Motogp, ducati introduce le pinne sul forcellone e aprilia risponde con un’evoluzione ancora più sofisticata
La MotoGP sta attraversando una fase di intensa evoluzione aerodinamica, nonostante il prossimo regolamento sia destinato a ridurre l’incidenza di queste soluzioni. I costruttori continuano infatti a esplorare ogni area tecnica consentita, concentrando l’attenzione anche su componenti meno convenzionali e soggetti a vincoli differenti.
MotoGP e sviluppo aerodinamico verso il nuovo regolamento
Negli ultimi anni l’aerodinamica delle moto da Gran Premio è cambiata profondamente. Dalle prime ali applicate alle carene si è passati a configurazioni sempre più articolate, con l’introduzione di gradini sulle carene, codoni evoluti, fork wing e seat wing. Queste soluzioni sono progressivamente comparse sui prototipi dei principali costruttori.
I codoni hanno rappresentato un’importante opportunità di ricerca, poiché l’attuale normativa non prevede per questa zona un’omologazione specifica. Di conseguenza, i tecnici hanno potuto sviluppare forme e configurazioni con maggiore libertà rispetto ad altre parti della moto. Lo stesso percorso ha interessato le appendici installate nella zona delle forcelle e della sella.
Forcelloni carenati e nuove pinne verticali
La ricerca si è poi spostata verso i forcelloni carenati, considerati una nuova frontiera dello sviluppo aerodinamico. Aprilia ha introdotto un’ulteriore direzione tecnica durante il Gran Premio di Silverstone, al rientro dalla pausa estiva.
Sulle RS-GP sono comparse due pinne verticali collocate nella parte terminale del forcellone, con uno sviluppo rivolto verso l’alto. La loro funzione appare collegata alla gestione delle turbolenze generate dalla ruota posteriore, fenomeno da sempre problematico per l’efficienza dei flussi aerodinamici.
Aprilia ha continuato a utilizzare questa configurazione con regolarità, trasformandola in una soluzione osservata anche dalla concorrenza. A Phillip Island, infatti, un’impostazione simile è stata installata sulla Ducati di Marc Marquez.
Ducati adotta la soluzione sulle pinne del forcellone
La Ducati ha valutato attentamente la proposta di Aprilia e ha deciso di adattarla alla Desmosedici GP. I riscontri raccolti sono apparsi positivi, dato che Marc Marquez ha mantenuto la configurazione anche nella prima giornata di prove a Sepang.
In entrambe le sessioni disputate in Malesia, il pilota spagnolo ha fatto segnare il miglior tempo. La continuità nell’utilizzo della soluzione indica quindi un interesse concreto verso il lavoro aerodinamico sviluppato nella zona posteriore della moto.
Aprilia aggiorna le pinne sulla RS-GP
Aprilia ha proseguito il percorso di sviluppo senza interrompere la sperimentazione. In Malesia, sulla RS-GP affidata a Marco Bezzecchi, è stata provata una nuova evoluzione delle pinne del forcellone.
La modifica presenta una forma simile a una “L” inclinata: l’elemento non si limita a estendersi verso l’alto, ma procede anche in direzione posteriore. La prosecuzione dei test, a quattro gare dalla conclusione dell’attuale era regolamentare, lascia aperta la possibilità che questa soluzione possa mantenere una funzione anche in vista del 2027.
Regolamento 2027 e margini di sviluppo dei forcelloni
Le limitazioni aerodinamiche previste per il futuro riguardano soprattutto gli ingombri laterali. Le nuove appendici collocate sui forcelloni sporgono in misura sensibilmente inferiore rispetto alle aree più larghe della carena, un aspetto che potrebbe consentirne l’impiego anche con le prossime regole.
Il regolamento delle moto da 850 cc introdurrà inoltre l’obbligo di omologazione per i codoni, mentre non contiene riferimenti specifici ai forcelloni. Proprio questa differenza normativa potrebbe rendere la zona posteriore della moto uno dei principali ambiti di confronto tecnico nella stagione 2027.
Personalità coinvolte nello sviluppo aerodinamico
- Jorge Martin, pilota dell’Aprilia Racing Team.
- Marc Marquez, pilota del Ducati Team.
- Marco Bezzecchi, pilota Aprilia impegnato nei test sulla nuova configurazione.
