Hearn: “TKO ha pagato per i repost sulla storia di Tyson Fury”
La disputa contrattuale tra Anthony Joshua e Tyson Fury si arricchisce di nuove accuse dopo le dichiarazioni di Eddie Hearn. Il promotore di Matchroom ha sostenuto che TKO avrebbe incoraggiato economicamente alcuni giornalisti a rilanciare la versione di Fury sul negoziato, senza indicare i presunti beneficiari né presentare prove di eventuali pagamenti.
Eddie Hearn accusa TKO sulla vicenda Joshua-Fury
L’accusa è stata formulata da Hearn durante la conferenza stampa successiva alla vittoria di George Liddard su Dario Morello. Il promotore ha reagito dopo aver riferito di essere stato contattato da Lance Pugmire, giornalista di BoxingScene, in merito a un messaggio di posta elettronica ricevuto.
Hearn ha definito il materiale una possibile operazione organizzata e ha dichiarato che il messaggio sarebbe stato inviato da TKO a diversi giornalisti. Secondo quanto riferito dal promotore, alcune persone gli avrebbero detto che la società stava offrendo incentivi finanziari per favorire la ripubblicazione della versione di Tyson Fury sulla controversia contrattuale con Anthony Joshua.
Le dichiarazioni non sono state accompagnate da documenti, testimonianze pubbliche o altri elementi capaci di dimostrare l’esistenza di pagamenti. Hearn non ha inoltre indicato alcun giornalista che avrebbe ricevuto un incentivo economico.
Il contenuto dell’email e dell’addendum contrattuale
Il promotore ha contestato anche il modo in cui sarebbe stato presentato il documento diffuso. Secondo la sua ricostruzione, l’email riguardava una comunicazione tra Matchroom e Sela relativa a questioni ancora irrisolte.
Hearn ha distinto quel messaggio dall’addendum inviato a Sela, che avrebbe contenuto modifiche contrattuali richieste per organizzare l’incontro tra Joshua e Fury negli Stati Uniti. A suo dire, uno degli elementi presenti nell’email resa pubblica non sarebbe stato incluso nell’addendum.
Diffusione selettiva del documento e assenza di prove
Almeno due mezzi d’informazione avrebbero avuto accesso alle informazioni contestate. Hearn ha citato Pugmire, mentre The Sun ha riferito di essere tra diverse organizzazioni giornalistiche alle quali sarebbe stato fornito il materiale. Non è stata resa pubblica una lista completa dei destinatari.
La circolazione presso testate selezionate può indicare che qualcuno volesse rendere pubblici determinati contenuti, ma non dimostra l’esistenza di un pagamento ai giornalisti. La disponibilità di un documento riservato non consente di stabilire chi lo abbia diffuso direttamente né se siano stati offerti compensi per promuoverne la pubblicazione.
Fino alla presentazione di elementi verificabili da parte di Hearn, l’ipotesi di una campagna mediatica finanziata resta basata su dichiarazioni non documentate. La distinzione tra l’email relativa ai rapporti tra Matchroom e Sela e l’addendum con le condizioni per disputare il match negli Stati Uniti costituisce il punto centrale della difesa del promotore.
Le principali personalità e realtà coinvolte
La controversia coinvolge promotori, pugili, giornalisti e organizzazioni legate alla possibile sfida tra Anthony Joshua e Tyson Fury.
- Eddie Hearn, promotore di Matchroom e autore delle accuse.
- Anthony Joshua, pugile al centro della disputa contrattuale.
- Tyson Fury, la cui versione dei fatti sarebbe stata rilanciata secondo Hearn.
- Lance Pugmire, giornalista di BoxingScene che avrebbe contattato Hearn.
- George Liddard, vincitore dell’incontro contro Dario Morello dopo il quale Hearn ha parlato.
- Dario Morello, avversario di Liddard.
- TKO, società indicata da Hearn come responsabile dell’invio del materiale ai giornalisti.
- Matchroom e Sela, parti coinvolte nella comunicazione relativa ai punti contrattuali ancora da risolvere.
