Julio césar chávez distrusse edwin rosario round dopo round in un match memorabile

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Julio césar chávez distrusse edwin rosario round dopo round in un match memorabile

Julio Cesar Chavez firmò una delle prestazioni più convincenti della sua carriera contro Edwin Rosario, trasformando il passaggio ai pesi leggeri in una prova di forza, precisione e resistenza. La sfida, disputata il 21 novembre 1987 alla Las Vegas Hilton Outdoor Arena, mise di fronte due campioni dotati di grande potenza e si concluse dopo dieci riprese di durissimo combattimento.

Julio Cesar Chavez supera Edwin Rosario nei pesi leggeri

Chavez arrivava dalla categoria dei superpiuma, nella quale aveva difeso con successo per nove volte il titolo WBC. Il principale interrogativo riguardava la sua capacità di mantenere forza e potenza salendo fino a 135 libbre, contro avversari naturali della divisione leggeri.

Edwin Rosario rappresentava un ostacolo particolarmente pericoloso. Il campione WBA aveva conquistato una vittoria per ko in appena due riprese contro Livingstone Bramble l’anno precedente e disponeva di potenza autentica con entrambe le mani. Prima dell’incontro aveva inoltre ridimensionato il valore di diversi precedenti avversari di Chavez, definendoli pugili di livello molto modesto.

Chavez impone il combattimento ravvicinato

Ogni dubbio sulla competitività di Chavez nei pesi leggeri svanì rapidamente. Il pugile messicano, allora venticinquenne, non attese di prendere le misure all’avversario: accorciò subito la distanza e iniziò a colpire il corpo di Rosario con ganci ripetuti.

Rosario riuscì a trovare spazio nel terzo e nel quarto round, portando a segno diversi colpi pesanti e costringendo per brevi momenti Chavez alle corde. L’avanzata del messicano, però, non rallentò. Chavez incassò le combinazioni più efficaci del campione portoricano, lo fece ruotare e riprese il controllo con serie corte e precise.

Nel corpo a corpo emerse una differenza sempre più netta. Chavez non si limitava ad avanzare lanciando pugni: schivava il destro di Rosario, proteggeva il volto con guanti e gomiti e rispondeva prima che l’avversario potesse ricomporsi. L’attacco al corpo ridusse progressivamente la mobilità e la potenza del campione, mentre ganci al tronco, uppercut e diretti al volto venivano alternati senza sprechi.

Julio Cesar Chavez domina nelle statistiche dei colpi

Secondo il conteggio PunchStat trasmesso da HBO, Chavez mise a segno 450 colpi su 743 tentati, con una percentuale straordinaria del 61%. Rosario collegò 263 pugni su 731. I numeri evidenziarono l’efficacia dell’azione offensiva del messicano e la difficoltà del campione nel contenere la pressione costante.

Edwin Rosario costretto all’abbandono all’undicesima ripresa

Con il passare dei round, il volto di Rosario mostrava i segni della punizione: l’occhio sinistro era quasi completamente chiuso dal gonfiore, il viso presentava tagli e il sangue copriva naso e bocca. Il portoricano continuò a combattere senza andare al tappeto, prolungando una sfida ormai diventata estremamente dura.

All’undicesima ripresa Chavez spinse Rosario verso un angolo e aumentò ancora l’intensità dell’attacco. Dopo una nuova sequenza prolungata di colpi, l’angolo del campione gettò la spugna. L’arbitro Richard Steele decretò la fine a 2 minuti e 38 secondi del round.

I tre giudici avevano già Chavez largamente in vantaggio con i punteggi di 98-92, 99-91 e 100-92. Il successo lo rese campione in due categorie di peso e cancellò le perplessità legate al passaggio ai pesi leggeri. Chavez aveva neutralizzato uno dei picchiatori più temuti della divisione e lo aveva logorato senza aver bisogno di un atterramento.

Protagonisti del match tra Chavez e Rosario

La sfida fu caratterizzata dalla pressione offensiva di Chavez, dalla potenza iniziale di Rosario e dall’intervento decisivo dell’angolo del campione nell’undicesima ripresa.

  • Julio Cesar Chavez
  • Edwin Rosario
  • Richard Steele, arbitro dell’incontro
Image: Julio Cesar Chavez Broke Edwin Rosario Piece By Piece

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