Motogp a phillip island, taramasso avverte: anteriori asimmetriche obbligatorie, ma la pioggia può cambiare tutto

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Motogp a phillip island, taramasso avverte: anteriori asimmetriche obbligatorie, ma la pioggia può cambiare tutto

Michelin si avvicina alle ultime cinque gare della sua esperienza in MotoGP, iniziata nel 2016 e destinata a concludersi al termine di un ciclo durato dieci anni. Il Gran Premio d’Australia rappresenta un passaggio particolare, perché sarà l’ultima occasione in cui il Motomondiale correrà sullo storico circuito di Phillip Island prima del trasferimento ad Adelaide.

Michelin e Phillip Island: le caratteristiche del circuito australiano

Phillip Island è considerato un tracciato unico nel calendario della MotoGP. Il circuito presenta un andamento molto fluido e una netta prevalenza di curve a sinistra: sono sette le pieghe lunghe su questo lato, capaci di sottoporre la spalla sinistra dello pneumatico a sollecitazioni elevate e a una maggiore usura.

Le curve a destra sono invece cinque e risultano meno impegnative per le gomme. A rendere più complesso il lavoro di Michelin contribuisce anche il grip non particolarmente elevato dell’asfalto, nonostante il rifacimento completato nel 2024. Le condizioni ambientali rappresentano un’ulteriore variabile: a Phillip Island possono esserci temperature basse, vento intenso e pioggia frequente, rendendo difficile trovare condizioni stabili.

Michelin e le scelte per il gran premio d’australia

Per l’ultimo appuntamento a Phillip Island, Michelin ha predisposto un’allocazione composta da tre specifiche anteriori e due posteriori. Tutte le soluzioni sono asimmetriche e presentano una spalla sinistra più rigida, una caratteristica studiata per affrontare il particolare carico imposto dal circuito.

Le gomme selezionate sono le stesse utilizzate nella stagione precedente, quando avevano fornito riscontri positivi. L’obiettivo è garantire un’ampia copertura delle possibili condizioni di pista, comprese quelle determinate dai repentini cambiamenti meteorologici.

Michelin e la scelta delle mescole in gara

Durante la Sprint del 2025, disputata con circa 40 gradi sull’asfalto, la maggior parte dei piloti aveva scelto la gomma dura all’anteriore e quella morbida al posteriore. Nella gara principale la temperatura era scesa fino a 26 gradi e molti concorrenti avevano preferito la mescola media al posteriore.

Il rischio di pioggia è presente anche nel fine settimana considerato. Per il bagnato Michelin mette a disposizione una soluzione morbida e una media. La morbida può risultare più adatta con temperature basse e molta acqua sull’asfalto, mentre la media è indicata su una pista soltanto umida e con temperature leggermente più alte.

Michelin al gran premio d’indonesia: prestazioni e temperature

Il fine settimana di Mandalika è stato valutato positivamente da Michelin, nonostante il caldo intenso. Durante la Sprint l’asfalto ha raggiunto 57 gradi, mentre nella gara lunga la temperatura si è attestata sui 55 gradi.

Le prestazioni sono state elevate già dalle prove del venerdì, quando Raul Fernandez ha stabilito il record del circuito con un tempo di 1’28”7. Nella Sprint, la maggioranza dei piloti ha utilizzato una coppia di gomme morbide. Johann Zarco è stato l’unico a montare la mescola media al posteriore. I tempi sono rimasti costanti e competitivi, anche se l’incidente iniziale tra Raul Fernandez e Marco Bezzecchi ha impedito ai due piloti, particolarmente veloci, di completare la gara nelle migliori condizioni.

Michelin e le scelte per la gara lunga

Nella gara domenicale le condizioni della pista sono rimaste simili. Tutti i piloti hanno optato per la gomma morbida all’anteriore e la media al posteriore, perché la mescola morbida dietro avrebbe potuto risultare troppo esposta sul piano dell’usura.

Marco Bezzecchi e Raul Fernandez hanno mostrato fin dall’inizio un ritmo superiore, riuscendo a prendere rapidamente margine sul gruppo. Jorge Martin ha concluso al terzo posto senza avversari immediatamente vicini, mentre la lotta per la quarta posizione ha coinvolto diversi piloti. Ai Ogura ha completato un poker Aprilia davanti a Pedro Acosta e Marc Marquez.

Bezzecchi ha inoltre realizzato il giro più veloce della gara al 19° passaggio. La corsa è terminata con un tempo complessivo inferiore di 17 secondi rispetto alla precedente edizione, confermando il livello delle prestazioni raggiunte dagli pneumatici.

Michelin e la gestione della pressione degli pneumatici

Nel corso della Sprint Jorge Martin si è trovato al limite con la pressione della gomma anteriore. Il pilota ha riconosciuto un errore di valutazione che potrebbe aver influito sulla perdita della vittoria. Una situazione analoga si è verificata domenica con Pedro Acosta.

Mandalika è un circuito nel quale la pressione tende a crescere poco, anche in presenza di temperature molto elevate. Alcuni piloti potrebbero aver considerato la possibilità di trascorrere più tempo in scia, scegliendo quindi un margine ridotto. Martin, partito quinto e transitato per primo alla prima curva nella Sprint, ha pagato questa valutazione.

Michelin e il controllo sul pneumatico di Fabio Di Giannantonio

Fabio Di Giannantonio ha concluso la gara con una piccola porzione mancante sul pneumatico anteriore. Il componente apparteneva alla specifica 70H, considerata la gomma di riferimento di Michelin e utilizzata in circa 3.000 unità ogni anno.

Non erano mai stati segnalati episodi analoghi su questa soluzione. Per questo motivo è stata avviata un’analisi per stabilire se l’origine fosse interna allo pneumatico oppure legata a un fattore esterno. Un possibile scenario prevede un taglio iniziale che, a causa della rotazione e del riscaldamento, potrebbe essersi progressivamente ampliato.

La gomma faceva parte dello stesso lotto impiegato dagli altri piloti durante la gara, senza che si verificassero ulteriori anomalie. I valori di pressione e temperatura risultavano conformi, mentre le verifiche tecniche sono proseguite per individuare con precisione la causa del danneggiamento.

Michelin: personalità citate

Le dichiarazioni e gli episodi descritti coinvolgono diversi protagonisti della MotoGP e del lavoro tecnico legato agli pneumatici.

  • Piero Taramasso, responsabile Michelin per la MotoGP
  • Marco Bezzecchi, vincitore del Gran Premio d’Indonesia
  • Jorge Martin, protagonista della gestione della pressione anteriore
  • Marc Marquez, coinvolto nella lotta per il titolo e nella gara di Mandalika
  • Raul Fernandez, autore del record della pista nelle prove
  • Johann Zarco, unico pilota con gomma media posteriore nella Sprint
  • Fabio Di Giannantonio, coinvolto nell’anomalia sul pneumatico anteriore
  • Pedro Acosta, tra i piloti condizionati dalla pressione anteriore
  • Ai Ogura, quarto classificato nella gara lunga di Mandalika
Piero Taramasso, Michelin
Categorie: Motori

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