Riforma Coppa Italia: il modello FA Cup apre ai club di Serie C
La Coppa Italia potrebbe cambiare profondamente volto con una riforma ispirata al modello della FA Cup inglese. L’obiettivo è rendere la competizione più aperta alle squadre delle categorie inferiori, aumentando le occasioni di confronto tra club di dimensioni e livelli differenti. Il nuovo impianto punta a valorizzare le sfide tra formazioni di Serie A e realtà di provincia, con possibili conseguenze anche sul piano televisivo e organizzativo.
Coppa Italia verso un format più inclusivo
La proposta discussa in sede di assemblea della Lega Serie A prevede il superamento della formula più selettiva adottata negli ultimi anni. Il tabellone potrebbe accogliere un numero decisamente maggiore di società provenienti dalle serie inferiori, restituendo alla competizione un’impronta più ampia e partecipativa.
Il riferimento principale è la FA Cup, torneo noto per la presenza di club appartenenti a categorie diverse e per la possibilità di assistere a risultati inattesi. Una maggiore apertura della Coppa Italia consentirebbe di riportare al centro dell’attenzione le sfide tra grandi squadre e formazioni meno blasonate.
Diritti televisivi e possibile fattore campo
La riforma sarebbe collegata anche agli sviluppi commerciali della competizione. La nuova formula potrebbe essere inserita tra le opzioni strategiche del prossimo bando per i diritti televisivi. La sua realizzazione dipenderebbe quindi dall’interesse mostrato dai broadcaster e dal valore riconosciuto a un torneo con un numero più elevato di partecipanti.
Tra le ipotesi organizzative figura anche l’introduzione del campo invertito. In caso di confronto tra squadre di categorie differenti, la gara a eliminazione diretta potrebbe disputarsi nello stadio della formazione appartenente alla serie inferiore. Questa soluzione aumenterebbe la visibilità dei club di provincia e renderebbe più concreto il fattore sorpresa.
Serie C, possibile aumento delle partecipanti
Il punto centrale del progetto riguarda l’ampliamento dello spazio riservato alle formazioni di Serie C. Attualmente i posti disponibili per la terza serie sono quattro, mentre la proposta in discussione contempla due possibili scenari.
Coppa Italia, le ipotesi per i club di terza serie
- 20 squadre di Serie C, includendo anche le seconde squadre;
- 32 club complessivi, con 28 società di terza serie oltre alle formazioni Under 23.
Serie A, le prime otto entrano dagli ottavi
L’allargamento dei turni iniziali non dovrebbe modificare il trattamento riservato alle principali squadre del campionato. Le prime otto classificate della Serie A conserverebbero infatti l’accesso diretto al tabellone a partire dagli ottavi di finale.
La trasformazione riguarderebbe quindi soprattutto la fase di partenza della competizione. Il mantenimento dell’ingresso posticipato per le big servirebbe a proteggere i calendari delle squadre impegnate nelle coppe europee, mentre l’ampliamento della partecipazione avrebbe l’obiettivo di rendere la Coppa Italia più popolare e coinvolgente.


