Shakur Stevenson rende l'accordo con Zuffa ancora più discutibile

• Pubblicato il • 5 min
Shakur Stevenson rende l'accordo con Zuffa ancora più discutibile

L’ingaggio di Shakur Stevenson era stato presentato come un’operazione destinata a portare un autentico campione di riferimento nel progetto Zuffa. Dopo il successo contro Teofimo Lopez, però, il pugile non è più salito sul ring per diversi mesi, mentre la trattativa per un nuovo incontro è stata accompagnata da discussioni sui social, richieste specifiche e contratti mai firmati.

Shakur Stevenson e il problema dell’inattività

La permanenza di Stevenson nella nuova organizzazione ha prodotto soprattutto attese prolungate e continui rinvii. Il campione avrebbe insistito sulla necessità di stabilire condizioni costruite su misura prima di accettare un combattimento. L’assenza di accordi ufficiali ha alimentato una reazione negativa tra gli appassionati e ha messo in discussione il valore dell’investimento sostenuto dalla promozione.

Secondo una critica pubblicata sui social da Tolboof, la firma di Stevenson avrebbe danneggiato il rapporto con il pubblico. L’accusa riguarda la combinazione tra litigi online, scarsa attività agonistica e difficoltà nel finalizzare gli incontri. La contestazione assume ulteriore peso perché all’interno dello stesso gruppo erano già disponibili avversari pronti ad affrontarlo.

José Valenzuela propone una sfida interna

José “Rayo” Valenzuela aveva lanciato una sfida diretta, offrendo alla società l’opportunità di costruire un confronto interamente interno. Stevenson avrebbe respinto senza esitazioni questa possibilità. Valenzuela viene descritto come un avversario aggressivo, dotato di potenza sufficiente per cercare la conclusione e propensione allo scambio ravvicinato.

Un incontro con Rayo avrebbe costretto Stevenson ad abbandonare le proprie zone di sicurezza e avrebbe permesso alla dirigenza di valutarlo in una situazione ad alta pressione. La sfida avrebbe inoltre creato una rivalità interna capace di generare tensione sportiva e maggiore coinvolgimento del pubblico. Anche Ernesto Mercado viene indicato come una minaccia significativa, in grado di offrire il tipo di combattimento spettacolare associato agli investimenti di Turki Alalshikh.

Devin Haney e le condizioni sul peso

Invece di accettare i confronti più rischiosi, Stevenson avrebbe concentrato tempo e attenzione sulla possibilità di affrontare Devin Haney con un limite fissato a 144 libbre. La richiesta viene descritta come una condizione artificiale nei confronti di un avversario più grande e come il segnale di una ricerca di maggiore protezione contrattuale e sportiva.

Haney viene caratterizzato da un’impostazione prudente, basata sul controllo della distanza, sui movimenti all’indietro e su un coinvolgimento limitato negli scambi ravvicinati. La trattativa avrebbe quindi richiesto un lungo lavoro dietro le quinte per organizzare un confronto considerato tecnicamente raffinato ma privo di particolare intensità spettacolare.

Zuffa e l’investimento su Stevenson

La promozione aveva individuato in Stevenson il proprio possibile gioiello della scuderia, destinato a guidare eventi di grande rilievo. L’investimento, indicato come superiore agli otto milioni di dollari, avrebbe dovuto trasformarlo in una presenza centrale nei principali appuntamenti. Il risultato descritto è stato invece un periodo segnato da inattività, discussioni pubbliche e rifiuto dei confronti interni più impegnativi.

Il contrasto con la filosofia associata a Dana White viene presentato come particolarmente evidente. Il modello UFC privilegia atleti attivi, disponibili ad affrontare gli avversari più difficili e capaci di offrire combattimenti coinvolgenti. Stevenson rappresenterebbe l’opposto di questa impostazione, con richieste economiche elevate, stile difensivo e selezione minuziosa delle condizioni.

Dana White e il possibile rimpianto economico

Dana White potrebbe essere considerato alle prese con un forte rimpianto da acquirente, anche se difficilmente lo ammetterebbe pubblicamente. La scelta di investire su un tecnico di alto livello che non accetta rischi sportivi né negoziali avrebbe trasformato un acquisto di prestigio in una complessa gestione aziendale.

Il problema principale non riguarderebbe le qualità tecniche di Stevenson, ritenute evidenti, ma la sua utilità concreta per il progetto. Ogni mese trascorso a discutere condizioni ideali contro Haney sottrarrebbe spazio agli atleti disponibili a combattere. Il costo dell’operazione continuerebbe così a gravare sulla società senza produrre eventi, rivalità interne o attività sul ring.

La possibile clausola di uscita

Una clausola di rescissione potrebbe rappresentare il modo più rapido per interrompere questa situazione, qualora il contratto prevedesse meccanismi legati a rifiuto delle offerte, inattività o mancata accettazione delle date proposte. La sua applicazione consentirebbe alla dirigenza di limitare ulteriori perdite e di interrompere una permanenza considerata fonte di stagnazione.

Il mantenimento di Stevenson comporterebbe anche un rilevante costo opportunità. Le risorse economiche e il calendario impiegati per soddisfare le sue richieste non potrebbero essere destinati a pugili pronti a sostenere incontri più rischiosi. Il rifiuto pubblico del confronto con Valenzuela avrebbe rappresentato il segnale più chiaro: un atleta che non accetta una sfida interna contro un colpitore pericoloso può diventare, per la propria organizzazione, un ostacolo invece di una risorsa promozionale.

Un’eventuale separazione contrattuale manderebbe al resto della squadra un messaggio preciso: il sostegno economico richiede collaborazione reciproca e disponibilità operativa. Stevenson potrebbe così cercare condizioni perfette da svincolato, mentre Zuffa avrebbe la possibilità di concentrarsi su pugili e incontri più funzionali alla crescita del progetto.

Le personalità coinvolte nella vicenda

La questione ruota attorno a figure direttamente coinvolte nella costruzione degli incontri, nella gestione promozionale e nelle possibili sfide sportive.

  • Shakur Stevenson, campione al centro dell’investimento e delle contestazioni sull’inattività.
  • Teofimo Lopez, avversario sconfitto da Stevenson prima dell’ingaggio con Zuffa.
  • José “Rayo” Valenzuela, pugile della stessa organizzazione autore della sfida interna respinta.
  • Ernesto Mercado, indicato come ulteriore avversario dotato di notevole pericolosità.
  • Devin Haney, possibile rivale in un incontro con limite concordato a 144 libbre.
  • Dana White, dirigente associato a una filosofia promozionale opposta all’approccio attribuito a Stevenson.
  • Turki Alalshikh, collegato alle aspettative di spettacolarità e intensità degli eventi.
Image: Shakur Stevenson Makes Zuffa Signing Look Worse

Per te