Il pilota ha cercato di recuperare nelle sezioni più tecniche, ma il vantaggio delle avversarie sui tratti veloci e alla Parabolica ha reso insufficiente ogni tentativo di rimonta.
Gli errori di Charles Leclerc a Monza
Il fine settimana della Ferrari è stato complicato anche dagli episodi che hanno coinvolto Charles Leclerc. Il monegasco ha spinto Hamilton fuori dalla Prima Variante, costringendolo a passare sulla sabbia all’uscita della curva.
In seguito, Leclerc ha perso il controllo della Ferrari su una sconnessione provocata da un tombino, mentre percorreva la zona esterna della Parabolica a oltre 200 km/h. L’impatto contro le protezioni è avvenuto nello stesso punto dell’incidente del 2024.
Il deficit della power unit Ferrari
La prestazione di Monza ha riportato al centro dell’attenzione il rendimento del motore Ferrari. Il debutto dell’unità 067/6 con sistema ADUO2 è avvenuto su un circuito nel quale le differenze tra le power unit emergono con particolare chiarezza e non vengono attenuate dalle caratteristiche del telaio o dall’efficienza aerodinamica.
I cavalli aggiuntivi dell’evoluzione Ferrari sono risultati visibili anche sulla Haas: Oliver Bearman disponeva della nuova specifica, mentre Esteban Ocon utilizzava quella precedente. Il divario con il sei cilindri Mercedes resta però consistente e viene quantificato in circa 20 cavalli.
La Mercedes, proprio grazie al vantaggio tecnico mostrato a Monza, non sembra avere fretta di introdurre il proprio motore M17 E Performance con sistema ADUO. La versione standard della power unit tedesca si è già dimostrata sufficiente per prevalere nettamente sulla Ferrari.
Le personalità al centro del weekend di Monza
Il Gran Premio ha avuto come protagonisti i piloti e i responsabili direttamente coinvolti nella sfida tra Ferrari e Mercedes.
- Kimi Antonelli, pilota Mercedes e leader del campionato con un margine di 76 punti su Lewis Hamilton.
- Lewis Hamilton, terzo nella classifica mondiale e autore della velocità massima di 341 km/h sul rettilineo del traguardo.
- George Russell, capace di allungare di 10 punti sul compagno di squadra.
- Charles Leclerc, coinvolto nell’episodio della Prima Variante e nell’incidente alla Parabolica.
- Max Verstappen, al volante della Red Bull risultata più competitiva della Ferrari.
- Lando Norris e Oscar Piastri, protagonisti del confronto con la McLaren.
- Frédéric Vasseur, responsabile della Ferrari e autore dell’analisi sul deficit di velocità.
- Pierre Gasly e Arvid Lindblad, considerati dal muretto Ferrari nella gestione della strategia ai box.
- Oliver Bearman ed Esteban Ocon, coinvolti nel confronto tra le diverse specifiche della power unit Ferrari sulla Haas.
