F1 aston la scia di leclerc non basta: 6 secondi pole e ultima sofferenza a spa prima della vettura b

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F1 aston la scia di leclerc non basta: 6 secondi  pole e ultima sofferenza a spa prima della vettura b

Aston Martin si prepara a un passaggio decisivo nella rincorsa verso la vettura B, con l’Ungheria fissata come traguardo immediato e una scadenza che impone rapidità operativa. La preoccupazione principale riguarda la disponibilità dei componenti: non è scontato che le risorse siano sufficienti per equipaggiare entrambe le monoposto, con possibili limitazioni nelle scorte. Prima di arrivare a Budapest, però, rimane un ostacolo ravvicinato da superare: Spa, considerato un banco di prova particolarmente severo.

spa e potenza: il banco di prova più duro per la amr26

Tra i Gran Premi già disputati, quello del Belgio viene indicato come il più complesso. Il circuito mette in evidenza i limiti della power unit grazie a lunghi tratti a pieno gas, ma pretende anche un livello elevato di carico aerodinamico e un assetto del posteriore capace di mantenere estrema stabilità. In questo scenario, la AMR26 evidenzia carenze che si sommano, rendendo difficile contenere il distacco.

progetti e aggiornamenti: la scelta di concentrare gli sforzi

Un ulteriore elemento descritto riguarda l’impostazione tecnica adottata dal team. I rivali avrebbero continuato a introdurre novità, mentre Aston Martin avrebbe scelto di attendere, riducendo quasi al minimo gli aggiornamenti sin dall’inizio della stagione. La strategia perseguita punta a concentrare il lavoro su un unico pacchetto in grado di rappresentare un reale salto prestazionale, anche in relazione ai limiti evidenziati dalla PU Honda. L’idea è che pochi decimi non avrebbero cambiato la fotografia complessiva, quindi si è optato per un ripensamento più profondo.

vettura B e telaio: riduzione del peso e impatto su spa

Da questa impostazione nasce il progetto della vettura B, attesa come elemento chiave anche per introdurre un nuovo telaio con l’obiettivo di ridurre il peso. La necessità di alleggerire la monoposto viene collegata a un problema che a Spa risulta ancora più evidente. Nel secondo settore, dove serve alto carico aerodinamico, Aston Martin viene descritta come capace non solo di non guadagnare decimi, ma di perdere secondi rispetto alla concorrenza. A ciò si aggiunge una componente energetica penalizzata: manca molta energia dalla power unit Honda.

mguk spento e deficit energetico: perché i divari crescono

Per aumentare la velocità nei rettilinei, viene spiegato che bisogna sacrificare parte del secondo settore sotto il profilo della ricarica. La FIA avrebbe imposto alcune sezioni in cui è possibile spegnere l’MGU-K nell’intertempo centrale per risparmiare energia. Nel contesto descritto, se si parte già con un deficit di energia e potenza quando il motore elettrico è spento, le differenze tendono ad ampliarsi. A aggravare la situazione sarebbe anche l’uscita dalle curve, con l’AMR26 che farebbe registrare tempi più lenti nel riprendere ritmo.

secondo settore in difficoltà e gap di velocità

Il risultato operativo viene collegato a due conseguenze principali: oltre a perdere tempo in percorrenza di curva, la vettura impiegherebbe anche più tempo per raggiungere la velocità dei rivali, con massime più basse. Questo quadro viene associato alla difficoltà riscontrata proprio nel secondo settore, oltre alle carenze di carico aerodinamico puro. Se aerodinamica e peso penalizzano la prestazione in curva, il gap di potenza della power unit Honda amplierebbe ulteriormente le difficoltà complessive.

Come metro di confronto, viene indicato che nel secondo settore Aston perde tre secondi dalla pole e dalla maggior parte dei top team. L’elemento più rilevante riguarda anche il confronto con Cadillac: nello stesso tratto l’AMR26 accusa un secondo. Nel resto del giro, il distacco viene descritto come coerente con le aspettative, soprattutto sui lunghi rettilinei dove emergono maggiormente le carenze della power unit Honda.

aggiornamento a zandvoort e intervento sulla combustione

La power unit Honda riceverà un aggiornamento dopo la pausa estiva a Zandvoort. L’intervento viene descritto come sostanziale, con un focus sulla combustione del motore termico. Nel frattempo, il quadro prestazionale resta legato a un deficit complessivo, con un confronto diretto: nella zona di Blanchimont si arriva a un distacco vicino a 20 km/h nei confronti di Mercedes, anche se il divario si riduce quando l’ala si apre.

tempi persi negli allunghi e gestione del giro in qualifica

La sintesi del rendimento evidenzia una perdita che supera un secondo in ogni allungo, sia nel primo sia nel terzo settore. In aggiunta, viene riportato un dettaglio su Fernando Alonso legato alla strategia del tentativo in qualifica: l’azione descritta lo avrebbe visto posizionarsi alle spalle di Charles Leclerc sfruttando la scia sul rettilineo del Kemmel, prima che il pilota della Ferrari poi prendesse il largo.

alonso e il lavoro di squadra: massimizzare ogni dettaglio

Nonostante le difficoltà, viene sottolineato che il team continua a puntare sull’estrazione del massimo valore possibile in pista. Viene riportato un passaggio in cui Alonso spiega che negli ultimi dieci Gran Premi la posizione sarebbe nota, ma l’obiettivo resta non arrendersi. La descrizione include una routine precisa: andare in qualifica, montare tre set di gomme, spingere in tutti e tre i giri e cercare di ottimizzare ogni aspetto tecnico durante l’esecuzione.

deployment e costanza: maturazione tra austria e preparazione a budapest

Nel ragionamento attribuito ad Alonso, l’evoluzione del team viene collegata alla costanza nel deployment e in aspetti che per altri risulterebbero più ordinari. Per avere il quadro tecnico nel punto giusto, sarebbero serviti cinque o sei Gran Premi. L’indicazione finale è una maggiore preparazione, con l’auspicio che la vettura diventi più veloce: a Budapest, pista ricca di energia, i limiti della PU Honda dovrebbero risultare meno evidenti.

silverstone e gara utile per raccogliere dati

Una parte ulteriore del contesto riguarda l’apprendimento maturato lontano dai riflettori. La gara con il duello interno nel GP di casa a Silverstone viene indicata come utile, perché avrebbe permesso di osservare il comportamento della power unit durante un momento di vera competizione, accumulando dati da utilizzare in futuro. L’obiettivo è far sì che le informazioni raccolte tornino operative quando arriveranno sia la monoposto in versione B sia il motore Honda aggiornato a Zandvoort. Nel frattempo resta da affrontare un’ultima gara descritta come particolarmente impegnativa, con l’auspicio di alleggerire presto il carico complessivo dopo la bandiera a scacchi.

personaggi citati

  • Fernando Alonso
  • Charles Leclerc
  • Lance Stroll
Fernando Alonso, Aston Martin

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