Inter, moratti fiducioso: può battere la roma e conquistare una vittoria importante

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Inter, moratti fiducioso: può battere la roma e conquistare una vittoria importante

Massimo Moratti ha ripercorso gli anni vissuti alla guida dell’Inter, soffermandosi sulla sfida contro la Roma, sull’attuale squadra allenata da Cristian Chivu e sui rapporti con alcuni protagonisti del calcio italiano. Tra ricordi personali, grandi campioni e valutazioni sul presente nerazzurro, l’ex presidente ha rievocato anche le emozioni legate a San Siro e al percorso culminato con il Triplete.

Massimo Moratti e la sfida tra Roma e Inter

Il confronto tra Roma e Inter viene considerato da Moratti una delle rivalità ricorrenti nella parte alta della classifica. Secondo l’ex presidente, le due squadre tornano spesso a contendersi posizioni importanti nello stesso periodo, proprio come accade nelle sfide tra Inter e Juventus o tra Inter e Milan.

Per quanto riguarda la singola gara, l’esito viene giudicato difficile da prevedere. Nell’arco dell’intero campionato, invece, Moratti indica l’Inter come formazione più competitiva e attribuisce a Cristian Chivu capacità, equilibrio e buon senso nella gestione del gruppo.

Cristian Chivu, un ricordo legato al coraggio

Il rapporto con Chivu viene ricordato anche attraverso gli anni in cui il rumeno vestiva la maglia nerazzurra. Moratti ne sottolinea il carattere forte, emerso soprattutto dopo il grave incidente alla testa che mise a rischio la sua vita.

L’ex presidente racconta di averlo visitato in ospedale e ricorda la determinazione mostrata dal difensore, convinto di poter tornare presto in campo e incapace di lasciarsi andare alle lamentele. Per Moratti, Chivu è stato soprattutto un uomo coraggioso.

Massimo Moratti e il rapporto con Gian Piero Gasperini

Il rapporto con Gian Piero Gasperini è stato segnato da una fase complessa durante l’esperienza dell’allenatore sulla panchina dell’Inter. Moratti spiega di aver recentemente incontrato il tecnico: tra i due ci sono stati una stretta di mano e un abbraccio.

Non viene manifestato alcun rancore, mentre l’eventuale risentimento di Gasperini viene ritenuto comprensibile. Quel periodo viene definito sfortunato, anche a causa dell’assenza di vittorie nelle prime partite.

Roma-Inter e la preparazione alla Champions League

La gara dell’Olimpico viene descritta come una sfida potenzialmente piacevole e utile. Essendo ancora all’inizio della stagione, secondo Moratti le squadre possono affrontarsi con una pressione inferiore rispetto alle fasi decisive del campionato.

Il confronto può rappresentare anche un test in vista della Champions League, competizione nella quale gli errori assumono un peso maggiore e non sono ammesse leggerezze.

Il ko dell’Inter contro il Real Madrid

La sconfitta dell’Inter in Champions contro il Real Madrid ha lasciato amarezza. Moratti individua due episodi decisivi, descritti come errori molto simili ad autogol: prima una palla persa da Jones, poi l’errore attribuito a Martinez.

Il risultato viene considerato ancora più negativo perché la partita, secondo la sua valutazione, era stata preparata nel modo corretto.

José Mourinho e i protagonisti delle panchine

José Mourinho viene riconosciuto come un allenatore capace di costruire le partite in base alle caratteristiche dell’avversario. Moratti lo considera ancora fedele al proprio stile e interpreta la mancata esultanza dopo i gol come un gesto di superiorità.

Il tecnico portoghese viene apprezzato anche per il carattere, qualità accostata a quella di Luciano Spalletti. Entrambi, secondo Moratti, continuano a essere protagonisti della competizione.

La Roma di Gasperini e la reazione dell’Inter

Tra i giocatori della Roma, Moratti indica Malen come uno degli elementi più interessanti. Ne apprezza i movimenti, la capacità di vedere la porta e l’intesa con Dybala.

Dell’Inter viene invece evidenziata la forza d’animo. Anche quando la squadra si è trovata sotto di due reti, nessuno avrebbe pensato che la partita fosse ormai persa.

I ricordi più intensi contro la Roma

Uno dei ricordi più particolari risale a quando Moratti aveva quattordici anni e si trovava a Roma con il padre. Prima della partita aveva sognato lo svolgimento della gara, che poi si verificò esattamente come immaginato.

Il momento più emozionante viene però identificato nella finale di Coppa Italia del 2010, descritta come una partita particolarmente dura.

I campioni che Moratti avrebbe voluto all’Inter

Tra gli attaccanti della storia nerazzurra, Diego Milito viene considerato insuperabile. Moratti immagina una coppia argentina formata da Milito e da un altro grande interprete contemporaneo, ritenendola potenzialmente formidabile.

Tra i giocatori che avrebbe voluto avere nella propria Inter cita anche Barella e Dimarco, immaginandoli in competizione per un posto nella squadra del Triplete.

Il grande campione della Roma che Moratti avrebbe provato a portare a Milano è Francesco Totti. L’ex presidente racconta di aver detto a Sensi che il prezzo non sarebbe stato un ostacolo, ricevendo però una risposta negativa. Dalla Roma arrivò invece Batistuta, autore di un solo gol con l’Inter, un’operazione che Moratti rifarebbe comunque.

Il rapporto con Piero Ausilio e Giuseppe Marotta

Moratti ha parlato con Piero Ausilio subito dopo la separazione dall’Inter, nello stesso giorno o in quello successivo. Ausilio si aspettava un contratto più lungo, poiché un solo anno non era sufficiente per le sue esigenze. La separazione viene ricordata come signorile e priva di rivalse.

Riguardo a Giuseppe Marotta, Moratti ne riconosce la professionalità. Il giudizio complessivo sull’operato spetta naturalmente allo stesso dirigente, ma gli interisti possono considerarsi soddisfatti della sua presenza nel club.

Il calcio di ieri, l’Inter e San Siro

Secondo Moratti, il calcio del passato era caratterizzato da rivalità più dirette, dispetti e trattative nelle quali nessuno voleva apparire ingenuo. Alcune persone erano più affidabili di altre, ma le parole dei dirigenti avevano un peso maggiore.

Oggi, a suo giudizio, molti presidenti non sono proprietari delle società e, quando lo sono, possono avere come obiettivo la vendita del club. L’ipotesi di ricomprare l’Inter non viene considerata corretta: la sua vita con i nerazzurri è stata già bellissima.

Il ricordo più forte legato a San Siro è il primo derby vinto da presidente, deciso da un gol di Berti nel finale. Lo stadio viene considerato parte del significato della città e meritevole di riconoscenza. Anche se si tratta di un immobile, Moratti comprende la posizione di chi si oppone all’abbattimento per il valore emotivo che l’impianto conserva.

Le personalità citate da Massimo Moratti

Nel racconto della sua esperienza all’Inter e dei rapporti con il calcio italiano emergono diversi protagonisti, tra ex giocatori, allenatori e dirigenti.

  • Massimo Moratti
  • Cristian Chivu
  • Gian Piero Gasperini
  • José Mourinho
  • Luciano Spalletti
  • Malen
  • Dybala
  • Diego Milito
  • Barella
  • Dimarco
  • Francesco Totti
  • Sensi
  • Batistuta
  • Piero Ausilio
  • Giuseppe Marotta
  • Berti
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