Bagnaia e il caso box: "La frustrazione può farti dire cose che non pensi
La crisi di rendimento di Pecco Bagnaia prosegue anche ad Aragón, dove il pilota Ducati ha iniziato il fine settimana con un risultato al di sotto delle aspettative. Il tredicesimo tempo del venerdì lo ha escluso provvisoriamente dalla Q2, confermando le difficoltà già emerse dopo la pausa estiva e acuite nelle ultime gare.
Pecco Bagnaia fuori dalla q2 ad Aragón
La giornata di venerdì al MotorLand si è chiusa con il 13° tempo per Bagnaia, unico pilota Ducati senza la certezza di partire nelle prime quattro file nelle due gare del weekend. Il risultato è arrivato su una pista considerata favorevole alla Desmosedici GP, mentre le altre moto di Borgo Panigale hanno occupato quattro delle prime cinque posizioni.
Il pilota italiano ha riconosciuto di essersi aspettato un rendimento migliore. L’accesso alla Q2 era alla sua portata, ma un errore all’ultima curva gli ha impedito di completare il giro decisivo. La sbavatura è arrivata mentre cercava di spingersi oltre il limite per entrare nella top 10, in una fase nella quale aveva già rischiato più volte di cadere.
Bagnaia e la perdita di fiducia nella Ducati
Bagnaia ha spiegato di avere perso parte della fiducia nella moto a partire dal Gran Premio di Silverstone. Fino al Sachsenring il lavoro aveva permesso di trovare un certo equilibrio, anche se la situazione era già complessa. Nelle ultime due gare, invece, quell’assetto è venuto meno e il pilota non è più riuscito a essere efficace né abbastanza veloce.
Ogni tentativo di aumentare il ritmo sembra avvicinarlo alla caduta. Il comportamento della Ducati non gli consente di guidare con la stessa sicurezza mostrata nella prima parte della stagione. L’errore all’ultima curva è maturato proprio in questo contesto: Bagnaia ha cercato di recuperare posizioni, è arrivato lungo e ha perso l’opportunità di ottenere il pass per la Q2.
La reazione dopo la sessione
Al termine della sessione, Bagnaia ha lasciato subito il box senza fermarsi a parlare con la squadra. Il tre volte campione del mondo ha chiarito di essere nervoso e frustrato con se stesso per non aver completato nemmeno un giro utile.
La decisione è stata presa per ritrovare la calma prima di confrontarsi con i tecnici. In una situazione di forte tensione, secondo il pilota, il rischio è dire cose non realmente pensate e compromettere il lavoro del gruppo. Dopo essersi preso il tempo necessario, Bagnaia è rientrato nel box e ha discusso a lungo con la squadra per analizzare le difficoltà.
Alex Marquez resta il riferimento da comprendere
Tra gli argomenti affrontati è tornata la competitività di Alex Marquez e del team Gresini, migliorata sensibilmente a partire da Jerez. Bagnaia e la sua squadra stanno cercando di capire come replicare quel comportamento, perché i dati evidenziano differenze precise nella guida e nella gestione della moto.
In frenata, Alex Marquez riesce a frenare meno e a rallentare la moto prima. In percorrenza può aprire il gas in anticipo ottenendo un’elevata trazione. Questi elementi gli permettono di mantenere un ritmo molto alto e di sfruttare meglio le caratteristiche della Ducati.
Le prove effettuate per riprodurre le soluzioni adottate dal pilota Gresini non hanno dato gli stessi risultati con Bagnaia. Un maggiore freno motore, per esempio, provoca il bloccaggio della ruota posteriore, costringendolo ad arrivare lungo e aumentando il rischio di caduta. Alex riesce a guidare con pochissimi controlli elettronici, mentre Bagnaia sostiene di avere già poco grip anche nella configurazione attuale.
La difficoltà principale resta quindi individuare ciò che non funziona sul suo lato del box. La Ducati appare competitiva ad Aragón, ma Bagnaia non riesce ancora a trasformare il potenziale della moto in prestazioni personali altrettanto efficaci.
Personalità coinvolte nel weekend di Aragón
Il confronto tecnico e sportivo riguarda principalmente i piloti Ducati e il lavoro delle rispettive squadre.
- Pecco Bagnaia
- Alex Marquez
