MotoGP, Silverstone: la nuova soft anti-caldo e la sfida al blistering
La MotoGP torna in pista a Silverstone dopo la pausa estiva, con uno scenario tecnico molto diverso da quello affrontato al Sachsenring. Il circuito britannico richiede maggiore velocità di percorrenza, sottopone soprattutto lo pneumatico posteriore a elevati carichi energetici e potrebbe presentare temperature più alte rispetto alla precedente gara disputata sul tracciato. La gestione delle gomme sarà quindi determinante per mantenere prestazioni e stabilità durante Sprint e gara lunga.
Silverstone e le diverse esigenze degli pneumatici MotoGP
Silverstone è uno dei tracciati più veloci del calendario e misura quasi 6 chilometri. Rispetto al Sachsenring, caratterizzato da una lunghezza ridotta, curve lente e spazi più stretti, la pista britannica presenta numerose curve rapide nelle quali è fondamentale conservare una buona percorrenza.
Le sollecitazioni maggiori riguardano la gomma posteriore, in particolare nella sezione centrale del circuito. Le accelerazioni prolungate generano molta energia e fanno aumentare la temperatura dello pneumatico. Il livello di usura resta comunque moderato grazie all’asfalto rifatto nel 2019, che offre un livello di grip considerato positivo.
Michelin modifica la gomma posteriore soft
Il passaggio alla gara di agosto comporta condizioni ambientali differenti rispetto all’appuntamento dello scorso anno, disputato a maggio. In quell’occasione la temperatura dell’asfalto aveva raggiunto 24 gradi durante la Sprint e 28 gradi nella gara lunga. Per il nuovo appuntamento, quei valori sono invece previsti per l’aria, mentre la pista potrebbe superare i 30-35 gradi.
Per questa ragione Michelin ha rivisto l’allocazione delle mescole posteriori. La modifica riguarda esclusivamente la soft posteriore, resa più rigida rispetto alla soluzione utilizzata nel 2025, giudicata troppo morbida per il periodo e le condizioni attese. La media posteriore rimane invariata. Entrambe le opzioni sono asimmetriche, con una spalla destra più rigida.
Le opzioni Michelin per l’anteriore
All’anteriore saranno nuovamente disponibili tre soluzioni simmetriche, identiche a quelle proposte nella precedente edizione del Gran Premio di Gran Bretagna. L’obiettivo è coprire un intervallo più ampio di condizioni e lasciare ai piloti una scelta legata soprattutto alle sensazioni offerte dalla moto.
Le indicazioni attese per il posteriore prevedono la gomma soft nella Sprint e la media nella gara lunga. Per l’anteriore il confronto dovrebbe concentrarsi tra soft e dura, in base al feeling dei singoli piloti.
Strategie gomme e rischio di surriscaldamento a Silverstone
Nel 2025 tutti i piloti avevano utilizzato una coppia di soft nella gara breve, mentre nella prova principale la maggioranza aveva scelto due medie. Alcuni avevano optato per la soft all’anteriore, una soluzione efficace su questo circuito grazie alla presenza di una sola staccata particolarmente impegnativa.
La principale criticità resta il controllo della gomma posteriore. Un eccessivo surriscaldamento può provocare blistering, soprattutto nella parte centrale della pista. Limitare lo spinning e mantenere sotto controllo la temperatura saranno aspetti essenziali per preservare il rendimento durante la distanza di gara.
Le previsioni indicano condizioni asciutte, con temperature dell’aria comprese tra 23 e 25 gradi. La pioggia, variabile che in passato aveva contribuito anche alla cancellazione del Gran Premio del 2018, non dovrebbe quindi rappresentare un fattore determinante.
Sachsenring, grip ridotto e gestione dell’anteriore
Il precedente appuntamento tedesco ha messo a dura prova gli pneumatici. Il Sachsenring presenta dieci curve a sinistra e soltanto tre a destra, una configurazione atipica che distribuisce i carichi in modo poco uniforme. Le temperature dell’asfalto sono arrivate a 42 gradi nella Sprint e a 44 nella gara lunga.
Il manto, rifatto nel 2017, ha offerto un grip limitato. Il caldo intenso ha aggravato la situazione, rendendo più complessa la gestione delle gomme. Nella Sprint la soft posteriore abbinata alla dura anteriore garantiva buone prestazioni, ma aumentava la pressione sullo pneumatico davanti.
Durante la gara lunga, la media posteriore ha prodotto un equilibrio maggiore, riducendo la spinta sull’anteriore. I tempi migliori sono arrivati tra il terzo e il quarto giro, prima di una fase di stabilizzazione e del successivo calo nel finale. La durata e la costanza non sono quindi risultate ottimali.
Le scelte dei piloti al Sachsenring
La dura anteriore è stata considerata la scelta più adatta alle condizioni del fine settimana. La soft davanti ha offerto maggiore feeling nei time attack, ma soltanto per due o tre giri, senza rappresentare un’opzione valida per le gare. La media anteriore, pur disponibile, non ha garantito vantaggi rispetto alla soft in termini di grip e non è stata utilizzata.
La gestione dell’anteriore ha influenzato anche lo svolgimento della gara. Per alleggerire il carico sulla gomma più sollecitata, diversi piloti hanno cercato di far ruotare la moto utilizzando il posteriore, arrivando a impostare una guida vicina al sovrasterzo. Chi non è riuscito a controllare questa dinamica ha rischiato di danneggiare la gomma posteriore o di incorrere in una caduta.
Protagonisti delle indicazioni tecniche
Le valutazioni sulle mescole, sulle temperature e sulla gestione degli pneumatici sono state fornite da Piero Taramasso, responsabile Michelin, mentre il precedente Gran Premio di Germania ha visto Marc Marquez conquistare entrambe le vittorie.
- Piero Taramasso
- Marc Marquez
