Marco antonio barrera smonta prince naseem hamed in un incontro memorabile
Il 7 aprile 2001, Marco Antonio Barrera affrontò Prince Naseem Hamed alla MGM Grand Garden Arena di Las Vegas in un incontro destinato a ridefinire gli equilibri della categoria dei pesi piuma. Il pugile messicano neutralizzò velocità, potenza e imprevedibilità del campione britannico attraverso movimenti disciplinati, controllo della distanza e contrattacchi precisi.
Marco Antonio Barrera contro Prince Naseem Hamed
Hamed arrivò al match con un record di 35 vittorie e 31 knockout, oltre a essere considerato il favorito dai pronostici con una quota di 3 a 1. I suoi attacchi da mancino, gli angoli insoliti e il potente sinistro avevano messo in difficoltà quasi tutti i pesi piuma affrontati in precedenza.
Barrera vantava invece un bilancio di 52 vittorie, 3 sconfitte e 40 knockout. Campione WBO dei supergallo, saliva di quattro libbre per disputare l’incontro ed era conosciuto soprattutto per la durezza delle proprie battaglie. Invece di accettare lo scontro ravvicinato e caotico favorito da Hamed, scelse una boxe paziente e metodica.
La strategia di Barrera per neutralizzare Hamed
Il messicano rimase a media distanza, scivolando ripetutamente verso sinistra per allontanarsi dalla mano posteriore dell’avversario. Prima di lanciare il destro diretto, posizionava il piede anteriore all’esterno del piede destro di Hamed. Questa scelta costringeva il britannico a coprire la distanza con un salto ogni volta che cercava di colpire con il suo sinistro.
Gli affondi lasciavano Hamed sbilanciato e scoperto ai contrattacchi. Il jab di Barrera costituiva la base del piano tattico: veniva indirizzato verso il petto e il mento, interrompendo l’abitudine di Hamed di arretrare con l’intero busto per evitare i colpi. Allo stesso tempo, il jab permetteva di misurare la distanza necessaria per portare il destro.
Il combattimento ravvicinato e il controllo della distanza
La difficoltà di Hamed negli scambi ravvicinati emerse con chiarezza. In passato aveva sfruttato la propria forza contro pesi piuma più piccoli, spingendoli all’indietro per creare lo spazio utile a colpire con gli uppercut. Barrera si dimostrò più solido nelle fasi di clinch, controllò le braccia dell’avversario e gli impedì di trovare la distanza necessaria per sviluppare potenza.
Anche il confronto psicologico non produsse l’effetto sperato. Hamed allungò l’ingresso sul ring, danzò e cercò di trasformare l’evento in una nuova celebrazione personale. Barrera attese senza lasciarsi distrarre. Quando il britannico abbassava le mani, esponeva il mento o invitava a un attacco impulsivo, il messicano riposizionava i piedi e non cadeva nella provocazione.
Il dominio tattico e la decisione dei giudici
La compostezza di Barrera ridusse l’efficacia intimidatoria di Hamed. Gli angoli insoliti e i movimenti accentuati persero valore contro un avversario che non inseguiva e non si lasciava trascinare fuori equilibrio. Ogni colpo a vuoto offriva a Barrera l’occasione per rispondere con un destro diretto o un gancio sinistro.
Nelle riprese finali Hamed apparve privo di soluzioni. Continuava a cercare il singolo sinistro spettacolare, mentre Barrera restava equilibrato e prevaleva negli scambi grazie a colpi più brevi e puliti.
Nel dodicesimo round si verificò l’immagine più discussa della serata: Barrera bloccò le braccia di Hamed da dietro e spinse il volto dell’avversario contro il paraspigolo dell’angolo. L’arbitro Joe Cortez gli sottrasse un punto, una penalità che non influì sull’esito finale.
I giudici assegnarono a Barrera una vittoria unanime con i punteggi di 116-111, 115-112 e 115-112. Il successo gli consegnò i titoli IBO e lineare dei pesi piuma, entrambi vacanti.
La prima sconfitta professionale di Hamed
In seguito Hamed indicò alcuni problemi alle mani come possibile causa del calo. Nel corso della carriera aveva effettivamente riportato infortuni agli arti, ma questi non spiegavano la sua incapacità di controllare la distanza, combattere all’interno o modificare il proprio approccio dopo che Barrera aveva neutralizzato il sinistro.
La sconfitta rappresentò quindi un fallimento soprattutto stilistico: Barrera aveva trovato il modo di disinnescare il sistema di Hamed. Il britannico disputò un solo altro incontro, battendo Manuel Calvo nel maggio 2002, prima di lasciare la boxe. Barrera non si limitò a infliggergli la prima e unica sconfitta da professionista, ma dimostrò come affrontare uno degli atleti più imprevedibili della categoria.
Protagonisti dell’incontro tra Barrera e Hamed
I principali personaggi associati al match disputato a Las Vegas sono:
- Marco Antonio Barrera, vincitore dell’incontro e campione WBO dei supergallo al momento della sfida.
- Prince Naseem Hamed, pugile britannico sconfitto per la prima volta da professionista.
- Joe Cortez, arbitro del combattimento, autore della detrazione di un punto a Barrera nel dodicesimo round.
- Manuel Calvo, ultimo avversario affrontato da Hamed prima del ritiro dalla boxe.
