Bove e il sogno di tornare a giocare: il consiglio di bruno conti tra calcio e tennis
Edoardo Bove ha raccontato il percorso personale e sportivo seguito al malore del 1° dicembre 2024, il ritorno al calcio professionistico, il documentario dedicato alla sua esperienza e il sostegno ricevuto da persone importanti come Flavio Cobolli, José Mourinho e l’ambiente della Fiorentina.
Edoardo Bove, dal malore al ritorno in campo
Il centrocampista del Watford è tornato sul grave episodio avvenuto durante Fiorentina-Inter, quando fu colpito da un improvviso arresto cardiaco. Bove ha spiegato di non ricordare nulla di quanto accaduto sul terreno di gioco: si è risvegliato in ospedale senza sapere cosa fosse successo e ha dovuto interrompere la propria quotidianità.
Il sogno di tornare a giocare non è mai venuto meno. Il calcio rappresenta la sua più grande passione e, dopo un periodo di distanza forzata, il centrocampista è rientrato ufficialmente in campo in Inghilterra nel gennaio 2026 con il Watford allenato da Dionisi, grazie all’utilizzo di un defibrillatore sottocutaneo.
Il rapporto con il calcio dopo l’arresto cardiaco
Bove ha descritto l’assenza dal calcio come una sensazione simile a una grande perdita. Nei primi tempi provava fastidio nel guardare le partite e osservare i bambini giocare. Per affrontare quel periodo si è avvicinato al tennis, prima di ritrovare il legame con lo sport che aveva sempre considerato la propria passione principale.
L’esperienza lo ha portato a comprendere che il calcio è una parte essenziale della sua vita, ma non l’unica. La necessità di reinventare le proprie giornate lo ha costretto a guardare dentro se stesso e a trovare nuovi modi per esprimere emozioni e difficoltà.
Il documentario e il percorso interiore di Bove
Il documentario dedicato alla sua storia nasce con l’obiettivo di raccontare il percorso emotivo vissuto dopo il malore. Bove ha scelto di consentire alle telecamere di entrare nella sua vita privata per mostrare le difficoltà affrontate da un ragazzo costretto a cambiare abitudini e prospettive.
Il calciatore non intende proporsi come modello, ma desidera offrire un sostegno a chi attraversa situazioni complesse. La presenza della telecamera lo ha aiutato a parlare delle proprie emozioni, soprattutto perché si considera una persona introversa e faticava ad affrontare certi argomenti anche con la famiglia.
Edoardo Bove e Flavio Cobolli
Tra i riferimenti più importanti del suo percorso c’è Flavio Cobolli. Bove ha raccontato di aver trovato forza osservando l’amico lavorare per raggiungere i propri obiettivi. I due si sono conosciuti nella Roma e hanno condiviso anche la passione per il tennis e per il calcio.
Quando Bruno Conti chiese loro di scegliere una disciplina, Bove optò per il calcio mentre Cobolli scelse il tennis. Secondo il centrocampista, se l’amico avesse continuato a giocare a calcio sarebbe potuto arrivare in Serie B.
Il primo soccorso dopo il malore
L’arresto cardiaco ha avvicinato Bove al tema del primo soccorso. Il centrocampista ha partecipato a convegni e incontri con associazioni attive in questo settore, dopo aver ascoltato anche le testimonianze di familiari che hanno perso persone care per la mancanza di un intervento tempestivo.
Secondo Bove, conoscere le procedure di primo soccorso è fondamentale, perché i primi minuti possono essere decisivi e un intervento tardivo può rendere irreversibile la situazione.
Bove, Mourinho e gli anni alla Roma
Bove ha ricordato di essere sempre stato una persona scherzosa e di aver coltivato gradualmente il sogno di diventare calciatore. José Mourinho ha avuto un ruolo centrale nella sua crescita: fu l’allenatore portoghese a inserirlo nel percorso della prima squadra della Roma.
Il centrocampista ha definito Mourinho un grande allenatore e una grande persona e ha ricordato con emozione il momento in cui fu convocato nel suo ufficio per sapere che avrebbe fatto parte della prima squadra. I suoi idoli sono Daniele De Rossi, Radja Nainggolan e Andrea Pirlo.
L’esordio con la Roma è stato vissuto con grande emozione, anche se lo stadio vuoto a causa della pandemia rese quella giornata insolita. Bove ha ricordato anche le finali europee: la vittoria della Conference League come una gioia enorme per la città e la sconfitta in Europa League come uno dei giorni più difficili della sua vita.
Il sostegno della Fiorentina
Parlando dell’esperienza a Firenze, Bove ha descritto la Fiorentina come una grande famiglia. Tifosi, compagni, società e città hanno sostenuto lui e i suoi familiari durante il periodo più delicato, contribuendo a rendere il percorso più sereno.
Le persone ricordate da Edoardo Bove
- Edoardo Bove, centrocampista del Watford ed ex giocatore della Roma e della Fiorentina.
- Flavio Cobolli, amico di Bove e tennista indicato come riferimento nel percorso di rinascita.
- José Mourinho, allenatore che ha accompagnato Bove nel passaggio alla prima squadra della Roma.
- Bruno Conti, dirigente che invitò Bove e Cobolli a scegliere tra calcio e tennis.
- Daniele De Rossi, Radja Nainggolan e Andrea Pirlo, indicati da Bove come i suoi principali idoli.


