Joan mir ammette gli errori in motogp: correre senza cadere è molto facile
Joan Mir sta vivendo una fase complessa della sua esperienza in MotoGP, segnata da un numero elevato di cadute e dalla necessità di trovare un equilibrio tra velocità, rischio e risultati. I dati raccolti con Honda mostrano una frequenza molto diversa rispetto a quella del compagno di squadra Luca Marini, mentre il pilota maiorchino prepara il passaggio al team Gresini Racing con una Ducati.
Joan Mir e il numero di cadute con Honda
Alla fine del 2023, Marc Marquez lasciò Honda anche perché faticava a spingere la moto senza finire a terra. Nel corso di quella stagione disputò 15 Gran Premi e totalizzò 29 cadute, quasi due per ogni fine settimana di gara.
Nello stesso campionato, Joan Mir iniziò la sua esperienza con il team ufficiale Honda. Nelle medesime 15 gare cadde 24 volte, lo stesso numero di cadute accumulato con Suzuki nei tre anni precedenti complessivamente. Da quel momento, la caduta è rimasta una costante nel percorso del pilota maiorchino.
Nei 69 Gran Premi disputati finora con Honda, Mir ha raggiunto quota 79 cadute, con una media superiore a una per appuntamento. Anche Johann Zarco presenta numeri simili: nelle 48 gare disputate con la RC213V del team LCR è caduto 49 volte. L’ultima scivolata ha avuto conseguenze particolarmente pesanti, che il pilota continua a portare con sé.
Le spiegazioni di Joan Mir sulle scivolate
Durante il Gran Premio d’Aragona, a Mir è stato chiesto di analizzare il numero complessivo delle cadute, con particolare attenzione alle 16 scivolate della stagione in corso. La maggior parte si è verificata in gara e diverse sono arrivate già prima della conclusione del primo giro.
Il pilota ha spiegato che non esiste una causa unica, perché ogni episodio nasce da una situazione differente. A Silverstone, per esempio, la caduta è stata provocata da un contatto nelle fasi iniziali. Secondo Mir, partire dalla prima o dalla seconda fila riduce il rischio, perché il modo di affrontare una gara nelle posizioni di testa è diverso rispetto alla lotta nella parte arretrata del gruppo.
Mir ha riconosciuto anche l’esistenza di cadute legate a un eccesso di rischio e al tentativo di chiedere alla moto più di quanto sia realmente in grado di offrire. Proprio questo aspetto rappresenta l’area che intende controllare maggiormente come pilota.
La ricerca della prestazione e il confronto con Luca Marini
Con 16 cadute, Joan Mir è il pilota che è finito più volte a terra nella stagione considerata, alla pari con Jorge Martin, leader della classifica generale. Mir ha ammesso che molte scivolate derivano dal tentativo di ottenere dalla moto un rendimento superiore alle sue possibilità.
La sua esperienza e la necessità di sfruttare ogni occasione per ottenere un buon risultato alimentano questa spinta. L’assenza di prestazioni costanti può aumentare la determinazione oppure spegnere le motivazioni. Mir ha raccontato di aver attraversato un momento nel quale si chiedeva se valesse la pena continuare, precisando di avere ritrovato ambizione, voglia e fame di risultati.
Il confronto con Luca Marini evidenzia una differenza netta. Dal suo arrivo in Honda nel 2024, Marini ha disputato 51 Gran Premi e totalizzato soltanto 13 cadute. Di queste, appena tre sono avvenute in gara: due nella prima stagione e una nel 2025, durante il Gran Premio del Giappone.
Honda tra velocità, sviluppo e gestione del rischio
Secondo Mir, in un progetto orientato alla competitività viene premiata soprattutto la velocità, insieme alla volontà di spingere al massimo per raggiungere il miglior risultato possibile. Altri programmi possono privilegiare lo sviluppo della moto e la conclusione delle gare, adottando un approccio meno esposto alle cadute.
Il pilota maiorchino sostiene di saper correre anche senza rischiare in modo eccessivo. Quando la velocità è già disponibile, rallentare diventa semplice; quando manca, invece, aumentare il ritmo è molto più complesso. Per questo considera importante non abituarsi a guidare più lentamente e continuare a migliorare senza accontentarsi.
Joan Mir verso il passaggio a Gresini Ducati
La situazione vissuta in Honda è stata mentalmente difficile per un pilota che in passato ha vinto. Dopo aver dimostrato di poter competere nelle posizioni di vertice, Mir continua a chiedersi perché non riesca a tornarci e tende a correre ulteriori rischi per riuscirci.
Il pilota ha definito questi conflitti interiori i propri “demoni” e ha ammesso di avere avuto dubbi sul futuro professionale. La crisi sembra essere stata superata: in vista della prossima stagione, Mir dichiara di avere recuperato ambizione, entusiasmo e desiderio di competere. Il prossimo impegno sarà in sella a una Ducati del Gresini Racing.
Personalità citate nel percorso di Joan Mir
- Joan Mir, pilota Honda e futuro componente del Gresini Racing.
- Marc Marquez, ex pilota Honda fino alla fine del 2023.
- Luca Marini, compagno di squadra di Joan Mir in Honda.
- Johann Zarco, pilota della Honda RC213V del team LCR.
- Jorge Martin, leader della classifica generale nella stagione considerata.
