Muhammad Ali vs. Richard Dunn: La Storia dell’AccuPunch

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Muhammad Ali vs. Richard Dunn: La Storia dell’AccuPunch

Un incontro nato da un imprevisto mise di fronte due pugili alti entrambi 1,91 metri, ma separati da esperienze, fama e prospettive completamente diverse. Muhammad Ali arrivava da un circuito internazionale costruito attorno alla sua popolarità e a borse milionarie; Richard Dunn era un ex paracadutista e lavorava come montatore di ponteggi, conciliando l’attività professionistica con il mestiere. La sfida di Monaco trasformò il campione britannico della classe operaia nel nuovo avversario della più celebre icona della boxe.

muhammad ali e richard dunn verso la sfida di monaco

I promotori tedeschi prevedevano la vittoria di Bernd August nel combattimento valido per il titolo europeo vacante. Il successo avrebbe consentito di proporre ad Ali un avversario tedesco. Dunn modificò completamente i piani fermando August al terzo round alla Royal Albert Hall di Londra, appena sette settimane prima dell’appuntamento fissato a Monaco.

Il risultato portò il campione di Bradford a combattere contro l’atleta più famoso del mondo. Per Ali si trattava del terzo incontro titolato disputato in poco meno di tre mesi. A febbraio aveva sconfitto Jean Pierre Coopman, ad aprile aveva affrontato Jimmy Young per quindici riprese e appena 24 giorni dopo tornava sul ring contro Dunn.

Il campione si era spostato tra Porto Rico, Maryland e Germania Ovest, completando tre ritiri di preparazione e rispettando altrettanti impegni promozionali. Il ritmo era sostenuto anche dalle esigenze economiche legate al suo numeroso entourage, allo stile di vita costoso e agli obblighi commerciali.

la condizione di ali dopo il confronto con jimmy young

La prestazione contro Young aveva evidenziato il prezzo di quel calendario. Ali era apparso lento, poco preparato fisicamente e irritato dalla capacità dell’avversario di farlo fallire i colpi, arretrando poi oltre le corde per evitare gli scambi.

I giudici gli assegnarono una decisione unanime, ma il verdetto non cancellò le critiche. Young aveva mostrato quanto fossero diminuite, rispetto al periodo di massimo splendore atletico, la precisione dei tempi d’azione e la mobilità del campione.

La sfida di Monaco rappresentava quindi un’occasione per tornare a offrire un’immagine dominante. Dunn possedeva tre titoli considerati rispettabili, ma il suo stile diretto e aggressivo sembrava proporre meno problemi rispetto ai movimenti e alle astuzie difensive di Young.

il problema economico e l’organizzazione dell’evento

La manifestazione rischiò di saltare ancora prima che i pugili salissero sul ring. Una controversia riguardante 225.000 dollari della borsa di Ali e la fiscalità tedesca mise in discussione l’incontro a pochi giorni dall’evento.

Un accordo raggiunto all’ultimo momento permise di mantenere in programma il combattimento. Dopo gli aggiustamenti, la borsa di Ali fu stimata intorno a 1,6 milioni di dollari, mentre Dunn ricevette circa 100.000 dollari, la cifra più alta della sua carriera. Ali contribuì anche a compensare una parte della somma mancante destinata allo sfidante.

Il campione spese inoltre altri 100.000 dollari per acquistare 2.000 biglietti destinati ai militari statunitensi di stanza nei pressi di Monaco. L’iniziativa non bastò a salvare gli incassi dell’evento dal vivo.

Il match principale iniziò intorno alle tre del mattino secondo l’orario locale, così da essere trasmesso dalla NBC durante la fascia serale negli Stati Uniti. La scelta favoriva il pubblico televisivo americano, ma penalizzava quello tedesco. I prezzi elevati e l’orario proibitivo lasciarono numerosi posti vuoti.

All’Olympiahalle, la cui capienza era di 12.700 persone, entrarono circa 11.000 spettatori. Di questi, secondo le stime, circa 4.000 avevano ricevuto biglietti omaggio. Le perdite dei promotori furono valutate tra 300.000 e 500.000 dollari. Ali e Dunn incassarono quanto stabilito, mentre il conto ricadde sugli organizzatori locali.

la guardia mancina di dunn e la risposta tecnica di ali

Ali aveva spesso definito i mancini avversari scomodi. Karl Mildenberger, combattendo dalla guardia sinistra nel confronto titolato del 1966, gli aveva creato diversi problemi, alimentando la convinzione che fosse la posizione in sé a metterlo in difficoltà.

Dunn mostrò i limiti di questa teoria. Una guardia mancina modifica gli angoli dei pugni, ma non garantisce automaticamente qualità nei tempi, nella difesa o nella gestione della distanza. Dunn avanzava con il busto eretto, seguiva Ali senza chiudergli gli spazi e iniziava spesso le azioni con pugni larghi e circolari.

Quei colpi ampi concedevano ad Ali il tempo necessario per capire le intenzioni dello sfidante. Dunn procedeva inoltre senza un movimento costante della testa, lasciando una linea libera per il destro del campione.

Un mancino più rapido e imprevedibile avrebbe potuto sfruttare la mano sinistra bassa di Ali e la sua abitudine ad allontanarsi arretrando il busto. Dunn non possedeva la velocità né la capacità di nascondere l’attacco necessarie per approfittarne. La sua posizione cambiava gli angoli, mentre le carenze tecniche offrivano ad Ali una soluzione chiara.

Ali attese che Dunn si allineasse frontalmente, poi fece passare brevi destri attraverso l’apertura. Il combattimento dimostrò che i problemi del campione non dipendevano da tutti i mancini, ma dagli avversari capaci di utilizzare davvero i vantaggi della guardia mancina.

il dominio di ali e la conclusione al quinto round

Dunn partì in avanti fin dal suono della campana iniziale, cercando di trasformare la sfida in un confronto fisico. La sua intraprendenza impedì ad Ali di considerare il match una semplice esibizione, anche se molti colpi finirono sui guantoni, sulle braccia o nel vuoto.

Il coraggio dello sfidante finì per ritorcersi contro di lui. Dopo che Ali ebbe imposto vantaggi evidenti in velocità, tempismo e potenza, Dunn continuò ad avanzare presentando le stesse aperture, senza modificare il proprio approccio.

Ali pesava oltre dieci libbre in meno rispetto al combattimento con Young. Non era più il pugile leggero e mobilissimo degli anni Sessanta, ma il peso inferiore gli consentì di apparire più preciso e reattivo.

Durante le prime riprese il campione rimase paziente, studiò gli attacchi e iniziò gradualmente a dare maggiore incisività ai colpi. Quando decise di caricare il destro, Dunn non ebbe le reazioni difensive necessarie per proteggersi.

Nel quarto round Ali mandò lo sfidante al tappeto tre volte. Ogni atterramento mise in evidenza la distanza tra la determinazione di Dunn e la difesa richiesta a livello mondiale.

Dunn si rialzò dopo un altro atterramento nel quinto round, ma un destro corto lo riportò al tappeto. L’arbitro Herbert Tomser interruppe il combattimento a 2 minuti e 5 secondi, mentre Ali, da un angolo neutro, iniziava teatralmente a caricare il braccio destro.

il destro corto e l’ultimo knockout della carriera

In seguito Ali attribuì a Jhoon Rhee, istruttore di taekwondo, l’insegnamento del destro breve utilizzato per chiudere l’incontro. Rhee lo chiamava “AccuPunch” e sosteneva che la rapidità del gesto fosse basata su una tecnica mostrata da Bruce Lee.

Il principio consisteva nell’eliminare i segnali fisici che normalmente precedono un colpo potente. Invece di arretrare la mano o ruotare prima la spalla, il pugile dirigeva il pugno direttamente verso il bersaglio, portando subito il resto del corpo dietro all’impatto.

La tecnica si adattava perfettamente all’apertura concessa da Dunn, che avanzava con la testa alta e la guardia separata. Ali fece partire il destro da distanza ravvicinata, prima che lo sfidante potesse riconoscere l’attacco.

Il movimento ampio del braccio arrivò dopo il colpo, quando Ali sapeva che il combattimento era ormai concluso e iniziava a esibirsi davanti al pubblico. Quel successo rappresentò il 37º knockout professionistico del campione.

Ali non avrebbe più fermato ufficialmente un avversario né ottenuto un altro atterramento. La vittoria contro Dunn fu l’ultima occasione in cui riuscì ad aumentare ripetutamente la pressione, mandare più volte al tappeto il rivale e chiudere il match prima del limite.

il declino offensivo e il ritmo estremo degli incontri

Le vittorie successive dipesero maggiormente dalla resistenza, dai clinch, dalla difesa e da attacchi distribuiti con attenzione. Ken Norton lo costrinse ad affrontare altre quindici riprese durissime. Earnie Shavers lo colpì con durezza prima della reazione di Ali nell’ultimo round. Leon Spinks lo superò ai punti nel primo confronto e lo impegnò ancora per quindici riprese nella rivincita.

Il campione conservava la capacità di costruire combinazioni e combattere nonostante la stanchezza, ma non era più un finalizzatore offensivo. Le gambe si muovevano meno, i pugni avevano perso parte della potenza e troppe riprese trascorrevano con Ali appoggiato alle corde, mentre gli avversari lavoravano.

Dunn rimase l’ultimo pugile che Ali riuscì a cancellare dal combattimento quando decise di attaccare.

Appena 33 giorni dopo, Ali affrontò il wrestler professionista giapponese Antonio Inoki in un’esibizione a regole miste al Nippon Budokan di Tokyo. Inoki trascorse gran parte delle quindici riprese a terra, colpendo ripetutamente le gambe di Ali e restando fuori dalla distanza dei pugni. Ali incassò più di cento calci e lasciò il ring con gonfiore grave, sanguinamento, un’infezione e due coaguli di sangue.

Tre mesi più tardi difese il titolo contro Norton allo Yankee Stadium e ottenne una decisione contestata dopo altre quindici riprese sfiancanti. La successione degli eventi descrisse il ritmo rischioso della sua carriera: Young in aprile, Dunn in maggio, Inoki in giugno e Norton in settembre, con pochissimo tempo per recuperare tra una sfida importante e l’altra.

il ritorno di dunn a bradford

Migliaia di persone si riversarono nelle strade di Bradford per accogliere Dunn. La città celebrò un lavoratore dei ponteggi arrivato a sfidare il pugile più famoso del mondo.

La sua permanenza ai vertici terminò cinque mesi dopo, quando Joe Bugner lo fermò al primo round.

protagonisti della sfida e della carriera di ali

  • Muhammad Ali, campione del mondo e vincitore per knockout.
  • Richard Dunn, sfidante britannico, ex paracadutista e lavoratore dei ponteggi.
  • Bernd August, fermato da Dunn al terzo round.
  • Jimmy Young, avversario affrontato da Ali prima della sfida di Monaco.
  • Jhoon Rhee, istruttore di taekwondo associato al destro corto usato da Ali.
  • Bruce Lee, indicato da Rhee come riferimento della tecnica alla base dell’“AccuPunch”.
  • Herbert Tomser, arbitro dell’incontro tra Ali e Dunn.
  • Antonio Inoki, avversario di Ali nell’esibizione a regole miste di Tokyo.
  • Ken Norton, affrontato da Ali dopo il confronto con Inoki.
  • Earnie Shavers, autore di una dura azione contro Ali prima della rimonta finale.
  • Leon Spinks, vincitore del primo confronto con Ali.
  • Joe Bugner, autore della vittoria su Dunn al primo round.
Image: Muhammad Ali, Richard Dunn, And The AccuPunch

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