Motogp, accantonata definitivamente la riduzione a una moto nel box

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Motogp, accantonata definitivamente la riduzione  a una moto nel box

La MotoGP si prepara a una nuova fase tecnica, ma il progetto di ridurre il numero di moto disponibili nei box durante i Gran Premi non ha ottenuto il consenso necessario. La proposta, nata con l’obiettivo di contenere i costi, ha finito per dividere i costruttori e per essere respinta prima di arrivare all’approvazione definitiva.

MotoGP e riduzione delle moto nei box

L’ipotesi iniziale prevedeva il passaggio da due moto a una sola per pilota durante ogni fine settimana di gara. La formulazione è stata poi modificata per precisare che una seconda moto sarebbe comunque rimasta nella parte posteriore del box, pronta per essere utilizzata durante le qualifiche e le gare.

La disponibilità sarebbe stata invece limitata nelle altre sessioni di prove libere, durante le quali i piloti avrebbero lavorato con una sola moto. Anche la durata delle prove sarebbe stata ridotta, con l’obiettivo di contenere ulteriormente l’impiego di risorse e i costi operativi delle squadre.

Aprilia e Ducati tra risparmio e strategie tecniche

L’iniziativa è stata avviata da Aprilia nel quadro di una più ampia politica di riduzione delle spese promossa dall’organizzatore del campionato. Tra le ipotesi allo studio rientrava anche la possibilità di introdurre un limite massimo alla spesa.

Ducati ha interpretato la proposta anche come uno strumento negoziale nelle discussioni con il gruppo che gestisce gli aspetti commerciali della MotoGP, legate al rinnovo del cosiddetto Patto della Concordia. I due costruttori italiani hanno inoltre individuato un possibile vantaggio sportivo in vista del 2027.

I primi test dei prototipi equipaggiati con motori da 850 cc avrebbero infatti evidenziato un ritardo nello sviluppo da parte dei costruttori giapponesi. Ridurre il numero di moto utilizzabili nei Gran Premi avrebbe potuto rallentare il processo di evoluzione tecnica, contribuendo a mantenere più a lungo il margine acquisito da Aprilia e Ducati.

Costruttori divisi sulla modifica regolamentare

Per sottoporre la modifica alla GP Commission, l’organo competente a intervenire sul regolamento del campionato, sarebbe stato indispensabile ottenere il consenso unanime delle Case coinvolte nella MSMA della MotoGP.

Aprilia e Ducati hanno cercato di costruire un accordo con gli altri produttori. Honda aveva inizialmente sostenuto la posizione della maggioranza, mentre KTM si era avvicinata alla proposta fino ad accettarla e a garantire il proprio sostegno in occasione del Gran Premio d’Ungheria del 7 giugno.

La posizione di KTM è poi cambiata. Il costruttore austriaco si è schierato con Yamaha, da sempre contraria alla riduzione, mentre anche Honda ha infine respinto l’iniziativa. Aprilia e Ducati sono rimaste così le uniche Case favorevoli al progetto, senza i numeri necessari per procedere.

Il nuovo regolamento MotoGP dal 2027

La nuova era della MotoGP inizierà quindi senza la riduzione da due a una delle moto disponibili nei box. Il campionato del 2027 sarà caratterizzato dai motori da 850 cc, dall’assenza degli abbassatori, da una diminuzione dell’aerodinamica e dall’arrivo di Pirelli come nuovo fornitore unico degli pneumatici.

Red Bull KTM Factory Racing garage
Categorie: Motori

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