Cairo tra nazionale e torino: ambizioni per lultima stagione e commenti su mancini e conte
Il presidente Urbano Cairo torna al centro dei temi caldi del calcio italiano, intrecciando scelte federali, prospettive della Nazionale e traiettorie societarie del Torino. Nel corso di un confronto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il numero uno granata ha ricostruito i passaggi che hanno portato alla nomina di Roberto Mancini, ha spiegato il ruolo attribuito a Giovanni Malagò e ha delineato aspettative per il futuro della squadra, del mercato e della proprietà.
Urbano Cairo e il futuro della Nazionale italiana
La discussione si concentra sulle dinamiche che hanno accompagnato la riorganizzazione della Nazionale italiana. Cairo richiama una sequenza di eventi che ha incluso nomina e addio di figure di riferimento, la trattativa che non ha avuto l’esito sperato e, infine, la scelta conclusiva sul commissario tecnico.
Secondo Cairo, l’obiettivo immediato è rilanciare un percorso dopo risultati giudicati deludenti. La Nations League viene indicata come uno dei primi banchi di prova, soprattutto per ranking e qualificazioni internazionali. Il riferimento è a una fase recente complessa, sintetizzata da una frase netta: “Siamo reduci da tre mondiali mancati, un disastro”.
Nazionale e commissario tecnico: Cairo parla della scelta Mancini
Nel ricostruire la catena decisionale, Cairo mette in evidenza il contributo di Giovanni Malagò e l’impostazione delle preferenze interne. Pur augurando buon lavoro a Mancini, il presidente granata esplicita che, nella propria valutazione, avrebbe scelto Antonio Conte.
ricostruzione delle scelte: dal ruolo di malagò ai passaggi decisivi
Cairo descrive un processo in cui Malagò avrebbe voluto spingere in primo luogo per un direttore tecnico, impegnandosi a convincere Paolo Maldini. In seguito, la traiettoria legata alla scelta di Andrea Pirlo si sarebbe interrotta a causa del nodo dello sponsor russo collegato alle scommesse. Cairo segnala anche che Malagò era candidato a presidente federale della Lega di A e che poi si sono aggiunte altre componenti, portandolo a diventare, oggi, un responsabile delle decisioni.
Il presidente granata formula un augurio esplicito: buon lavoro e l’interesse collettivo affinché le scelte vadano nella direzione giusta, con attenzione alla tempistica legata alle competizioni già in calendario.
preferenza per conte: motivazioni e contesto decisionale
La preferenza di Cairo per Conte viene motivata con la necessità di dare un impulso forte all’attività, partire subito con ritmo e costruire un percorso efficace. Cairo ricorda il lavoro svolto da Conte con la Nazionale tra il 2014 e il 2016, sottolineando che, a suo giudizio, Conte avrebbe potuto essere l’uomo giusto anche per la spinta motivazionale e per il profilo che aveva mostrato.
Nel contesto emerso dalle valutazioni interne alla Lega Serie A, Cairo afferma che c’era una “propensione” per Conte ct. Malagò avrebbe scelto in modo diverso, portando alla nomina di Mancini.
critiche a fifa e infantino: condivisione delle decisioni e credibilità
Oltre alla Nazionale, Cairo estende l’analisi ai rapporti tra FIFA e UEFA e alle scelte attribuite al presidente federale Gianni Infantino. Nel merito, vengono richiamati alcuni aspetti ritenuti positivi, ma emerge anche una serie di perplessità su decisioni considerate difficili da interpretare.
cosa funziona e cosa non convince secondo cairo
Cairo riconosce interventi ritenuti utili, come lo sviluppo della raccolta dei diritti tv del mondiale e della coppa del mondo per club. Le critiche, invece, si concentrano su due punti specifici: la gestione della squalifica tolta a Balogun, giudicata un passaggio che non dovrebbe compromettere l’idea che il calcio sia intoccabile; e l’ipotesi di vendere quote del Mondiale a investitori esterni, presentata come decisione adottata “così, quasi dall’oggi al domani”.
Per Cairo, le scelte più importanti dovrebbero essere condivise, evitando impostazioni personalistiche che possano indebolire credibilità e trasparenza delle istituzioni sportive.
Torino: fiducia in Ignazio Abate e riferimento a Franco Baresi
Il presidente granata guarda al prossimo campionato con parole di apprezzamento per Ignazio Abate, indicato come guida del nuovo progetto tecnico. Cairo attribuisce ad Abate idee, voglia, ambizione e temperamento, con una valutazione complessiva molto positiva.
abate e il confronto con bare si: il valore dell’esempio
Nel racconto emerge anche un dialogo tra Cairo e Abate su Franco Baresi. Cairo richiama il ricordo del periodo in cui Baresi ha allenato nella Primavera del Milan, sottolineando che Abate avrebbe confermato un profilo concreto: poche parole e un approccio basato sui fatti.
La società, quindi, conferma la fiducia nelle qualità del nuovo allenatore, collocandolo tra i tecnici emergenti con maggiore interesse nel panorama italiano.
calciomercato Torino: innesti in corso e obiettivi per la squadra
In vista dell’inizio della stagione, Cairo commenta anche il percorso estivo e il segnale positivo arrivato con la vittoria contro il Burnley in Inghilterra. Il presidente invita a non trasformare le amichevoli in giudizi definitivi, richiamando il fatto che il momento resta quello di un calcio d’agosto.
amichevoli, innesti e continuità del lavoro di mercato
Cairo afferma che in squadra sono già stati effettuati buoni innesti e che ne arriveranno altri. Pur ricordando di aver menzionato la possibilità di vendere il club, precisa che ciò non implica minori impegni nella costruzione della squadra; al contrario, l’intenzione sarebbe quella di lavorare con ancora più forza. L’obiettivo dichiarato è chiudere l’eventuale fase personale “alla grandissima” e consegnare un gruppo solido a chi dovesse arrivare.
Il mercato, dunque, non viene considerato concluso: la dirigenza continua a lavorare per presentare ad Abate una squadra competitiva.
futuro societario del Torino: disponibilità alla cessione e condizioni
Cairo collega la pianificazione sportiva alla prospettiva di proprietà. Nel mese di settembre, sarebbe previsto il compimento di 21 anni alla guida del Torino. Nel ripercorrere la propria storia societaria, il presidente ricorda di aver rilevato il club dopo il fallimento, con l’obiettivo di riportarlo stabilmente in Serie A e con due qualificazioni europee.
possibile cessione del torino: investitore solido e nessuna chiusura preventiva
La disponibilità alla vendita viene presentata come una valutazione legata alla capacità economica e all’interesse reale per il futuro del club. Cairo afferma che, se si presenterà qualcuno “abbastanza ricco” da poter mantenere la squadra, allora l’interesse a vendere esiste, nel senso espresso da tifoso: “bisogna esserlo”. Specifica inoltre che, al momento, non ci sarebbero offerte scritte e che, quando arriveranno, verranno valutate.
Nel ragionamento, Cairo cita anche il confronto con un investimento importante compiuto da altri club, spiegando di non aver avuto risorse analoghe. Ribadisce poi che non intende “tarpare le ali a nessuno”, dichiarandosi pronto a farsi da parte e a restare il primo tifoso.
cairo e politica: esclusione di un ingresso diretto
Ultimo fronte affrontato riguarda l’idea di una discesa in campo politica. Cairo esclude un ingresso diretto, indicando come priorità la gestione delle proprie aziende, del Torino e dei circa 4.500 dipendenti del gruppo.
gestione delle attività e attenzione al digitale
Nel completare il quadro dei progetti futuri, Cairo descrive abitudini e attenzione all’informazione: consultazione del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport in orari serali. Sul tema dei media segnala che la spinta verso il digitale è inevitabile, mentre i dati della carta scenderebbero più lentamente di quanto preventivato. L’esigenza descritta è mantenere un livello alto di presenza e continuità.
