Caschi MotoGP: l'avventura di Bagnaia, Bastianini e Moreira in Thailandia

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Caschi MotoGP: l'avventura di Bagnaia, Bastianini e Moreira in Thailandia

In un contesto di debutto al campionato mondiale che già segnala incertezza, la gestione dei caschi diventa una variabile cruciale. In pista e fuori, il peso di una nuova omologazione ha influito sulle scelte dei piloti, con risvolti tattici e logistici rilevanti per i team.

omologazione caschi moto gp e nuovi standard fim

La Federazione Internazionale di Motociclismo ha introdotto un livello di omologazione identificato con FIMFRHPhe-02, operativo per questa stagione. L’obiettivo è elevare la sicurezza: i test di impatto sulla calotta sono diventati più severi e particolare cura è dedicata alla prevenzione dell’espulsione della visiera in caso di incidente. Ogni marchio deve ottenere l’approvazione per ciascuna taglia, rendendo il processo più complesso e lungo.

Queste modifiche hanno messo a dura prova i produttori, provocando ritardi nelle prime due giornate di prove a Buriram. Le etichette di certificazione possono essere stampate solo presso la sede FIM di Mies, in Svizzera, dettaglio che complica ulteriormente i tempi di validazione tra modelli e taglie.

requisiti e impatto sul mercato dei caschi

La norma impone che l’approvazione sia separata per ciascuna taglia, con conseguente complessità logistica per ogni marchio. I produttori sono chiamati ad adeguare processi, test e controllo qualità per garantire che ogni modello presenti la conformità necessaria prima di entrare in circuito.

procedure di omologazione per taglie multiple

La procedura, vincolata all’esito dei test, richiede tempi coordinati tra laboratorio, fabbricazione e supervisione federale. Questo aspetto rende cruciale la gestione interna delle scadenze e della disponibilità dei caschi omologati nelle diverse misure.

problemi riscontrati in thailandia e soluzioni adottate

All’esordio della stagione, alcune complicazioni hanno riguardato principalmente i caschi, con effetti diretti sulle prove. Alcuni marchi hanno dovuto gestire la necessità di utilizzare decorazioni alternative per rimanere conformi senza incorrere in dispute legali. Allo stesso tempo, le squadre hanno seguito attentamente i segnali provenienti dai fornitori per assicurare la disponibilità dei modelli omologati entro i tempi delle sessioni.

Dal punto di vista operativo, i team hanno monitorato le sensazioni dei piloti durante le prove: in alcuni casi è stata provata una sostituzione temporanea di modelli per accompagnare l’andamento della sessione, con attenzione a mantenere etichettature interne cucite correttamente all’interno dei caschi.

logistica delle etichette e tempistiche

Una delle difficoltà principali riguarda la conferma delle omologazioni: le etichette devono provenire dalla sede FIM. In una circostanza, un dipendente del gruppo fornitore ha dovuto recarsi a Mies per ritirare i certificati e intraprendere successivamente un itinerario internazionale, complicato dalle chiusure di spazio aereo in determinati contesti internazionali. La gestione della conferma ha richiesto soluzioni alternative per garantire la partecipazione alle sessioni.

persone coinvolte

Nel contesto descritto, tre protagonisti della griglia hanno dovuto fronteggiare situazioni operative particolari legate al casco:

  • Pecco bagnaia
  • Enea bastianini
  • Diogo moreira
Francesco Bagnaia, Ducati Team

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