Motogp trackhouse ai ogura chi lo ha scoperto e come ha creduto nel suo talento

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Motogp trackhouse ai ogura chi lo ha scoperto e come ha creduto nel suo talento

Ai Ogura sta vivendo una traiettoria che, nella MotoGP 2026, lo consacra come una delle rivelazioni più interessanti della stagione nella classe regina. Il pilota giapponese, al suo secondo anno con Trackhouse, porta con sé un percorso recente costruito su risultati importanti: dopo aver conquistato il titolo mondiale Moto2 nel 2024, il passaggio alla MotoGP ha fatto emergere sia lampi di talento sia difficoltà legate alla complessità della categoria.

Il contesto della MotoGP, riservata ai prototipi da 1000 cc, richiede un adattamento continuo e affronta aspetti tecnici e fisici molto esigenti. Per questo parlare oggi di Ogura come di un pilota dal futuro più luminoso appare immediato, mentre a metà 2024 la percezione era differente: in quel momento non risultava tra i principali riferimenti per il titolo della classe di mezzo. È proprio in quella fase che nasce la scelta Trackhouse, fondata su osservazioni precise e su una valutazione complessiva dello stile di guida.

ai ogura trackhouse: la scelta che ha cambiato la stagione

Davide Brivio, team principal di Trackhouse, ha raccontato come si sia arrivati all’ingaggio del pilota. Secondo quanto spiegato, il team seguiva Ogura da tempo, anche grazie al lavoro di Matteo Baiocco, riders coach incaricato di osservare i piloti in pista. Il punto centrale della valutazione riguardava una serie di caratteristiche già visibili nel modo di guidare, oltre a un’interpretazione concreta del potenziale in vista della MotoGP.

Brivio ha sottolineato che il dialogo interno portava spesso a una valutazione netta: “è forte, è bravo”. La selezione non nasceva da una singola impressione, ma da un lavoro basato sull’analisi dei profili e da una lista di riferimento. In questo quadro, il fatto che Ogura fosse un giapponese considerato meno sotto i riflettori ha pesato solo come elemento laterale: la componente determinante restava l’insieme delle sue prestazioni e del suo modo di muovere la moto.

stile di guida e adattamento alla motoGP: perché ogura sembrava pronto

Oltre all’andamento in pista, a convincere i vertici Trackhouse è stata la sensazione che il suo stile fosse predisposto alla MotoGP. Il racconto evidenzia aspetti tecnici legati a come Ogura gestiva la velocità e come costruiva la guida: in particolare, la capacità mostrata nell’uscire dalle curve e il modo con cui effettuava il passaggio da una fase all’altra. Questi elementi hanno fatto pensare a un profilo già capace di dialogare con la classe superiore.

La valutazione, inoltre, ha preso in considerazione un’altra qualità: la volontà di non mollare mai, anche quando la situazione si complica. Non si trattava solo di continuità, ma della capacità di reagire e risalire nel corso della gara.

recuperi e gestione delle gomme: un segnale costante

Tra i punti più evidenti emersi nella fase di valutazione, oltre alla determinazione, c’è la capacità di preservare le gomme. Questa gestione si traduce spesso in una seconda parte di gara particolarmente competitiva. Il ragionamento di Brivio riporta un esempio ricorrente: in alcuni casi Ogura partiva non al meglio, ma riusciva comunque a recuperare posizioni.

Un elemento che pesa ulteriormente è la coerenza della caratteristica anche nel contesto MotoGP: chi non si arrende, anche quando la qualifica non sorride, può riuscire a impostare una rimonta efficace. Nel ragionamento riportato, la scelta di Ogura avveniva quando lui si trovava terzo in campionato e non era considerato tra i favoriti, segnale di quanto le sue qualità fossero già presenti ma non sempre riconosciute immediatamente.

il contesto del mondiale perso e la risposta in pista

Un ulteriore passaggio riguarda la stagione precedente: Brivio ricorda che Ogura aveva perso il Mondiale all’ultima gara. Proprio quell’episodio aveva contribuito a una percezione secondo cui il pilota non fosse in grado di vincere il campionato. In seguito, però, Ogura ha dimostrato il contrario, rendendo Trackhouse ancora più convinta nel consolidare l’esperienza condivisa.

La collaborazione è stata descritta come un percorso positivo e soddisfacente: Brivio afferma di essere contento di averla intrapresa con Ogura, evidenziando il valore dell’esperienza maturata insieme.

il momento di separazione: brivio verso honda, ogura verso yamaha

Il racconto include anche la fine del capitolo Trackhouse. Sia Brivio sia Ogura lasceranno la squadra al termine della stagione. Brivio andrà in Honda con un ruolo dirigenziale, mentre Ogura diventerà pilota ufficiale di Yamaha affiancando Jorge Martin.

Proprio per questo, l’obiettivo emotivo e sportivo legato al tempo rimanente era chiaro: prima di prendere strade differenti, a entrambe le parti sarebbe piaciuto riuscire a centrare una vittoria condivisa. Questo desiderio si è concretizzato ad Assen.

la vittoria ad assen come punto finale della collaborazione

Brivio descrive la gioia immediata nel momento in cui Ogura ha vinto: la comunicazione interna è stata rapida e diretta, con l’idea che prima della separazione bisognasse ottenere un successo insieme. La vittoria ad Assen ha reso possibile quel traguardo.

La soddisfazione, secondo il racconto, riguarda anche la prospettiva di Ogura nel vedere il team contento e i ragazzi festeggiare. Brivio chiude l’esperienza definendola una bella avventura e sostenendo che resterà nella storia di Trackhouse.

figure citate nella narrazione

Nel racconto delle scelte e dell’esperienza di Trackhouse emergono diverse figure legate al team e al trasferimento futuro:

  • Ai Ogura
  • Davide Brivio
  • Matteo Baiocco
  • Jorge Martin
Ai Ogura, Trackhouse Racing
Categorie: Motori

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