Oscar De La Hoya definisce il ring un "asset morto
Oscar De La Hoya ha messo in discussione il valore attuale di The Ring, definendolo un bene ormai privo di forza e credibilità. Le sue dichiarazioni sono arrivate mentre circolano indiscrezioni su un possibile accordo che assegnerebbe a DAZN una partecipazione di controllo nella storica pubblicazione pugilistica. Al centro del confronto ci sono l’indipendenza editoriale, l’affidabilità delle classifiche e l’influenza degli interessi economici sul calendario dei grandi incontri.
Oscar De La Hoya critica la gestione di The Ring
Durante un video pubblicato giovedì, De La Hoya ha sostenuto che The Ring avrebbe perso la propria autorevolezza, accusando la gestione legata a Turki Alalshikh di aver trasformato la testata in uno strumento fortemente condizionato e propagandistico.
L’ex proprietario ha invitato il prossimo acquirente a ristabilire integrità, regole e credibilità delle classifiche. La possibile acquisizione da parte di DAZN, secondo quanto riferito, sarebbe già stata definita, anche se l’emittente non ha confermato né smentito l’operazione.
The Ring e il problema dell’indipendenza editoriale
Le accuse di De La Hoya riportano l’attenzione anche sul periodo in cui era lui stesso proprietario della rivista. La vendita a Alalshikh dimostra che il collegamento tra The Ring e una figura con interessi finanziari diretti nel pugilato esisteva già prima dell’attuale passaggio societario.
Ogni cambiamento nella proprietà solleva quindi una questione centrale: la redazione e il gruppo incaricato delle classifiche possono prendere decisioni contrarie agli interessi commerciali del proprietario? Un eventuale controllo di DAZN riproporrebbe lo stesso interrogativo, soprattutto nei confronti dei pugili che combattono per altre emittenti.
La proprietà, da sola, non dimostrerebbe favoritismi. Resterebbe però necessario garantire che classifiche e decisioni sui titoli siano protette da qualsiasi influenza commerciale. Le cinture e le graduatorie attribuiscono a The Ring un peso che va oltre la semplice attività giornalistica, a condizione che il pubblico continui a considerare affidabili i suoi giudizi.
Oscar De La Hoya e i grandi compensi nel pugilato
De La Hoya ha criticato anche l’effetto prodotto dalle offerte eccezionalmente elevate sui comportamenti dei pugili più importanti. Secondo la sua valutazione, molti nomi di primo piano rimarrebbero inattivi non per timore di affrontarsi, ma perché attendono il compenso più alto possibile.
Quando i finanziamenti esterni rallentano, i promotori devono infatti negoziare le borse sulla base delle entrate sostenibili attraverso biglietti e diritti televisivi. Una simile situazione può portare a guadagni più contenuti o a periodi più lunghi senza combattere. La possibile vendita della rivista, però, non conferma l’ulteriore ipotesi secondo cui Alalshikh avrebbe concluso il proprio impegno nel pugilato.
Personalità coinvolte nella vicenda
- Oscar De La Hoya, ex proprietario di The Ring e autore delle critiche sulla credibilità della pubblicazione.
- Turki Alalshikh, attuale figura associata alla proprietà della rivista e agli investimenti nel pugilato.
