MotoGP, Taramasso: "Più posteriori medie nelle Sprint? Hanno trovato la tecnica per scaldarla subito

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MotoGP, Taramasso: "Più posteriori medie nelle Sprint? Hanno trovato la tecnica per scaldarla subito

Il Red Bull Ring si prepara a ospitare l’ultima gara europea della MotoGP 2026 prima del trasferimento del campionato verso l’Oriente. Il tracciato austriaco presenta caratteristiche tecniche molto specifiche: poche curve, forti dislivelli, lunghi rettilinei e frenate impegnative mettono a dura prova gli pneumatici, soprattutto in condizioni di grip ridotto e temperature elevate.

Red Bull Ring, caratteristiche e difficoltà del circuito

Rientrato nel calendario nel 2016, il circuito austriaco conta appena dieci curve, alle quali è stata aggiunta una chicane riservata alle moto dopo il grave incidente del 2020 che coinvolse Johann Zarco e Franco Morbidelli. In quell’occasione, Valentino Rossi e Maverick Vinales rischiarono di essere colpiti dalle moto rientrate in pista.

Il tracciato è costruito sul fianco di una montagna e presenta un profilo fortemente saliscendi. La combinazione tra accelerazioni prolungate e staccate violente genera un carico elevato sugli pneumatici. L’asfalto, caratterizzato da un livello di aderenza particolarmente contenuto, favorisce inoltre il fenomeno del bloccaggio dell’anteriore durante le frenate più intense.

Il posteriore è sottoposto a sollecitazioni altrettanto rilevanti, poiché i numerosi rettilinei e le ripartenze richiedono una notevole trasmissione di energia. La collocazione del Gran Premio un mese più tardi rispetto alla consueta posizione nel calendario potrebbe contribuire a contenere almeno in parte le temperature dell’asfalto e degli pneumatici.

Michelin e la scelta degli pneumatici in Austria

Per affrontare il rischio di surriscaldamento, Michelin utilizzerà ancora una carcassa posteriore rinforzata, già impiegata in Brasile all’inizio della stagione e adottata da diversi anni sul circuito austriaco. Piloti e squadre conoscono già questa soluzione, ritenuta adatta alle caratteristiche del Red Bull Ring.

Strategie per la gara e per la Sprint

La mescola anteriore media dovrebbe rappresentare il riferimento principale, dopo aver garantito buone prestazioni nella precedente edizione. Al posteriore, la previsione è di una scelta differenziata tra le due gare: gomma soft nella Sprint e gomma media nella gara lunga.

Il comportamento degli pneumatici potrebbe risentire dell’aumento delle temperature nella seconda parte della gara, quando è atteso un calo delle prestazioni. Le previsioni indicano una possibile pioggia nella giornata di venerdì, mentre sabato e domenica dovrebbero svolgersi su pista asciutta, a condizione che l’evoluzione meteorologica resti favorevole.

Le difficoltà del Red Bull Ring sul bagnato

In condizioni di pioggia, il circuito austriaco diventa particolarmente complesso. Il ridotto livello di grip aumenta il rischio di cadute, mentre i cambi di pendenza possono favorire la formazione di rigagnoli che attraversano la pista in più punti. Per queste ragioni, il Red Bull Ring non viene considerato il tracciato più adatto per una gara bagnata.

Il bilancio degli pneumatici a Misano

Il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini ha offerto indicazioni positive sul rendimento delle gomme. Misano sottopone soprattutto l’anteriore a un forte stress, ma l’aderenza elevata dell’asfalto ha aiutato a mantenere sotto controllo l’usura e a garantire una buona prestazione complessiva.

Michelin aveva confermato la stessa allocazione utilizzata nel 2025 e il risultato è stato considerato soddisfacente. Marco Bezzecchi ha stabilito il record della pista in qualifica, scendendo sotto il limite dell’1’30”, mentre è stato migliorato anche il record relativo alla distanza di gara.

La gomma media sempre più utilizzata nella Sprint

Nella gara breve di Misano, sette piloti hanno scelto la mescola media al posteriore, tra cui Marc Marquez, vincitore della Sprint. I dati non hanno evidenziato un vantaggio netto rispetto alla soft: entrambe le soluzioni hanno funzionato e l’alternanza tra le due mescole è rimasta evidente anche nelle prime posizioni.

La scelta è dipesa soprattutto dalle sensazioni dei piloti. Bezzecchi ha preferito la soft per sfruttare il maggiore grip iniziale e provare a prendere il comando della gara alla partenza. Marquez ha optato invece per la media, considerata più gestibile e meno impegnativa dal punto di vista fisico.

La presenza della gomma media nelle Sprint è diventata più frequente anche in altri appuntamenti, come Austin e il Mugello. La mescola offre maggiore stabilità e un rendimento più costante, mantenendo comunque un livello di grip adeguato. Le squadre sembrano inoltre aver trovato metodi più efficaci per portarla rapidamente nella corretta finestra di funzionamento.

Il riscaldamento può essere anticipato intervenendo sulla pressione, sulla temperatura delle termocoperte, sul carico esercitato sul posteriore o sfruttando lo spinning. La soft, al contrario, rende generalmente la moto più nervosa e aumenta la spinta sull’anteriore. La conferma delle allocazioni già utilizzate nel 2025 ha permesso ai team di valorizzare i dati raccolti nella stagione precedente.

La gara lunga di Misano e il caso della gomma di Marini

Nella gara lunga tutti i piloti hanno utilizzato una coppia di gomme medie. Gli pneumatici hanno mantenuto un comportamento costante dall’inizio alla fine, accompagnando la sfida iniziale tra Marc Marquez e Jorge Martin, la rimonta di Alex Marquez dalla nona alla seconda posizione e la progressione di Pedro Acosta. Anche in questa occasione è stato migliorato il record della distanza di gara.

Un episodio particolare ha riguardato Luca Marini, che ha segnalato lo spostamento della gomma sul cerchio. Il fenomeno può verificarsi nonostante la presenza di un rivestimento interno ruvido, progettato per mantenere stabile il tallone dello pneumatico. Michelin applica un segno bianco vicino alla valvola per verificare se il pneumatico abbia ruotato rispetto al cerchio.

La rotazione può manifestarsi soprattutto sui circuiti stop and go, in caso di pressione troppo bassa o dopo un impatto violento contro un cordolo. Quando si verifica, la ruota può perdere il proprio equilibrio e generare vibrazioni durante la marcia.

Personalità e piloti citati

Le valutazioni tecniche sugli pneumatici e gli episodi sportivi del fine settimana coinvolgono diversi protagonisti della MotoGP:

  • Piero Taramasso, responsabile Michelin;
  • Johann Zarco;
  • Franco Morbidelli;
  • Valentino Rossi;
  • Maverick Vinales;
  • Marc Marquez;
  • Jorge Martin;
  • Alex Marquez;
  • Pedro Acosta;
  • Marco Bezzecchi;
  • Luca Marini.
Piero Taramasso, Michelin
Categorie: Motori

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