Motogp Taramasso non prova le Pirelli con le 1000cc decisione condivisa
Negli ultimi giorni il tema gomme ha acceso discussioni nel paddock della MotoGP, soprattutto alla luce delle nuove regole e dei nuovi test dedicati alle moto di riferimento. A Brno, subito dopo il Gran Premio di Repubblica Ceca, si è svolto il primo test riservato ai piloti titolari con le nuove moto da 850cc, impiegate secondo il nuovo regolamento. In pista, oltre alle moto aggiornate, anche gli pneumatici Pirelli previsti per la stagione successiva hanno rappresentato un passaggio chiave per comprendere il comportamento delle nuove soluzioni.
Non tutti, però, hanno potuto partecipare. Con numerosi piloti destinati a cambiare team nella prossima stagione, le case attuali hanno scelto di limitare l’accesso ai nuovi prototipi. In mezzo a questa dinamica sono emerse alcune eccezioni: Pedro Acosta sulla KTM e Joan Mir insieme a Luca Marini sulla Honda, pur essendo tutti in uscita.
Tra chi non ha avuto l’opportunità di provare i nuovi pneumatici, sono state evidenziate perplessità legate ai tempi: l’occasione sarebbe rinviata al test previsto a Valencia a inizio dicembre, immediatamente dopo la conclusione della stagione. Secondo quanto emerso, si sarebbe potuto fornire almeno un confronto con le gomme da 1.000 impiegate come punto di partenza. In parallelo, è circolata l’ipotesi di un possibile veto da parte della Michelin, orientato a evitare un confronto diretto.
gomme motoGP e chiarimento Michelin su test e 2026-2027
La questione è stata affrontata direttamente dal responsabile Michelin Piero Taramasso, che ha escluso qualsiasi decisione legata a un divieto da parte dell’azienda francese. La dinamica, secondo quanto riportato, sarebbe stata definita in modo collegiale, coinvolgendo più soggetti.
Taramasso ha spiegato che non si sarebbe trattato di una scelta unilaterale, ricordando che la decisione sarebbe stata presa insieme da Michelin, Pirelli, Dorna e MSMA. Ha aggiunto che la discussione sarebbe durata poco e che l’impostazione sarebbe stata considerata logica fin dall’inizio: l’idea di base prevedeva che le moto 2026 svolgessero i test con le gomme 2026, mentre le moto 2027 adottassero quelle dell’altro fornitore, evitando il mescolamento.
Nel ragionamento è stato richiamato anche un precedente: il primo test in assoluto, in passato, sarebbe stato effettuato con gomme da 1.000cc adattate, con meno potenza e meno aerodinamica. Un riferimento utilizzato per indicare che non sarebbe esistito alcun veto. Successivamente, con l’arrivo dei prototipi reali 2027, sarebbe stata decisa la separazione tra le fasi e tra le scelte tecniche.
assren e scelte Michelin: anteriori e posteriori per il gran premio d’olanda
Con il focus che torna subito in pista, il weekend successivo vede il Gran Premio d’Olanda ad Assen. Il circuito è descritto come una sede storica, spesso associata all’idea della velocità, con un tracciato veloce caratterizzato da poche staccate. In tale contesto, l’anteriore risulterebbe meno sollecitato, motivo per cui spesso viene utilizzata la mescola più morbida disponibile.
scelte gomme anteriori ad assen: soft e media
Per la specifica allocazione del weekend, è stato confermato l’impiego della soft come soluzione stessa del 2025. La mescola indicata come riferimento precedente per la dura sarebbe passata a un ruolo differente: nel programma attuale diventerebbe media.
La motivazione tecnica riguarda anche la gestione delle variabili ambientali: ad Assen la temperatura può cambiare rapidamente e, con la scelta soft + media, sarebbe possibile coprire un range più ampio durante il weekend. In base a quanto riportato, un’impostazione simile verrà adottata anche a Portimao, su tracciati in cui può alternarsi caldo e freddo con variazioni anche repentine.
scelte gomme posteriori ad assen: conferma 2025 e mescole asimmetriche
Per il posteriore, l’allocazione non subirebbe modifiche rispetto al 2025: verrebbe confermata la combinazione tra soft e media, indicate entrambe come asimmetriche, con spalla destra più rigida. Tale caratteristica verrebbe messa a confronto con le anteriori, che risulterebbero simmetriche.
asssen in passato: temperature sprint e gara lunga con strategie differenti
Lo storico di Assen nella stagione precedente suggerirebbe diverse modalità operative. Per la sprint, con 28-30 gradi sull’asfalto, i piloti avrebbero scelto in massa una coppia di gomme soft. Nella gara lunga, invece, sarebbe stata montata la dura all’anteriore, considerata l’equivalente di ciò che quest’anno viene riportato come media, insieme alla media al posteriore.
In quel frangente, la temperatura della pista sarebbe salita fino a 40 gradi. Anche se l’andamento indicava una tendenza, sarebbero stati individuati sei piloti che avrebbero corso con la soft, a dimostrazione che tutte e quattro le opzioni possono risultare valide a seconda del contesto di gara.
perché il posteriore pesa: carico, curve veloci e consumo gestito
La pista viene descritta come particolarmente significativa per il posteriore, grazie alla presenza di numerose curve veloci e molte accelerazioni, elementi che generano alto carico nella parte posteriore. All’anteriore, la soft sarebbe una buona scelta perché ci sarebbero solo un paio di staccate forti; il resto del lavoro richiederebbe soprattutto di mantenere velocità in curva.
Il grip dell’asfalto non sarebbe indicato come eccezionale, ma neppure eccessivamente aggressivo. Di conseguenza, i livelli di consumo non sarebbero ritenuti elevati. Se le moto fossero ben bilanciate, in funzione delle strategie, la scelta gomme permetterebbe un buon equilibrio tra feeling e rendimento.
pioggia ad assen: grip corretto sul bagnato
Per la domenica, si segnalerebbe un rischio temporali. In caso di pioggia, la pista sarebbe considerata gestibile: Assen avrebbe già ospitato molte sessioni sul bagnato e, secondo quanto riportato, presenterebbe un grip corretto, motivo per cui l’eventualità non preoccuperebbe.
gran premio di repubblica ceca: bilancio michelin su prestazioni e strategie gomme
Prima del ritorno in pista, il racconto si sposta sul Gran Premio di Repubblica Ceca, dove Marc Marquez avrebbe ottenuto la seconda vittoria consecutiva e Pecco Bagnaia avrebbe fatto ritorno al successo almeno nella sprint. Il fine settimana avrebbe inoltre portato prestazioni considerate notevoli e condizioni operative estreme, con un focus specifico sulla lettura del rendimento dei pneumatici.
brno e condizioni estreme: grip, pole e tempi complessivi
Michelin avrebbe descritto Brno come un appuntamento positivo, soprattutto per l’insieme di fattori: temperature elevate e un circuito giudicato impegnativo sia per l’anteriore sia per il posteriore. Nonostante il caldo, i tempi sarebbero rimasti molto rapidi, grazie a un grip della pista ritenuto buono già da venerdì.
La pole position di Ogura sarebbe risultata sorprendente, con un miglioramento di oltre un secondo rispetto al 2025, elemento che nessuno avrebbe previsto. Anche Sprint e gara lunga avrebbero confermato un andamento significativo: la sprint sarebbe stata 10 secondi più veloce, mentre la gara lunga 13 secondi. Le gomme sarebbero state le stesse dell’anno precedente, ma sarebbero state sfruttate meglio per via delle condizioni.
È stata sottolineata anche una buona costanza. Un esempio riportato avrebbe riguardato Di Giannantonio, capace di realizzare un giro veloce sotto la bandiera a scacchi mentre rimontava su Bagnaia. La gara lunga sarebbe stata inoltre spettacolare, con diversi sorpassi nella fase finale tra i primi tre.
strategie gomme al posteriore: soft e media valide in sprint, e soft per la top five
Nel confronto tra le opzioni, sarebbe emersa la diversificazione al posteriore. Al davanti, secondo la ricostruzione, tutti avrebbero usato la media in modo costante, mentre dietro avrebbero funzionato sia soft sia media.
Durante la sprint, la griglia risulterebbe divisa più o meno al 50% tra le due soluzioni e Bagnaia avrebbe vinto con la soft. Davanti a Ogura, che avrebbe impiegato la media, terzo sarebbe risultato Marquez con la soft, mentre quarto Di Giannantonio avrebbe corso con la media.
Questo quadro indicherebbe che entrambe le strade sarebbero state considerate valide, con differenze di impostazione: attaccare all’inizio e gestire la fase finale oppure procedere in senso inverso. Nella domenica, tutti avrebbero optato per la media tranne Mir, che avrebbe mantenuto la soft e, a fine gara, sarebbe riuscito a chiudere quinto, venendo descritto come molto soddisfatto della scelta.
mir e la soft: partenza, rallentamento e guida aggressiva con equilibrio honda
Mir avrebbe indicato come la scelta della soft fosse stata determinante per consentire il piazzamento nella top 5. Secondo quanto riportato, la gomma avrebbe aiutato molto nella partenza, avrebbe permesso anche di rallentare meglio la moto e avrebbe contribuito a farla girare di più. È stato inoltre specificato che Mir possiede uno stile di guida abbastanza aggressivo e che in questo contesto la Honda sarebbe migliorata, pur senza essere ancora la moto più bilanciata del gruppo.
penalità e pressione gomme: spiegazione tecnica su brno
Nonostante le temperature altissime, sarebbe comparsa una penalità legata alla pressione degli pneumatici per Alex Rins durante la sprint. La spiegazione sarebbe stata collegata a un possibile errore, indicato come causa probabile, con un riferimento a un elemento non ulteriormente dettagliato nel testo disponibile.
Piloti citati nell’insieme delle informazioni: Marc Marquez, Pecco Bagnaia, Pedro Acosta, Joan Mir, Luca Marini, Ogura, Marquez, Di Giannantonio, Alex Rins.
