Cerchi F1, termiche e razze cave: la strategia segreta per gestire temperature e usura delle gomme
Il regolamento tecnico della Formula 1 2026 ha restituito ai team un margine di sviluppo significativo nella progettazione dei cerchi. Questo componente, poco evidente durante le gare ma centrale nella gestione degli pneumatici, contribuisce a controllare temperature, pressioni e comportamento delle gomme, influenzando direttamente il rendimento della vettura.
Formula 1 2026: i cerchi tornano al centro dello sviluppo
La prima bozza delle regole 2026 era stata giudicata dalle squadre eccessivamente vincolante. Le richieste dei team hanno portato a una revisione approvata alla fine del 2024, con una maggiore libertà progettuale soprattutto sul fronte aerodinamico. Il risultato è stato lo sviluppo di monoposto caratterizzate da soluzioni molto diverse tra loro.
Un cambiamento rilevante riguarda anche i cerchi, che rispetto al precedente ciclo tecnico non sono più standardizzati nelle forme principali. La loro progettazione è tornata a rappresentare una leva tecnica per la gestione degli pneumatici, in una situazione paragonabile a quella esistente prima del ritorno delle vetture a effetto suolo.
Durante l’epoca dei cerchi da 13 pollici, precedente al 2022, Pirelli aveva osservato dai dati delle squadre che alcune vetture riuscivano a raggiungere pressioni minime stabilizzate inferiori ai valori prescritti alla partenza. Il risultato dipendeva dalla capacità dei cerchi di controllare il calore generato durante l’utilizzo.
Cerchi F1 2026 e gestione del calore
Con gli pneumatici da 18 pollici lo spazio disponibile tra freno e cerchio è maggiore, ma il rapporto tra questi elementi resta determinante. Le squadre possono lavorare con fornitori specializzati come BBS, Fondmetal, OZ Racing ed Enkei, sviluppando soluzioni pensate per modificare il trasferimento termico.
Le tasche termiche migliorano lo scambio di calore
Le nuove configurazioni includono cerchi con razze cave, definite anche tasche. Queste cavità favoriscono lo scambio termico con il cestello dei freni e possono variare nelle dimensioni, in particolare tra asse anteriore e asse posteriore, in funzione delle necessità della vettura.
L’aria fresca che attraversa la parte esterna del cestello dei freni e quella proveniente dall’area dei copricerchi viene indirizzata verso le tasche. In questo modo il cerchio viene raffreddato prima di entrare in contatto con la gomma. L’obiettivo principale non consiste semplicemente nel ridurre la temperatura del cerchio, ma nel controllare il calore nella parte interna dello pneumatico.
Le tasche possono quindi funzionare come veri e propri scambiatori di calore. Su circuiti molto caldi o caratterizzati da numerose frenate, le squadre possono cercare di mantenere più basse temperature e pressioni. Una superficie di contatto più ampia con l’asfalto favorisce inoltre una distribuzione del calore meno concentrata.
Pressioni degli pneumatici e rendimento in gara
L’aumento della temperatura provoca normalmente una crescita della pressione. Quando entrambi i valori diventano troppo elevati, l’impronta a terra si riduce e lo pneumatico può uscire dalla propria finestra di funzionamento ideale. Le conseguenze comprendono perdita di aderenza e maggiore degrado termico.
In condizioni ambientali e d’asfalto particolarmente impegnative, la priorità diventa mantenere la gomma il più possibile fresca. La gestione dei freni assume un ruolo essenziale, perché il calore prodotto dai componenti viene trasferito anche al cerchio e successivamente allo pneumatico.
La Cadillac è indicata tra le squadre più esposte al degrado provocato dal surriscaldamento e alle difficoltà nel controllare le temperature dei freni. Per affrontare il problema, a Spa ha introdotto una nuova specifica di cerchi progettata per migliorare la gestione del calore, affiancando l’intervento al lavoro sulle canalizzazioni dell’aria.
Cerchi F1 2026 e riscaldamento delle gomme
Il cerchio non viene utilizzato esclusivamente per raffreddare lo pneumatico. Su piste dove il warm-up è complesso, può diventare utile trasferire una quantità maggiore di calore alla gomma per raggiungere più rapidamente la finestra operativa. Questo consente di aumentare il grip e limitare il rischio di graining.
Le esigenze cambiano in base al circuito e al bilanciamento della monoposto. Su tracciati sottoposti a forte stress termico, il lavoro può concentrarsi sul raffreddamento dell’asse posteriore. Su piste a bassa energia, invece, l’obiettivo può essere favorire il riscaldamento degli pneumatici.
Lo sviluppo dei cerchi durante la stagione
I team possono introdurre diverse evoluzioni dei cerchi nel corso dell’anno. Gli pneumatici vengono montati da Pirelli attraverso un codice univoco, verificato dalla FIA a ogni gara, mentre la progettazione del cerchio resta un’area nella quale le squadre stanno investendo per ottenere vantaggi prestazionali concreti.
Ogni aggiornamento deve essere pianificato tenendo conto del budget cap. La gestione delle pressioni rappresenta infatti un elemento importante sia sul giro singolo sia nei long run: mantenere i valori nella finestra ottimale può contribuire alla costanza dei tempi e al rendimento complessivo della vettura.
Secondo Dario Marrafuschi, Head of Pirelli Motorsport, le squadre possono perseguire strategie differenti: alcune devono contenere l’aumento delle pressioni perché la velocità genera molto calore, mentre altre devono favorire il riscaldamento degli pneumatici. I cerchi costituiscono quindi uno strumento ingegneristico per portare le gomme nella condizione di funzionamento più efficace.
