Infortuni nel tennis, il calendario sempre più duro mette a rischio alcaraz, sinner e molti giocatori
Il tennis professionistico affronta una fase sempre più delicata sul piano della salute degli atleti. L’aumento della durata degli incontri, l’intensità degli scambi e la riduzione dei tempi di recupero stanno riportando al centro dell’attenzione il rapporto tra calendario, carico di lavoro e infortuni. I problemi fisici accusati da Carlos Alcaraz e Jannik Sinner rendono ancora più evidente la fragilità dell’equilibrio sul quale si basa il circuito internazionale.
Infortuni nel tennis professionistico: i dati della PTPA
La Professional Tennis Players Association ha analizzato oltre 30.000 partite professionistiche, rilevando un aumento significativo dei problemi fisici nella prima parte della stagione 2026. Gli infortuni alla parte superiore del corpo sono cresciuti del 42% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più marcato è il dato relativo agli arti superiori, per i quali viene indicato un incremento del 112% rispetto alla media registrata nel 2025.
Queste cifre non dimostrano che il calendario sia la causa diretta degli infortuni, ma rappresentano un segnale da esaminare con attenzione. Il precedente rapporto sulla salute dei giocatori aveva già descritto un tennis diventato più impegnativo dal punto di vista fisico.
Durata delle partite e aumento del carico fisico
Tra il 1999 e il 2024, la durata media di un incontro è aumentata del 21,3%, passando da circa 98 a 120 minuti. Dal 2015, inoltre, la distanza percorsa dai giocatori durante una partita è cresciuta di oltre il 50%. Il tennis moderno richiede quindi più velocità, maggiore potenza e un numero superiore di spostamenti.
Un altro elemento riguarda il rapporto tra attività agonistica e problemi fisici. I giocatori che hanno riportato un infortunio avevano disputato mediamente 461 minuti di tennis nel mese precedente, contro i 343 minuti registrati dagli atleti senza infortuni. La differenza è pari a circa il 34%.
Partite serali e tempi di recupero nel circuito
La PTPA ha segnalato anche la crescita degli incontri serali nei tornei del Grande Slam. Le partite iniziate dopo le 19 sono passate dal 6,6% nel 2018 al 19,8% nel 2024. Gli incontri notturni risultano inoltre associati agli infortuni nel 5,2% dei casi, rispetto al 4,6% delle partite disputate durante il giorno.
La questione non riguarda soltanto il numero complessivo di partite, ma anche il tempo disponibile per recuperare tra un incontro e l’altro, tra un torneo e il successivo e nel passaggio da una superficie di gioco all’altra. Un calendario fitto può ridurre gli spazi destinati alla rigenerazione fisica.
Carlos Alcaraz e Jannik Sinner alle prese con gli infortuni
Carlos Alcaraz è fermo dalla primavera a causa di un problema al polso destro. L’infortunio lo ha costretto a saltare appuntamenti importanti della stagione e anche il Cincinnati Open, torneo nel quale avrebbe dovuto difendere il titolo.
Jannik Sinner ha invece rinunciato al Canadian Open e successivamente al Cincinnati Open per un problema al ginocchio destro. L’obiettivo del giocatore italiano è recuperare in tempo per lo US Open, arrivando all’appuntamento condizionato da una preparazione fisica diversa da quella programmata.
Non esiste una prova che colleghi direttamente gli infortuni di Alcaraz e Sinner al calendario del circuito. Non è quindi corretto attribuire automaticamente i loro problemi fisici al numero di partite disputate. Il contesto resta significativo, perché due dei principali protagonisti del tennis mondiale si avvicinano allo US Open con una preparazione condizionata dagli infortuni, mentre i dati della PTPA mostrano un aumento del carico fisico e dei disturbi muscoloscheletrici.
Protagonisti coinvolti nella situazione fisica del tennis
- Carlos Alcaraz, fermo per un problema al polso destro e costretto a rinunciare al Cincinnati Open.
- Jannik Sinner, alle prese con un problema al ginocchio destro e orientato al recupero in vista dello US Open.
La sostenibilità del tennis moderno
Il circuito internazionale chiede prestazioni sempre più elevate, mentre gli atleti dispongono di meno tempo per recuperare. L’aumento della potenza, della velocità e della durata degli incontri si combina con una programmazione che lascia spazi limitati alla rigenerazione.
I dati raccolti dalla PTPA non dimostrano un rapporto causale diretto tra calendario e infortuni, ma indicano una condizione che merita verifiche e ulteriori studi indipendenti. La salute dei giocatori rappresenta una componente essenziale per la continuità del tennis professionistico e non può essere considerata secondaria nella gestione del circuito.
