Record dei robot: ha senso confrontarli con Bolt, Sotomayor e Van Niekerk?

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Record dei robot: ha senso confrontarli con Bolt, Sotomayor e Van Niekerk?

Il successo dei World Humanoid Robot Games ha acceso un ampio dibattito sul significato delle prestazioni ottenute da macchine progettate per riprodurre alcuni movimenti umani. I risultati annunciati da Pechino vengono presentati con toni celebrativi e accostati a primati storici dell’atletica, ma il confronto tra robot e sportivi resta privo di basi omogenee.

World Humanoid Robot Games e record dell’atletica

I robot umanoidi possono imitare la conformazione del corpo umano e replicare determinate azioni, ma il loro funzionamento dipende da circuiti computerizzati, energia elettrica e componenti tecnologiche. Le condizioni in cui operano sono quindi profondamente diverse da quelle di un atleta, che raggiunge i propri risultati attraverso allenamento, fatica e capacità fisiche.

Il paragone può essere chiarito osservando la differenza tra un essere umano e un’automobile: un veicolo dotato di motore è inevitabilmente più veloce di una persona. Lo stesso principio vale per una macchina antropomorfa, anche quando il suo aspetto e i suoi movimenti cercano di avvicinarsi a quelli dell’uomo.

Lightning e il tempo sui 100 metri

Tra i risultati più discussi figura quello di Lightning, il robot sviluppato da Honor che avrebbe completato i 100 metri in 9,32 secondi. La prestazione è stata accostata al record mondiale di Usain Bolt, pari a 9,58 secondi e stabilito nel 2009.

Il dato tecnologico merita attenzione perché testimonia l’evoluzione della robotica umanoide e il livello di progettazione raggiunto. Il confronto diretto con il primato di Bolt, invece, non tiene conto della diversa natura delle due prove e delle risorse impiegate per ottenere il risultato.

Le altre prestazioni dei robot umanoidi

Lightning dalla mezza maratona alla velocità sui 100 metri

Lightning aveva già completato una mezza maratona in 50 minuti e 26 secondi. In seguito, il robot è stato modificato con un allungamento delle gambe di 10 centimetri, portandole a una lunghezza di 1,05 metri. L’intervento ha preceduto la prestazione sui 100 metri da 9,32 secondi.

Tiangong Ultra e il record sui 400 metri

Ha suscitato grande attenzione anche il tempo di 38,16 secondi sui 400 metri ottenuto da Tiangong Ultra. Il risultato è indicato come cinque secondi più rapido rispetto al 43,03 realizzato dal sudafricano Wayde Van Niekerk durante le Olimpiadi di Rio 2016.

Il salto in alto oltre il primato mondiale

Un altro modello ha raggiunto 2,88 metri nel salto in alto, superando il record mondiale di 2,45 metri stabilito dal cubano Javier Sotomayor nel 1993. La successione di prestazioni fuori scala alimenta ipotesi ironiche su possibili nuovi primati, dal superamento dei nove metri nel salto in lungo fino a una nuova prova sui 200 metri e a un lancio del giavellotto oltre i 100 metri.

Il valore tecnologico delle competizioni umanoidi

I traguardi dei robot umanoidi rappresentano progressi rilevanti nel campo della tecnologia e richiedono competenze ingegneristiche, ricerca e investimenti economici significativi. Il loro valore deve essere riconosciuto all’interno della robotica, senza trasferire automaticamente i risultati nell’ambito dello sport umano, dove prestazioni e record derivano da condizioni completamente differenti.

Personalità citate nel confronto sui record

  • Usain Bolt, detentore del record mondiale dei 100 metri con 9,58 secondi.
  • Wayde Van Niekerk, autore del tempo di 43,03 secondi nei 400 metri alle Olimpiadi di Rio 2016.
  • Javier Sotomayor, primatista mondiale del salto in alto con 2,45 metri.
  • Kejelcha, richiamato nel confronto scherzoso relativo alla prestazione sulla mezza maratona.
Usain Bolt

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