KTM svela i retroscena: motori aperti in fabbrica per una nuova strategia di rilancio

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KTM svela i retroscena: motori aperti in fabbrica per una nuova strategia di rilancio

KTM ha completato un intervento tecnico straordinario sui motori MotoGP utilizzati nella prima parte della stagione, con l’obiettivo di individuare e sostituire i componenti ritenuti responsabili dei guasti. L’operazione ha coinvolto il centro di produzione dei propulsori di Munderfing e ha permesso di preparare nuovamente le unità in vista della ripresa del campionato ad Aragon.

KTM riapre i motori MotoGP per risolvere i guasti

Gli ingegneri e i tecnici KTM hanno lavorato per diversi giorni sui prototipi che avevano manifestato problemi di affidabilità durante la stagione. I motori sono stati aperti, modificati e nuovamente sigillati per poter rientrare nella rotazione prevista nei Gran Premi successivi.

L’intervento è stato autorizzato dagli altri costruttori del campionato e si è svolto con la massima riservatezza, sotto la supervisione degli organi incaricati di garantire il rispetto dei protocolli tecnici. Nessuna conferma ufficiale ha indicato con precisione i componenti sostituiti, anche se l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle valvole pneumatiche.

Valvole pneumatiche sotto osservazione

Ogni motore MotoGP KTM dispone di quattro cilindri e 16 valvole. L’ipotesi è che proprio il sistema pneumatico possa essere all’origine dei malfunzionamenti riscontrati. Un problema simile aveva già coinvolto Yamaha nel 2020, quando un difetto del fornitore aveva modificato di pochi centesimi di millimetro le dimensioni delle valvole installate sui propulsori M1.

Quando un motore viene aperto, non vengono sostituite soltanto le valvole. L’intervento richiede anche il rinnovo di rondelle, guarnizioni, lubrificanti e altri componenti, trasformando di fatto ciascuna unità revisionata in un propulsore quasi nuovo. In totale, l’attività ha interessato sette motori KTM.

Pedro Acosta dispone di quattro motori revisionati

Una particolare attenzione è stata riservata ai quattro motori presenti nella rotazione di Pedro Acosta. Il pilota spagnolo ha dovuto affrontare diversi arresti improvvisi della moto nel corso dell’anno, compreso l’episodio di Montmeló che aveva provocato un incidente con Alex Marquez.

Dopo l’emergere dei problemi, KTM aveva scelto di limitare il regime e la potenza dei motori in alcune gare, tenendo conto delle caratteristiche dei circuiti. Non è ancora chiaro se questa strategia verrà mantenuta dopo la revisione dei propulsori.

La rotazione dei propulsori di Acosta

Acosta ha utilizzato sei motori durante la stagione, mentre due unità sono già state escluse dalla rotazione. Le quattro aperte e sottoposte alla sostituzione dei componenti problematici resteranno quindi disponibili, insieme ad altre due unità che non sono ancora state montate, fino al limite regolamentare di otto motori.

I primi due propulsori sono stati impiegati nei primi cinque Gran Premi, disputati in Thailandia, Brasile, Stati Uniti, Spagna e Francia. A Montmeló il pilota ha riutilizzato il motore numero 1 e introdotto il numero 3. In Italia ha continuato con le unità 1 e 3, aggiungendo il motore 4.

In Ungheria sono stati utilizzati i motori 1 e 4, con l’introduzione del numero 5. In Repubblica Ceca Acosta ha gareggiato con le unità 3 e 5, aggiungendo il motore 6. Dopo quell’appuntamento, KTM ha escluso dalla rotazione i motori 5 e 6 senza specificarne il motivo.

In Olanda sono stati utilizzati i propulsori 2 e 3, mentre in Germania Acosta è tornato alle unità 1 e 2. Le informazioni relative ai motori impiegati a Silverstone non sono disponibili. Le unità sottoposte alla revisione risultano comunque essere i motori dall’1 al 4, mentre il 5 e il 6 sono stati esclusi. I propulsori 1 e 2, impiegati rispettivamente in nove e sette Gran Premi, sono quelli con il maggior numero di utilizzi e potranno ora contare su una revisione completa.

Gli altri piloti MotoGP e la situazione dei motori

I principali avversari in campionato non hanno evidenziato problemi analoghi con i rispettivi propulsori. La coppia Aprilia formata da Jorge Martin e Marco Bezzecchi aveva aperto cinque motori fino al Gran Premio di Germania, scartandone uno. Per il resto della stagione dispone quindi di tre unità nuove e quattro già utilizzate.

Ai Ogura, insieme ai piloti Ducati Marc Marquez e Pecco Bagnaia, ha utilizzato cinque motori mantenendoli tutti nella rotazione. Fabio Di Giannantonio, in sella alla Ducati del team VR46, ne ha aperti soltanto quattro e conserva altrettanti propulsori completamente nuovi.

La situazione più complessa all’interno della struttura KTM riguarda Brad Binder, che ha aperto sei motori e ne ha già esclusi tre dalla rotazione, uno in più rispetto ad Acosta. Anche Toprak Razgatlioglu e Alex Rins, piloti Yamaha, hanno rispettivamente tre e due motori fuori dall’elenco disponibile. Grazie alle concessioni tecniche, dispongono però di dieci unità per completare la stagione.

Protagonisti coinvolti nella gestione dei motori

La revisione dei propulsori KTM interessa direttamente i piloti e le squadre impegnate nella gestione delle unità disponibili durante la stagione MotoGP.

  • Pedro Acosta
  • Brad Binder
  • Jorge Martin
  • Marco Bezzecchi
  • Ai Ogura
  • Marc Marquez
  • Pecco Bagnaia
  • Fabio Di Giannantonio
  • Toprak Razgatlioglu
  • Alex Rins
  • Alex Marquez
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Categorie: Motori

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