Inter e arbitri, la Procura FIGC verso l'archiviazione: nessun illecito sportivo contestato

• Pubblicato il • 3 min
Inter e arbitri, la Procura FIGC verso l'archiviazione: nessun illecito sportivo contestato

L’inchiesta sul mondo arbitrale che ha coinvolto l’ex designatore Gianluca Rocchi e l’Inter si avvia verso la conclusione. Gli accertamenti svolti sul piano penale e sportivo non avrebbero individuato elementi capaci di dimostrare pressioni, interferenze o condizionamenti sull’attività dei direttori di gara e dei vertici arbitrali.

Procura Federale FIGC, indagine verso l’archiviazione

La Procura Federale della FIGC avrebbe scelto di seguire la stessa linea già indicata dalla Procura di Milano, che aveva presentato una richiesta di archiviazione il 14 luglio. L’inchiesta sportiva non avrebbe quindi portato alla contestazione di alcun illecito nei confronti dell’Inter o delle persone coinvolte.

Gli approfondimenti coordinati dal procuratore federale Giuseppe Chiné si sarebbero basati sulle intercettazioni acquisite dall’indagine penale e sulle dichiarazioni rese da diversi esponenti della classe arbitrale. L’obiettivo era verificare l’eventuale esistenza di pressioni sui direttori di gara, condizionamenti nei confronti dei designatori o interferenze nelle decisioni degli organi arbitrali.

Dall’esame degli atti non sarebbero emersi riscontri sufficienti a sostenere la presenza di un sistema organizzato per influenzare gli arbitraggi. Le verifiche della giustizia sportiva avrebbero confermato, nella sostanza, le conclusioni raggiunte dalla magistratura milanese.

Inter, nessuna prova di pressioni sugli arbitri

Per quanto riguarda l’Inter, non sarebbero state trovate prove di ingerenze del club nei confronti dei direttori di gara. L’analisi del materiale raccolto avrebbe evidenziato soltanto una valutazione di inopportunità legata ad alcune dichiarazioni dell’ex team manager nerazzurro Andrea Butti.

Le frasi considerate inopportune non sarebbero state accompagnate da elementi idonei a dimostrare un condizionamento concreto dell’attività arbitrale. Inoltre, dagli accertamenti non sarebbero emerse intercettazioni riguardanti contatti tra dirigenti dell’Inter, arbitri o designatori.

Il procedimento sulle “bussate” al VAR resta aperto

La possibile archiviazione del fascicolo sulle presunte pressioni non riguarda un procedimento distinto, ancora aperto, relativo alle cosiddette “bussate” al VAR. Questo secondo filone procede separatamente e comprende un’ipotesi di frode sportiva.

Nel procedimento risultano coinvolti l’ex supervisore arbitrale Andrea Gervasoni, i varisti Luigi Nasca e Marco Di Vuolo, oltre a Gianluca Rocchi. L’indagine sulle comunicazioni al VAR resta quindi autonoma rispetto agli accertamenti sulle presunte interferenze nei confronti degli arbitri.

Le personalità coinvolte nell’inchiesta

Le verifiche hanno riguardato figure legate alla dirigenza dell’Inter, alla designazione arbitrale e alla gestione della tecnologia VAR.

  • Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale
  • Giuseppe Chiné, procuratore federale
  • Andrea Butti, ex team manager dell’Inter
  • Andrea Gervasoni, ex supervisore arbitrale
  • Luigi Nasca, varista
  • Marco Di Vuolo, varista
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