Savicevic tra milan e mondiale: ronaldò lasci la nazionale
Dejan Savičević torna a parlare in un formato intervista, ripercorrendo scelte e snodi recenti legati al calcio italiano e internazionale. Il fuoriclasse, icona rossonera e non solo, mette al centro temi concreti: uscite di mercato, valutazioni su figure tecniche, giudizi sulla situazione del gioco in Italia e uno sguardo ai protagonisti del panorama mondiale, con un’attenzione particolare a Mbappé e Messi.
milan fuori dalla champions: savicevic non si aspettava il quinto posto
Le parole di Savičević partono da una lettura immediata dell’andamento recente: sul campo contava il percorso, ma l’esito è stato percepito come inatteso. Il dirigente sostiene di aver considerato l’accesso alla Champions come un passaggio scontato, salvo poi trovarsi davanti al quinto posto arrivato all’improvviso.
colpa e responsabilità: savicevic punta il dito più sui giocatori che su allegri
Nel valutare ciò che ha portato a un finale deludente, Savičević attribuisce la responsabilità in primo luogo ai giocatori e non all’allenatore. La posizione espressa è chiara: il tecnico Massimiliano Allegri viene indicato come una figura capace e, soprattutto, come qualcuno che non meritava un esito simile.
errore principale: non vendere leao
Il punto più netto riguarda una singola scelta: secondo Savičević l’errore è stato non vendere Leao. Il ragionamento si concentra sull’importanza del rendimento e sulla direzione da prendere, con un’affermazione sintetica e decisiva su quale fosse la decisione corretta.
mercato e indennizzo: pagare per krösche non ha senso per savicevic
Tra temi societari e valutazioni legate al calciomercato, l’ex fuoriclasse si concentra su due aspetti. Da un lato esprime dubbi su indennizzo per il nuovo ds, dall’altro respinge l’idea di un esborso per un singolo profilo: alla domanda su Krösche, la risposta è netta, con l’affermazione che pagare per quel tipo di trattativa non avrebbe senso.
leao e le valutazioni di savicevic sul futuro
Nel ragionamento complessivo sul mercato, Savičević collega la questione alle intenzioni del club e al profilo del giocatore. Sul fronte personale, sostiene che alcune voci sull’interesse di un calciatore per la musica rispetto al calcio non siano verificabili, ma ribadisce l’idea che la partenza potrebbe essere la soluzione più funzionale per tutti.
formula mondiale e guadagni: savicevic sceglie l’attesa
Un altro passaggio riguarda la formula del Mondiale. Savičević dichiara di volerla osservare prima di esprimere un giudizio definitivo, mantenendo la valutazione ancorata agli elementi concreti: contano i guadagni, perché non si può accontentare tutti.
chi piace nel calcio francese: savicevic elogia mbappé
Quando il discorso si sposta sul panorama internazionale, Savičević sceglie la Francia come riferimento. La sensazione è che lì si trovi uno dei campioni più completi: il nome associato è quello di Mbappé, che viene indicato come il giocatore capace di imporsi per continuità e forza.
messi e cristiano ronaldo: talento, applicazione e calo fisico
Nel confronto tra i grandi, Savičević mette insieme due concetti distinti. Su Messi afferma di non aspettarsi che potesse ancora esprimersi così, richiamando anche il tema degli errori difensivi collegati alla partita citata: sostiene che due gol su tre siano riconducibili a errori del portiere dell’Algeria, indicando come portiere il figlio di Zidane.
Su CR7 il giudizio è costruito su una formula diversa: Messi viene descritto come composto da 70% talento e 30% applicazione, mentre Cristiano Ronaldo sarebbe l’opposto, con una maggior quota di applicazione. Con l’età, secondo Savičević, il fisico cala e solo il talento permetterebbe di restare competitivi.
nazionale e club: savicevic chiede di concentrarsi dopo l’ultima prestazione
Il tema della gestione della carriera diventa regola pratica. Savičević sostiene che, con la Nazionale, si debba scegliere con attenzione: l’idea espressa è che il giocatore potrebbe concentrarsi sul club e continuare a segnare. In chiusura del ragionamento, viene richiamato un concetto di percezione pubblica: la gente ricorda sempre l’ultima cosa che si è fatto.
montella: mentalità offensiva e dispiacere per l’esito
Nel parlare dei tecnici italiani, Savičević si sofferma su Montella, dichiarando dispiacere per il percorso. Il giudizio riconosce a Montella una caratteristica precisa: è indicato come uno dei pochi tecnici italiani con mentalità offensiva.
elezioni in figc: il problema non è il presidente
Il capitolo sul sistema calcistico italiano riguarda le elezioni in FIGC. Secondo Savičević, non cambierà nulla, perché la questione non sarebbe legata alla figura del presidente. La causa viene individuata in giocatori e in modo di allenare: i ragazzi non dribblano più, effettuano due tocchi e si spostano sull’esterno. Il ragionamento chiama in causa anche la mancanza dei grandi difensori italiani di un tempo.
adzic e opportunità in juventus: dopo il gol non è arrivata la titolarità
Un riferimento personale arriva al nome di Adzic. Savičević ricorda la presenza in rosa, ma sottolinea che abbia avuto troppo poco spazio nella Juve. Dopo il gol contro l’Inter, l’aspettativa era che diventasse titolare, mentre il ruolo non si è concretizzato.
é lento: farlo giocare prima di valutarlo
Un’altra risposta riguarda la percezione di lentezza legata a un giocatore. L’ex fuoriclasse invita alla calma: prima va dato tempo e la possibilità di giocare, poi sarà possibile valutare davvero la resa.
dribbling e formazione: “ho cominciato a giocare per davvero a 15 anni”
La chiusura riguarda il modo di intendere il calcio e il proprio stile. Savičević descrive la sua storia di dribbling come esperienza nata più in strada che in campo, indicando che il passaggio al calcio “vero” sarebbe avvenuto solo a 15 anni.
nomi citati da savičević
- Dejan Savičević
- Allegri
- Leao
- Krösche
- Mbappé
- Messi
- Zidane (citato tramite il riferimento al figlio)
- CR7
- Montella
- FIGC
- Adzic
- Inter
