100 anni CT Italbasket: Muggiani a Luca Banchi
Nel racconto dello sport di squadra, esiste un ruolo che catalizza discussioni, analisi e convinzioni assolute: la guida tecnica della Nazionale. L’idea di poter “fare meglio” rispetto alle scelte viste in campo affiora con facilità, ma per molti appassionati il vero sogno diventa concreto quando l’argomento si sposta sull’Italia. Nella pallacanestro, la storia dei commissari tecnici azzurri offre un percorso lungo, scandito da nomi capaci di cambiare epoche, segnare record e custodire passaggi decisivi: dai primi eventi ufficiali fino agli anni più recenti.
commissari tecnici della nazionale italiana: 27 uomini in un secolo di guida
Nei primi cento anni di storia della nazione maschile della pallacanestro, sono stati 27 gli uomini che, tra il 1926 e il 2026, si sono succeduti sulla guida tecnica degli azzurri. Il primo capitolo si apre con Marco Muggiani, ricordato anche per i passaggi iniziali delle partite azzurre.
marco muggiani: dalle prime partite azzurre al ruolo federale
Il milanese marco muggiani aveva già costruito un’identità importante dentro la federazione: dopo essere diventato il primo Segretario Generale nel 1921 e dopo aver guidato l’Internazionale alla vittoria dello Scudetto 1923, viene ricordato per essere stato il commissario tecnico delle prime due partite storiche della Nazionale. Si tratta di italia-francia 23-17 del 4 aprile 1926 a milano e di francia-italia 18-22 del 18 aprile 1927 a parigi.
angolo bovi e attilio de filippi: esperienze diverse nella nascita del ciclo azzurro
Con Muggiani compare poi una figura meno documentata: angelo bovi, commissario tecnico per un’amichevole contro la svizzera nel 1930. In seguito bovi guidò anche la nazionale universitaria. Se Muggiani è legato allo Scudetto con l’Inter, bovi ha invece concentrato la propria traiettoria da allenatore sulla ginnastica roma, portata alla vittoria di quattro scudetti tra 1928 e 1935.
Tra i pluricampioni d’Italia si colloca anche attilio de filippi, triestino e allenatore del primo europeo nella storia azzurra, datato 1935. L’esperienza in Nazionale fu la sola della sua avventura: durante quel periodo si colloca in mezzo al ciclo vittorioso della ginnastica triestina, con cinque tricolori conquistati tra 1930 e 1941.
decio scuri e guido graziani: svolte e primati tra olimpiadi, presidenza e medaglia
Gli anni Trenta diventano il momento del tandem formato da decio scuri e guido graziani, presentati come due figure capaci di incidere profondamente sulla storia. Insieme portarono l’Italia alle prime olimpiadi, quelle di berlino 1936, con scuri come commissario tecnico e graziani come allenatore. In seguito entrambi ricoprirono anche il ruolo di presidenti federali.
decio scuri: prima medaglia azzurra e percorso professionale poliedrico
Scuri è ricordato soprattutto per essere stato il commissario tecnico della prima storica medaglia azzurra: l’argento conquistato all’europeo del 1937. Inserito postumo nella hall of fame fiba, affiancò alla professione medica—era otorinolaringoiatra—un percorso che coinvolse quasi ogni ruolo nella pallacanestro: giocatore, arbitro, allenatore e dirigente, a livello nazionale e internazionale, fino al board della federazione mondiale. A lui fu intitolato per molti anni un riconoscimento giovanile, il trofeo delle regioni.
guido graziani: ruolo federale e pionierismo per baseball e softball
Il percorso di graziani come allenatore fu più breve rispetto a quello di scuri, ma la sua eredità risulta comunque significativa. Durante la seconda guerra mondiale fu presidente degli allenatori federali, coadiuvando emilio giassetti in due amichevoli contro l’ungheria nel 1942, e ricoprì anche il ruolo di reggente della fip. La sua storia sportiva non si limita alla pallacanestro: viene indicato come la figura che introdusse baseball e softball in Italia, con un coinvolgimento che risale agli anni Dieci e ai primi anni Venti.
panchine azzurre dal 1937 al dopoguerra: ugolini, pasquini, van zandt e i successivi avvicendamenti
Accanto a scuri e graziani, compaiono altri commissari tecnici che ampliano la traiettoria della Nazionale. vittorio ugolini, insieme a scuri, guidò gli azzurri all’europeo del 1937. Tra i pochi di questa lista a raggiungere il massimo livello internazionale anche con un altro ruolo, nel 1948 arbitrò la finale olimpica di londra.
mino pasquini e l’arrivo di elliott van zandt come primo ct straniero
Nel dopoguerra entra in scena mino pasquini, con dodici partite tra 1946 e 1947. Toscano di follonica, collezionò cinque scudetti da giocatore, oltre a argento europeo e oro ai giochi universitari. Guidò l’Italia all’europeo del 1946 e l’anno successivo contribuì ad accompagnare una svolta: il passaggio al primo commissario tecnico straniero, elliott van zandt.
elliott van zandt: background atletico e risultati tra londra e alessandria d’egitto
Van zandt, nativo dell’arkansas, era già capitano di fanteria dell’esercito americano prima di essere scelto dall’allora presidente federale mairano per elevare il livello dei giocatori anche grazie alle proprie competenze di preparatore atletico e fisico. A fine anni Cinquanta ebbe anche un’esperienza nel calcio con il milan.
Da commissario tecnico, il suo nome rimane legato a londra 1948 e all’europeo del 1951, oltre al bronzo ai giochi del mediterraneo del 1951 ad alessandria d’egitto. Le 42 panchine azzurre attribuite a van zandt lo collocano nella parte alta della classifica per numero di presenze ufficiali.
giancarlo marinelli, amerigo penzo e vittorio tracuzzi: continuità e doppio incarico maschile-femminile
Con l’avvicendamento all’inizio del 1952 tra giancarlo marinelli e amerigo penzo, la guida azzurra entra in una fase di transizione. Marinelli, bolognese e bandiera della virtus bologna da giocatore negli anni Trenta e Quaranta, lascia il posto. Penzo, veneziano e campione d’Italia con la reyer sia da giocatore sia da allenatore della formazione femminile, guida poi nella finestra compresa tra 1952 e 1953.
Il turno successivo va a vittorio tracuzzi, indicato come uno dei quattro tecnici ad avere guidato sia la nazionale maschile sia quella femminile, quest’ultima per oltre cento panchine tra 1981 e 1985.
jim mcgregor e carmine paratore: ct stranieri, varietà internazionale e uno storico oro casalingo
Dalla sicilia a torino si collocano altre tappe di successione. Tra queste compare francesco ferrero, citato per una breve parentesi come commissario tecnico, oltre a essere commissario tecnico anche della nazionale femminile. Segue poi jim mcgregor, descritto come il secondo commissario tecnico straniero nella storia.
jim mcgregor: un triennio con l’italia e una carriera di nazionali nel mondo
Il nativo di portland è presentato come figura di grande varietà. L’italia fu la sua prima nazionale: in un triennio, guidò gli azzurri con 25 panchine complessive. Prima e dopo arrivarono altre esperienze con grecia, turchia, svezia, austria, perù, marocco, repubblica centrafricana e colombia. Il soprannome riportato è il gitano rosso, legato al colore dei capelli.
carmine paratore: lunghe presenze e oro europeo agli europei casalinghi del 1949
A sostituire mcgregor è carmine paratore, detto nello, indicato come l’unico a ricoprire il ruolo di commissario tecnico della nazionale maschile per il maggior numero di anni consecutivi. Le 174 panchine azzurre arrivarono al culmine di una carriera iniziata in egitto. Nato al cairo da genitori originari della sicilia, in patria lasciò un segno profondo come pionieri della pallacanestro egiziana.
Il riferimento principale è lo storico oro agli europei casalinghi del 1949, un risultato definito irripetibile. In Italia giunse a metà degli anni Cinquanta: venne chiamato da decio scuri per guidare la nazionale femminile, prima di raccogliere l’eredità di mcgregor sulla panchina maschile.
Le sue partecipazioni includono due mondiali e tre olimpiadi, compresa roma 1960, senza medaglie, così come nei campionati europei. Gli allori ricordati riguardano invece i giochi del mediterraneo, con un oro e un argento.
giancarlo primo: l’ultimo protagonista che ha guidato entrambe le nazionali maggiori
Successivamente, di decennio in decennio, si arriva al quarto protagonista—descritto come ultimo a guidare entrambe le nazionali maggiori italiane—: giancarlo primo, romano e a lungo assistente di paratore. Da giocatore, è riportato come olimpionico a londra 1948. Primo risulta l’unico a vantare oltre cento presenze sulla panchina di entrambe le selezioni, con un decennio che coincide quasi interamente con gli anni Settanta, periodo fondamentale per le basi degli anni Ottanta.
Tra i risultati citati rientrano i bronzi europei del 1971 e del 1975.
figure menzionate
Marco Muggiani, Angelo Bovi, Attilio De Filippi, Decio Scuri, Guido Graziani, Emilio Giassetti, Vittorio Ugolini, Mino Pasquini, Elliott Van Zandt, Giancarlo Marinelli, Amerigo Penzo, Vittorio Tracuzzi, Francesco Ferrero, Jim McGregor, Carmine Paratore (Nello), Giancarlo Primo.