Mancinelli federazione sto benissimo tornerò al paladozza è una promessa

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Mancinelli federazione sto benissimo tornerò al paladozza è una promessa

Stefano Mancinelli, ex capitano della Fortitudo Bologna, racconta il passaggio dal parquet a un ruolo dirigenziale, tratteggiando aspettative, sensazioni e prospettive per l’immediato futuro. Nel bilancio delle ultime stagioni dell’Effe, tra ricordi e valutazioni sul gruppo attuale, emergono anche i riferimenti al lavoro in Federazione e l’energia che lo accompagna nel desiderio di riportare in alto l’azzurro.

stefano mancinelli: dal capitano al ruolo dirigenziale

Mancinelli descrive con entusiasmo l’evoluzione della propria posizione: “Mi piace molto. Adesso sono consigliere federale, responsabile nazionale 3×3, ma un giorno mi piacerebbe fare il dirigente in una squadra di club”.

Il suo coinvolgimento in Federazione viene collegato al valore del movimento: “Sì, in Federazione sto bene, per me è un onore e un privilegio lavorare per un movimento intero”.

fortitudo bologna: bilancio delle stagioni e stato dell’effe

Il percorso recente dell’Effe viene ripercorso con riferimenti puntuali alle fasi decisive: “Tre anni fa si è fermata in finale con la corazzata Trapani, l’anno scorso con Cantù poi promossa e quest’anno ha fatto un buonissimo campionato, ma ha dovuto cedere a Verona. Sono state comunque buone stagioni”.

fortitudo attuale: giocatori e sensazioni sul gruppo

Alla domanda sulla nuova Fortitudo, Mancinelli esprime preferenze e riconosce elementi chiave della rosa: “Sì, ho sempre avuto un debole per Fantinelli, sono convinto che avrebbe potuto giocare ad altissimi livelli. Mi piace molto Sorokas, vedo Sarto come un eccellente tiratore e conosco Mazzola. Se sta bene, può essere il terzo straniero”.

fantinelli e il rapporto nel tempo: amicizia e continuità

Il rapporto con Fantinelli viene presentato come molto solido: “Ci sentiamo e ci vediamo, abbiamo una chat nostra dove c’è anche Pietro Aradori, andiamo molto d’accordo”.

Un ricordo specifico riguarda il passaggio di responsabilità: “Ho avuto piacere che sia stato lui a prendere i gradi di capitano”.

pala dozza e ritorno: emozioni e impegni familiari

Alla possibilità di rivederlo al PalaDozza, Mancinelli conferma la volontà di tornare: “Tornerò! Promesso, non so ancora quando, ma un giorno torno”.

Le motivazioni personali legate all’attualità vengono collegate alla famiglia: “Con Lorenza, mia moglie, siamo in attesa del terzo figlio che nascerà a ottobre. Durante i primi mesi del campionato sarò impegnato a fare il padre, ma una promessa è una promessa”.

nuovo management fortitudo: Gentilini e Guerri

Mancinelli racconta il confronto con la struttura societaria: “Ho conosciuto Matteo Gentilini, ho visto le conferenze. Vedo tanta voglia di far bene, passione e impegno. Gentilini è da ringraziare per quello che sta spendendo. Rossano Guerri è sul pezzo sempre molto attivo”.

coach cavina: qualità, esperienza e conoscenza dell’ambiente

Il parere su Cavina mette al centro competenza e specificità del contesto: “Sa come si vince e questo è un buon punto di partenza. E’ un allenatore di qualità ed esperienza però la Fortitudo è una cosa particolare. E’ una realtà diversa da tutte le altre, un mondo a se stante dove sono passati anche grandi allenatori facendo male”.

Il vantaggio riconosciuto al tecnico riguarda la familiarità con la realtà locale: “Cavina ha il vantaggio di conoscere l’ambiente e sapere cosa serve, cercando di partire bene”.

fossa e tifo: il valore dell’energia del pubblico

Le emozioni legate alla Fossa sono descritte come una spinta immediata: “Da giocatore ti gasa, ti dà quella carica in più”.

Il legame con la maglia viene definito come una condizione unica: “E’ quello che mi fa dire che giocare per la Effe è qualcosa di unico”.

Viene richiamato anche un aspetto psicologico legato alle partite contro: “Per fortuna che non ho mai dovuto affrontare da avversario (ride, ndr) altrimenti l’avrei sofferto anche se … Ci sono giocatori che si esaltano ad avere un tifo caldo contro, Sasha Danilovic e Ray Sugar Richardson ad esempio si caricavano ancora di più in queste situazioni”.

fortitudo come fede: identità, memoria e legame con il pala dozza

Per Mancinelli la Fortitudo non si riduce a una semplice squadra: “Una fede, le altre sono solo squadre”.

La spiegazione restituisce l’idea di un ecosistema esclusivo: “E’ una frase esemplificativa che rende bene l’idea di quello che è il mondo Fortitudo. Credo non sia paragonabile a nessun altra realtà in Italia, ricordo ancora come si riempiva il PalaDozza anche quando eravamo in B”.

Il ricordo personale richiama la fedeltà nel tempo: “Ricordo che giocavo a Milano e mi abbonai solo per stare vicino alla Effe”.

prossima stagione e obiettivo: serie a e sostenibilità economica

Le aspettative per la prossima stagione puntano direttamente al ritorno nel massimo campionato: “Mi auguro che la Fortitudo torni dove merita, in serie A”.

Il salto dalla A2 alla A viene considerato impegnativo sotto molteplici punti di vista: “Sì. Arrivasse la promozione servirà la forza economica per mantenere la categoria visto che nel massimo campionato i costi raddoppiano”.

personaggi citati

  • Stefano Mancinelli
  • Filippo Mazzoni
  • Fantinelli
  • Sorokas
  • Sarto
  • Mazzola
  • Pietro Aradori
  • Matteo Gentilini
  • Rossano Guerri
  • coach Cavina
  • Lorenza
  • PalaDozza
  • Trapani
  • Cantù
  • Verona
  • Sasha Danilovic
  • Ray Sugar Richardson
Categorie: Basket

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