Frosinone, alvini: identità, idee e coraggio per inseguire sempre la vittoria
Massimiliano Alvini ha raccontato il sorprendente avvio del Frosinone in Serie A, soffermandosi sull’identità della squadra, sulla crescita dei singoli, sulle scelte di mercato e sugli allenatori che hanno influenzato il suo percorso. Dopo cinque giornate, la formazione giallazzurra ha conquistato 10 punti, gli stessi della Juventus, costruendo un rendimento basato su coraggio, riconoscibilità e partecipazione al gioco.
Massimiliano Alvini e l’identità del Frosinone
Il tecnico ha ricordato di aver iniziato ad allenare nel 1996, guidando la squadra amatoriale di Fucecchio. Da allora ha sviluppato un’idea precisa di calcio, fondata sulla necessità di avere un’identità chiara e uno stile riconoscibile per affrontare ogni partita con l’obiettivo di vincere.
Il Frosinone cerca di applicare questi principi attraverso una pressione immediata e una proposta costante con il pallone. Alvini considera fondamentale non limitarsi a difendere quando la squadra arretra, perché il possesso deve sempre essere accompagnato dalla capacità di costruire gioco. Un precedente vissuto alla Cremonese, in occasione dello 0-0 contro il Milan, lo ha spinto a non rinunciare alle proprie convinzioni: in quella gara la squadra aveva ricevuto apprezzamenti, ma aveva pensato soprattutto a proteggersi.
Il tecnico ha descritto anche l’emozione che precede l’ingresso in campo, paragonandola alla tensione vissuta prima dell’inizio del Palio. La stessa intensità si riflette nel rapporto con la panchina e nella partecipazione alle partite.
Il successo contro la Fiorentina e l’aneddoto familiare
Tra i risultati più significativi dell’avvio di stagione figura la vittoria contro la Fiorentina, arrivata nel giorno del centenario del club viola. Alvini ha ricordato il clima particolare dello stadio sul risultato di 0-3 per il Frosinone, quando alcuni tifosi gli chiedevano di sedersi in panchina.
Durante la gara, un sostenitore gli ha rivolto una battuta legata a Ferruzza e al Palio, sottolineando che il successo atteso mancava da 41 anni. Il tecnico ha poi raccontato un episodio familiare successivo alla vittoria contro il Como: i figli non volevano parlare con lui perché avevano schierato diversi giocatori della formazione lombarda al Fantacalcio.
Frosinone, la crescita dei principali giocatori
Antonio Raimondo e il potenziale offensivo
Alvini ha evidenziato le qualità tecniche e atletiche di Antonio Raimondo, definendolo un attaccante in costante miglioramento e con prospettive importanti. Il giocatore attacca bene la profondità e ha mostrato caratteristiche utili al progetto del Frosinone. Il suo arrivo è stato favorito da Castagnini, che lo aveva scelto dal Bologna in un momento complesso per il calciatore.
Secondo l’allenatore, Raimondo può aspirare alla Nazionale e diventare un elemento utile anche per il calcio italiano.
Bracaglia, Palmisani e lo spirito ciociaro
Bracaglia è stato indicato come uno dei simboli dello spirito ciociaro, insieme a Palmisani. Il difensore ha affrontato un percorso caratterizzato da sacrificio e difficoltà, riuscendo a ritagliarsi spazio in Serie A. Alvini ha sottolineato il valore di allenare giocatori capaci di rappresentare così profondamente il territorio.
Tra i profili più apprezzati figura anche Lorenzo Palmisani, considerato dotato di qualità tecniche di alto livello e di una mentalità adatta al ruolo di portiere. Dopo l’infortunio di Sherri nella gara di Coppa Italia contro il Monza, Palmisani ha disputato 38 partite con rendimento eccellente.
Calò e la qualità nel centrocampo
Calò è stato descritto come un centrocampista capace di leggere il gioco e individuare linee di passaggio difficili da vedere. Il suo piede educato lo rende determinante sia in Serie B sia in Serie A. Alvini lo apprezzava già dai tempi del Pontedera e ha raccontato di averlo desiderato anche quando allenava il Cosenza, dove il giocatore fu ceduto proprio al suo arrivo.
Mercato Frosinone, Romano era la prima scelta
Parlando delle strategie estive, Alvini ha rivelato che Alessandro Romano rappresentava la prima scelta del Frosinone. Il club lo aveva già seguito nella stagione precedente, prima del trasferimento allo Spezia, e ha provato nuovamente ad arrivare al giocatore. La trattativa è stata vicina alla conclusione, ma il Cagliari è riuscito a chiudere l’operazione.
Il tecnico ha inoltre raccontato con ironia un episodio legato a Calò durante il ritiro al Terminillo. Dopo avergli cantato una strofa di “Lettera da Amsterdam”, gli fece capire scherzosamente che non sarebbe partito.
Gli allenatori che hanno influenzato Alvini
La formazione di Alvini è passata anche dall’osservazione diretta di diversi tecnici. Il rapporto più significativo è quello con Silvio Baldini, conosciuto a Empoli il primo maggio 2001. Alvini seguiva spesso i suoi allenamenti e, dopo averlo notato durante una diagonale, Baldini lo invitò in campo. Da quell’incontro nacque un rapporto di amicizia.
La vicinanza geografica a Empoli gli permise di osservare anche Sarri, Giampaolo e Spalletti. Per assistere agli allenamenti, organizzava persino sostituzioni temporanee al lavoro del fratello.
Il percorso si è incrociato anche con Massimiliano Allegri. I due si affrontarono nel 2003, quando Allegri allenava l’Aglianese, e si ritrovarono poi in Cremonese-Juventus del 5 gennaio 2023. Alvini ha ricordato un episodio arbitrale discusso, riconoscendo al tempo stesso la difficoltà del lavoro degli arbitri.
Le personalità ricordate da Massimiliano Alvini
- Silvio Baldini
- Alessandro Romano
- Antonio Raimondo
- Bracaglia
- Calò
- Lorenzo Palmisani
- Sarri
- Giampaolo
- Luciano Spalletti
- Massimiliano Allegri


