Joe louis domina bob pastor nella rivincita di detroit
Joe Louis chiuse definitivamente il conto con Bob Pastor il 20 settembre 1939, imponendosi per knockout all’11º round davanti a 33.868 spettatori accorsi al Briggs Stadium di Detroit. Dopo averlo inseguito inutilmente per dieci riprese nel primo confronto, il campione dei pesi massimi adottò una strategia più precisa: accorciò gli angoli, limitò le vie di fuga e trasformò le abitudini difensive dell’avversario in un’arma decisiva.
Joe Louis e il primo confronto con Bob Pastor
La prima sfida tra i due pugili si disputò il 29 gennaio 1937 al Madison Square Garden. Pastor, ex fullback della New York University, aveva un peso inferiore di circa 25 libbre rispetto a Louis ed era considerato un netto sfavorito, con quote di 10 a 1. Per resistere, scelse di muoversi costantemente, arretrare e restare lontano dalla distanza di sicurezza del campione.
Louis vinse con decisione unanime, ma Pastor festeggiò per essere arrivato fino all’ultima campana. Una parte degli 18.864 spettatori contestò il verdetto e considerò la sopravvivenza dello sfidante una sorta di vittoria morale. La reazione irritò Louis, convinto che Pastor avesse trasformato il combattimento in una gara di corsa.
Joe Louis prepara la rivincita a Detroit
Al momento della rivincita, Louis aveva un record di 39 vittorie e una sconfitta, con 35 knockout, ed era impegnato nell’ottava difesa del titolo mondiale dei pesi massimi. Pastor, con un bilancio di 38 vittorie, 4 sconfitte e 4 pareggi, oltre a 17 knockout, era diventato uno dei principali contendenti. Entrambi avevano 25 anni, ma il campione disponeva di un vantaggio fisico significativo: pesava 200 libbre, 17 in più dello sfidante.
Il gruppo di Pastor chiese un incontro sulla distanza di 20 round, ritenendo che un confronto prolungato potesse mettere alla prova la resistenza di Louis. La scelta si rivelò estremamente rischiosa. Pastor preparò il match pensando a una lunga maratona, mentre il campione partì fin dalla prima campana con l’intensità di chi dovesse risolvere tutto in tre riprese.
Joe Louis cambia il modo di chiudere gli angoli
La differenza principale rispetto al primo incontro fu nella gestione dell’inseguimento. Louis non seguì più Pastor lungo il perimetro del ring, ma utilizzò passi diagonali più brevi per attraversare la sua traiettoria di fuga. In questo modo, lo sfidante trovò spesso il campione già posizionato davanti a lui.
La modifica tattica produsse quattro atterramenti nel primo round e un altro nel secondo. L’assalto iniziale impose anche una prova al campione: Louis aveva consumato molte energie nel tentativo di ottenere subito il knockout e la resistenza di Pastor lo rese meno esplosivo tra la terza e la sesta ripresa.
Joe Louis colpisce il corpo e neutralizza il movimento
Dopo il mancato arresto immediato, Louis evitò di inseguire in modo disordinato il knockout. Ridusse il ritmo, recuperò il respiro e tornò a lavorare con metodo sulle gambe dell’avversario. I colpi al corpo durante gli scambi ravvicinati limitarono la rapidità laterale di Pastor, permettendo al campione di risparmiare energie invece di tirare pugni contro un bersaglio ormai fuori portata.
Pastor si era allenato in modo specifico per evitare il gancio sinistro di Louis. L’allenatore Jack Blackburn sfruttò proprio quella preparazione contro di lui. Il campione mostrava la mano sinistra, attirava l’attenzione con jab leggeri e colpi destinati più a disturbare la visuale che a danneggiare, poi faceva passare il destro nello spazio aperto.
L’abitudine di Pastor a scivolare verso l’esterno del gancio lo portava così a spostare la testa lungo la traiettoria del pugno che avrebbe dovuto evitare. La mano sinistra diventò progressivamente un riferimento per la distanza e una distrazione visiva, mentre Louis prendeva la misura per il destro.
Bob Pastor reagisce nell’ottavo round
La fase migliore di Pastor arrivò nell’ottava ripresa. Lo sfidante piantò i piedi a terra, spinse Louis verso le corde e trovò il bersaglio con jab e combinazioni brevi. L’azione mise in evidenza una debolezza nella difesa del campione: Louis proteggeva il volto con una guardia alta, ma muoveva poco la parte superiore del corpo.
Questa limitata mobilità consentì al jab attivo e ai colpi rapidi dalla corta distanza di raggiungerlo prima che riuscisse a ristabilire la posizione ideale per contrattaccare. Per costringere Louis ad arretrare, Pastor dovette però rinunciare al movimento continuo che fino a quel momento lo aveva protetto.
Ogni combinazione eseguita da fermo lo trasformava in un bersaglio più facile. Louis rimase calmo, assorbì l’attacco e continuò a colpire il corpo, evitando di affidarsi a un unico contrattacco violento per interrompere l’iniziativa dello sfidante.
Joe Louis chiude il match all’undicesimo round
Un breve destro scagliato nel decimo round fece barcollare seriamente Pastor. A quel punto la mano sinistra di Louis aveva assunto il ruolo di misuratore della distanza e diversivo. Pastor continuava a reagire al gancio che si aspettava, mentre il campione stava preparando il destro decisivo.
Tornato all’angolo dopo la decima ripresa, Louis disse a Blackburn che il round successivo sarebbe stato l’ultimo. Pastor iniziò l’11º round con il jab e provò a circolare verso sinistra, lungo la via di fuga usata più volte durante il combattimento. Louis allungò la sinistra per ostacolarne la visuale e chiudere il corridoio.
Pastor si mosse per evitare il pugno che prevedeva, ma il destro arrivò sopra la guardia. Lo sfidante non vide partire il colpo, cadde al tappeto e rimase a terra durante il conteggio dell’arbitro Sam Hennessey. Il knockout arrivò dopo 38 secondi dall’inizio della ripresa, quando Pastor era già stato atterrato sei volte.
Joe Louis completa la rivincita
La vittoria fruttò a Louis 118.400 dollari, ricavati da un incasso complessivo di 347.870 dollari. Pastor ricevette 51.800 dollari. Il risultato cancellò le contestazioni rimaste dopo il primo incontro: a New York Pastor aveva resistito costringendo Louis a inseguirlo, mentre a Detroit il campione tagliò il ring, attaccò le sue abitudini difensive e utilizzò proprio il colpo che lo sfidante aveva contribuito a rendere prevedibile.
Protagonisti del combattimento
- Joe Louis, campione dei pesi massimi e vincitore per knockout.
- Bob Pastor, sfidante e protagonista del precedente confronto con Louis.
- Jack Blackburn, allenatore di Joe Louis.
- Sam Hennessey, arbitro dell’incontro.
