Zambrotta operato due volte: «la salute viene prima, la situazione è peggiorata dopo il ritiro»
Gianluca Zambrotta ha affrontato un doppio intervento chirurgico per correggere il varismo e ridurre i dolori articolari che negli ultimi anni avevano compromesso anche le attività quotidiane. L’ex difensore della Nazionale italiana, campione del mondo nel 2006 e protagonista con Juventus, Milan e Barcellona, ha scelto di sottoporsi a un nuovo intervento presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.
Gianluca Zambrotta e l’operazione per il varismo
A circa un anno dalla prima operazione eseguita sulla gamba sinistra, Zambrotta è tornato in sala operatoria per completare il percorso ortopedico. L’équipe guidata dal professor Stefano Zaffagnini ha effettuato una doppia osteotomia valgizzante, intervenendo sia sulla tibia sia sul femore. Alla procedura è stato associato anche un trapianto di cellule staminali, con l’obiettivo di sostenere la rigenerazione dei tessuti.
Il varismo comporta un importante disallineamento verso l’interno degli arti inferiori. Nel caso dell’ex calciatore, la conformazione delle gambe era presente da tempo e aveva rappresentato una caratteristica riconoscibile anche durante la carriera agonistica. La decisione di intervenire non è stata legata a ragioni estetiche, ma alla necessità di affrontare dolori sempre più intensi.
Dolori articolari e necessità dell’intervento
Le fitte rendevano difficili gesti ordinari come scendere le scale e praticare attività sportive amatoriali, tra cui il padel. Zambrotta ha spiegato di avere rimandato l’operazione per diversi anni, nonostante il peggioramento della situazione dopo la fine della carriera da calciatore.
La permanenza al Rizzoli ha avuto anche un particolare risvolto familiare. Nella stessa giornata e nella medesima struttura è stato operato il padre Alberto, affetto dalla stessa anomalia genetica. L’istituto bolognese era già noto a Zambrotta: nel 1997, quando militava nel Bari insieme a Nicola Ventola, vi aveva affrontato la prima di tre operazioni al menisco.
Convalescenza e impegni nel calcio
Attualmente Zambrotta sta seguendo la fase iniziale del recupero con tutore e stampelle. L’avvio del programma riabilitativo è previsto a breve, mentre l’obiettivo indicato è tornare sugli spalti entro un mese.
Il periodo di degenza non ha interrotto le sue attività nel mondo del calcio. Zambrotta continua a svolgere il ruolo di ambassador per la Lega Serie A e la Liga e collabora con la Figc nell’ambito del settore giovanile. Il lavoro federale lo vede al fianco di Gianfranco Zola, Claudio Ranieri e Maurizio Viscidi.
Il giudizio su Como e Nico Paz
Tra le squadre seguite con maggiore attenzione figura il Como, club della città in cui vive. Zambrotta ha evidenziato la crescita della società dal 2019, sottolineando la qualità del progetto, i risultati ottenuti e la presenza di un’identità di gioco precisa.
Particolare apprezzamento è stato rivolto a Nico Paz, considerato un talento capace, secondo Zambrotta, di trovare spazio anche in uno dei grandi club nei quali l’ex terzino ha giocato.
Le personalità legate alla vicenda
Il percorso chirurgico e gli impegni professionali di Zambrotta coinvolgono diverse figure del calcio e della medicina sportiva.
- Gianluca Zambrotta, ex calciatore della Nazionale italiana, Juventus, Milan e Barcellona.
- Alberto Zambrotta, padre dell’ex difensore, operato per la stessa anomalia genetica.
- Stefano Zaffagnini, professore alla guida dell’équipe chirurgica del Rizzoli.
- Nicola Ventola, compagno di squadra di Zambrotta ai tempi del Bari.
- Gianfranco Zola, collaboratore nel settore giovanile della Figc.
- Claudio Ranieri, coinvolto nelle attività federali dedicate ai giovani.
- Maurizio Viscidi, impegnato con Zambrotta nel lavoro per la Figc.
- Nico Paz, talento del Como elogiato dall’ex calciatore.


