James j jeffries supera l assalto di bob fitzsimmons nel classico del 1902

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James j jeffries supera l assalto di bob fitzsimmons nel classico del 1902

Il 25 luglio 1902, James J. Jeffries riuscì a difendere il titolo mondiale dei pesi massimi con un finale ad altissima tensione, capace di entrare nella memoria collettiva della boxe. Sul ring, davanti a una folla gremita, il campione riuscì a fermare Bob Fitzsimmons al ottavo round, trasformando una situazione che sembrava compromessa in un knockout di grande impatto. La sfida ebbe un significato enorme: non si trattava soltanto di una rivincita, ma di un vero banco di prova per stabilire chi dominasse ancora la categoria.

James J. Jeffries difende il titolo mondiale dei pesi massimi nel 1902

La serata si svolse presso la nuova Arena del San Francisco Athletic Club a San Francisco, in California. Il match previsto sulla distanza regolamentare dei 20 round si concluse prima del tempo, con Jeffries che mise fine all’incontro nell’ottavo round. Nonostante una grande pressione competitiva e un confronto carico di aspettative, la difesa del titolo riuscì: Jeffries mantenne la cintura mondiale con un colpo decisivo che ribaltò l’andamento della boxe fin lì espresso da Fitzsimmons.

rimonta decisiva contro Bob Fitzsimmons

Jeffries aveva già conquistato il campionato contro Fitzsimmons tre anni prima, con un knockout all’undicesimo round a Coney Island. La rivincita, programmata su 20 riprese, veniva letta come un confronto tra due realtà contrapposte: da un lato un Jeffries più giovane e imponente fisicamente, dall’altro un Fitzsimmons più avanti con l’età, ma ancora capace di colpire con potenza e precisione. Il risultato della serata accentuò la componente drammatica, perché il campione apparve a lungo sotto pressione e in difficoltà.

sfida dei pesi massimi: peso, quote e posta in palio

La vigilia vedeva Jeffries favorito in modo marcato. Entrò nel ring circa con un pronostico di 10-4, soprattutto per un vantaggio fisico schiacciante. Jeffries pesava circa 219 libbre, mentre Fitzsimmons si attestava a 172 libbre, con l’ex campione vicino ai quarant’anni. Nonostante lo scarto, Fitzsimmons restava uno degli avversari più temibili della categoria: “Ruby Robert” era descritto come un pugile capace di infliggere colpi pesanti ed era indicato come la principale sfida al campione.

incassi e numeri dell’arena

La sfida attirò un gate complessivo di 31.880 dollari, con prezzi dei biglietti compresi tra 5 e 20 dollari. Jeffries incassò una paga di 14.346 dollari, mentre Fitzsimmons ottenne 9.564 dollari. Il San Francisco Athletic Club trattenne circa 7.970 dollari al netto delle spese, incluso un pagamento di 500 dollari all’arbitro Eddie Graney. L’arena ottagonale poteva ospitare circa 8.000-10.000 spettatori e per la rivincita valevole per il titolo dei pesi massimi risultò quasi ogni posto occupato.

andamento del combattimento: Fitzsimmons domina per sette round

Per sette round, Fitzsimmons si impose con una boxe incisiva. Grazie a piede superiore e a colpi ben piazzati, riuscì a mettere ripetutamente il campione nelle condizioni di subire più di quanto fosse riuscito a rispondere. Già dal secondo round il naso di Jeffries venne rotto. Le ferite si ampliarono attorno a entrambi gli occhi e il sangue cominciò a scorrere sul volto del campione. Nonostante la mole e la forza fisica, Jeffries non riuscì a cancellare lo svantaggio: Fitzsimmons continuò ad atterrare combinazioni nette e precise.

resistenza di Jeffries e pericolo costante

Jeffries non si spostò dalla sua impostazione tipica: combatté dal crouch (la caratteristica posizione bassa e raccolta), assorbendo colpi mentre attendeva la finestra giusta. Pur apparendo molto gonfio e quasi cecato dal sangue, restava comunque pericoloso per resistenza e potenza. La dinamica del match si trasformò perché, anche quando sembrava in balia dell’avversario, Jeffries mantenne la capacità di colpire con decisione.

ottavo round: knockout improvviso e ribaltamento totale

Il momento decisivo arrivò in modo repentino nell’ottavo round. Dopo un altro scambio, Fitzsimmons abbassò temporaneamente la guardia e rivolse la parola a Jeffries. Le cronache dell’epoca riportarono versioni diverse sul contenuto esatto: una parte riteneva che Fitzsimmons stesse provocando il campione, mentre un’altra interpretazione collegava la frase a un segnale legato alla stanchezza, come se invocasse Jeffries a scagliare il suo colpo migliore.

il colpo che chiude il match

Con un’unica apertura sufficiente, Jeffries trovò la via d’uscita. Scaricò un destro al corpo seguito da un left hook devastante che colpì la mandibola di Fitzsimmons. L’ex campione crollò e venne contato fino all’esito finale: fu dichiarato knockout e Jeffries ottenne la vittoria.

percezione immediata e reazioni alle voci

Nonostante il successo, Jeffries risultò visivamente segnato: il volto presentava gonfiore marcato e tagli importanti, mentre Fitzsimmons mostrava danni più contenuti. Chi osservò i due pugili dopo l’incontro commentò che, vedendoli, si sarebbe potuto indovinare male l’esito. Per un breve periodo circolarono insinuazioni secondo cui l’andamento del knockout potesse essere stato preordinato, ma le accuse si spensero rapidamente.

posizione di Fitzsimmons e risposta di Jeffries

Fitzsimmons respinse qualsiasi ipotesi di scorrettezza dichiarando che Jeffries aveva vinto meritatamente. La frase attribuita a Fitzsimmons indicò che le lodi spettano al migliore, espressione sintetica del concetto: il titolo rimane a chi lo conquista sul ring. Jeffries, con gli occhi gonfi, ricambiò il rispetto chiamando Fitzsimmons “the most dangerous man alive” e successivamente lo definì il più grande combattente nel suo peso.

arbitro e analisti: nessun fallo o tattica discutibile

Anche l’arbitro Eddie Graney respinse i rumor, sottolineando come il confronto fosse stato quasi perfetto, senza falli e senza tattiche dubbie. Un altro giudizio arrivò da George Siler, storico del giornalismo di boxe, che attribuì il risultato alla straordinaria resistenza di Jeffries: un fattore che gli permise di reggere la violenza subita fino al momento della chiusura decisiva.

eredità sportiva: la difesa del titolo e l’evoluzione delle carriere

La vittoria estese il regno di Jeffries come campione dei pesi massimi. Difese il titolo altre due volte prima di ritirarsi nel 1905, senza perdere la cintura in un incontro in cui venisse disputata. L’unica sconfitta della carriera arrivò cinque anni dopo, al rientro dal ritiro: Jeffries tornò per sfidare Jack Johnson.

Bob Fitzsimmons: nuova divisione e record storico

Fitzsimmons non scelse il ritiro e proseguì la carriera scendendo di peso. Divenne così il primo campione mondiale in tre divisioni, conquistando il titolo dei pesi massimi leggeri (light heavyweight). La conclusione del match, quindi, non rappresentò solo un ribaltamento nel breve termine, ma si inserì in un percorso che portò a ulteriori traguardi.

La rimonta di Jeffries si configura come una delle inversioni più drammatiche per un titolo pesi massimi: dopo sette round di sofferenza, bastò un’apertura per preservare la corona e consolidare una delle vittorie più memorabili della sua carriera.

protagonisti del match dei pesi massimi

  • James J. Jeffries
  • Bob Fitzsimmons
  • Eddie Graney (arbitro)
  • George Siler
  • Jack Johnson (citato come avversario della sfida successiva)
Image: James J. Jeffries Survives Bob Fitzsimmons' Assault In Brutal 1902 Classic

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