Perdite ,6 milioni di euro: l'anno nero del colosso tedesco Puma

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Perdite ,6 milioni di euro: l'anno nero del colosso tedesco Puma

Il 2025 si è chiuso con una performance estremamente impegnativa per Puma, segnando una fase di profonda ridefinizione del modello di business e della posizione del marchio nel panorama sportivo globale. I numeri raccontano una situazione critica ma non definitiva, con segnali che orientano una trasformazione in chiave di redditività e di valore per gli azionisti.

puma: bilancio 2025 in perdita record

Il bilancio consolidato al termine dell’esercizio evidenzia una perdita netta di 643,6 milioni di euro rispetto all’utile di 280,7 milioni del precedente. I ricavi si sono attestati a 7,29 miliardi, con un calo complessivo di -13,1%. In risposta a questo scenario, il management ha annunciato l’azzeramento del dividendo e avviato una ristrutturazione strutturale, accompagnata da misure volte a rimodellare il portafoglio prodotti e la rete distributiva.

la rivoluzione azionaria: l’arrivo di anta sports

Nel contesto di una profondissima revisione degli assetti societari, Anta Sports ha siglato un accordo da 1,5 miliardi di euro per acquisire il 29,06% di Puma dalla holding Artémis della famiglia Pinault. L’operazione, che dovrebbe completarsi entro la fine del 2026, proietta i cinesi a una posizione di rilievo tra i principali azionisti del marchio.

andamento operativo e geografico

Il peggioramento ha preso forma soprattutto nel secondo semestre, con un -27,2% nel quarto trimestre. Tra i fattori, la debolezza di valute chiave come peso argentino, dollaro e lira turca, e un crollo del canale wholesale del -27,7%. Geograficamente, le Americhe hanno guidato il declino con un calo del -17,9%, mentre solo l’abbigliamento ha registrato una contrazione minore (anche se in controtendenza rispetto a calzature e accessori).

tagli al personale e riorganizzazione

Il piano di riorganizzazione prevede l’uscita di circa 900 dipendenti entro il 2026, a cui si aggiungono i 500 posti già eliminati nel 2025. Queste misure mirano a contenere i costi e a rendere più efficiente la struttura operativa e la rete vendita.

la cura hoeld e il paradosso della borsa

Il CEO Arthur Hoeld ha indicato la linea per la rinascita del marchio: ridurre le promozioni, rendere Puma meno orientata al lato commerciale e pulire la distribuzione nei canali wholesale che rischiano di minarne la desiderabilità. Le previsioni per il 2026 restano prudenti, con un ulteriore calo di fatturato stimato tra -1% e -5% e un margine operativo ancora negativo. La crescita è attesa nel 2027. Nonostante il quadro rimanga difficile, la reazione della Borsa è stata positiva, con un incremento di circa 4%, considerato dal mercato come una risposta al progressivo smaltimento delle scorte e a una gestione più rapida della liquidità.

figure chiave nel contesto della trasformazione

  • Arthur Hoeld – amministratore delegato di Puma
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