Motogp, diggia sui problemi ai freni ducati: succede , ma si può migliorare
Fabio Di Giannantonio ha concluso il fine settimana al Red Bull Ring con un nono posto, a 14 secondi dal vincitore e a sette dalla prima Ducati. Un risultato che riflette un weekend complesso, condizionato sia dalle caratteristiche del circuito sia da alcune decisioni tecniche che non hanno portato i miglioramenti attesi.
Fabio Di Giannantonio e le difficoltà del Red Bull Ring
Il tracciato austriaco non è mai stato tra quelli più favorevoli al pilota italiano. Di Giannantonio aveva già evidenziato alla vigilia le difficoltà incontrate negli anni precedenti e aveva accolto con soddisfazione l’accesso diretto alla Q2 ottenuto dopo le prime prove libere.
Il weekend era iniziato con indicazioni incoraggianti, considerando il distacco di appena un decimo e mezzo dalla Ducati più veloce nel giro secco. La ricerca degli ultimi centesimi ha portato il team VR46 a seguire una direzione di lavoro non efficace sul piano della messa a punto. La scelta del setup ha così limitato il potenziale della moto nelle sessioni successive.
Fabio Di Giannantonio analizza le scelte tecniche
Secondo Di Giannantonio, il problema non è stato legato alla carcassa degli pneumatici utilizzata in Austria. Si trattava della stessa specifica impiegata anche in altri appuntamenti, compreso il Brasile, dove il pilota aveva conquistato la pole position e il podio nella gara sprint.
La difficoltà principale è stata individuata nel percorso tecnico intrapreso durante il fine settimana. Una parte del lavoro è stata corretta nella mattinata successiva, ma il recupero è arrivato quando il programma del Gran Premio era già avanzato. In una situazione simile, il margine per raggiungere un risultato di alto livello si riduce sensibilmente e l’obiettivo diventa limitare i danni.
VR46 Racing Team tra problemi e lavoro da ritrovare
Il pilota ha sottolineato la necessità di migliorare come squadra, ritrovando unità, organizzazione e metodo di lavoro. Le prime gare della stagione avevano permesso al team di ottenere risultati importanti, mentre gli ultimi appuntamenti sono stati segnati da diversi inconvenienti.
Tra gli episodi più pesanti figurano i problemi ai freni emersi a Misano e la necessità di affrontare tre gare con una sola moto. Una serie di difficoltà che ha condizionato la preparazione dei weekend e reso più complicato mantenere la programmazione utilizzata nella prima parte dell’anno.
Fabio Di Giannantonio e i problemi ai freni Ducati
Il tema degli impianti frenanti ha coinvolto diversi piloti Ducati anche nel fine settimana austriaco. Di Giannantonio ha spiegato che non si tratta di una situazione nuova per il costruttore di Borgo Panigale: negli anni possono verificarsi inconvenienti di natura differente.
In alcuni casi la leva può diventare molto morbida, dando la sensazione che la moto non rallenti correttamente. In altre circostanze può irrigidirsi, rendendo difficoltoso fermare la moto. Il pilota italiano ha ricordato di avere già affrontato problemi simili a Misano e durante i test, dove si era anche fratturato la clavicola a causa delle conseguenze legate ai freni.
Nel fine settimana austriaco, le due gare si sono concluse senza inconvenienti rilevanti sotto questo profilo. Resta comunque l’esigenza di intervenire per migliorare l’affidabilità del sistema, considerando che i problemi possono manifestarsi con effetti diversi, dall’allungamento della leva alla riduzione della capacità di frenata.
Fabio Di Giannantonio e le personalità coinvolte
Le difficoltà tecniche legate ai freni hanno riguardato anche altri protagonisti Ducati, tra cui piloti che hanno accusato comportamenti differenti dell’impianto durante la gara o nel corso degli appuntamenti precedenti.
- Fabio Di Giannantonio, pilota del VR46 Racing Team.
- Marc Marquez, coinvolto in un problema con la leva del freno diventata molto morbida.
- Francesco Bagnaia, alle prese in alcune gare con una riduzione della capacità di rallentamento.
