L’accusa di george foreman sull’acqua drogata di ali torna a far discutere
La controversa ipotesi sull’acqua di George Foreman prima del match contro Muhammad Ali è tornata al centro dell’attenzione dopo le dichiarazioni di Regis Prograis. Il tema riguarda il combattimento disputato il 30 ottobre 1974 a Kinshasa, quando Ali conquistò la vittoria contro il campione dei pesi massimi al termine di otto riprese.
George Foreman e l’accusa dell’acqua alterata
Regis Prograis ha ripreso una teoria secondo cui l’incontro avrebbe potuto essere manipolato. Rivolgendosi agli appassionati di pugilato più anziani, ha chiesto un’opinione sulla possibilità che Foreman fosse stato drogato prima del combattimento.
La ricostruzione più significativa resta quella fornita dallo stesso George Foreman nelle sue memorie del 2007. L’ex campione ha raccontato che, poco prima di salire sul ring, il suo allenatore Dick Sadler gli consegnò un bicchiere d’acqua. Dopo averne bevuto un sorso, Foreman avrebbe avvertito un sapore simile a quello di una medicina.
Sadler lo avrebbe rassicurato, spiegando che si trattava della stessa acqua ricevuta abitualmente. Secondo il racconto di Foreman, il gusto insolito rimase anche quando raggiunse il ring. Dopo il terzo round, il pugile dichiarò di sentirsi estremamente affaticato, come se avesse già combattuto quindici riprese, arrivando a chiedersi se qualcuno avesse inserito una sostanza nel suo bicchiere.
Le prove mai emerse sulla presunta sostanza
L’accusa non è mai stata accompagnata da risultati di analisi o da altre prove capaci di confermare la presenza di una droga nell’acqua. Dick Sadler morì nel 2003 e non poté quindi fornire una risposta alla versione resa pubblica da Foreman alcuni anni più tardi.
Nel corso del tempo, Foreman ha collegato la sconfitta anche ad altri elementi: le corde allentate, il conteggio dell’arbitro Zack Clayton e l’insoddisfazione nei confronti del proprio angolo. La storia dell’acqua alterata è diventata in seguito la spiegazione più grave associata alla sua versione della sfida.
La strategia di Muhammad Ali contro George Foreman
Prima dell’incontro con Ali, Foreman aveva conquistato il titolo mondiale demolendo Joe Frazier in due riprese e aveva poi fermato Ken Norton al secondo round. Questi risultati lo avevano spinto ad affrontare Ali con l’aspettativa di ottenere rapidamente un’altra vittoria per knockout.
Il combattimento prese una direzione diversa. Foreman iniziò attaccando con grande potenza, mentre Ali adottò una condotta più paziente e difensiva: protesse il volto con le braccia, arretrò il busto per evitare i colpi e rispose più volte con rapidi diretti destri. Molti dei pugni più larghi di Foreman finirono a vuoto oppure raggiunsero il bersaglio senza esprimere tutta la loro forza.
Le corde non perfettamente tese permisero ad Ali di inclinarsi maggiormente all’indietro. L’ipotesi secondo cui Angelo Dundee le avrebbe allentate intenzionalmente resta contestata: lo stesso allenatore si era lamentato delle loro condizioni e aveva cercato di farle tendere. Ali comprese comunque come sfruttarle durante il match.
La stanchezza di Foreman e il knockout all’ottavo round
L’affaticamento di Foreman può essere ricondotto a una combinazione di fattori fisici e tattici. Il pugile mantenne un ritmo orientato al knockout contro un avversario che non cedeva e che lo costrinse a lavorare più a lungo rispetto ai precedenti incontri con Frazier e Norton.
All’ottava ripresa, i suoi colpi avevano perso gran parte dell’efficacia iniziale. Ali accelerò l’azione con una combinazione veloce e mandò al tappeto il campione, completando una vittoria costruita su precisione, pazienza e controllo dell’aggressività avversaria.
Le dichiarazioni di Prograis hanno riportato alla ribalta una vecchia storia del pugilato, mentre le immagini dell’incontro mostrano Ali capace di imporsi attraverso una gestione più pulita e lucida della sfida.
I protagonisti del caso George Foreman-Muhammad Ali
La vicenda coinvolge i principali protagonisti del combattimento e alcune figure legate alla preparazione e alla ricostruzione della sconfitta.
- George Foreman, campione dei pesi massimi sconfitto a Kinshasa;
- Muhammad Ali, vincitore del combattimento per knockout all’ottavo round;
- Regis Prograis, autore della domanda sulla possibile manipolazione dell’incontro;
- Dick Sadler, allenatore di Foreman al momento dell’episodio dell’acqua;
- Angelo Dundee, allenatore di Ali, coinvolto nella controversia sulle corde;
- Zack Clayton, arbitro del match;
- Joe Frazier e Ken Norton, precedenti avversari battuti da Foreman prima della sfida con Ali.
