Il mio percorso in MotoGP: adattamento e lezioni apprese Márquez
In vista della stagione MotoGP 2026, Diogo Moreira valuta l’andamento del proprio inserimento in classe regina durante i test di Sepang, offrendo una lettura concreta delle sensazioni maturate sul circuito malese. L’esordio in MotoGP è stato accompagnato da tre giorni di Shakedown da esordiente e da tre sessioni di test collettivi, durante i quali sono emerse nuove percezioni sull’assetto e sulle potenzialità della moto.
moreira sepang test moto gp 2026
moreira e i progressi nelle prove a sepang
Durante l’approccio in Malesia, Moreira ha affrontato una caduta nel corso del primo periodo di test, chiudendo la penultima giornata con un tempo di 1'58"476. Il riferimento temporale è molto indicativo del lavoro fatto, con il rookie che ha chiuso al 19° posto, tallonato da Toprak Razgatlioglu, al momento del confronto tra i rookie 2026, che ha segnato 1'58"326. Davanti a lui si sono posizionate solo due persone in veste di collaudatori: Lorenzo Savadori e Augusto Fernandez, quest’ultimo al rientro in pista con la Yamaha dopo problemi al motore V4. La chiave della giornata, però, non è stata la cronaca dei tempi, quanto la progressione delle sensazioni: Moreira ha notato un beneficio progressivo del feeling e una configurazione di base promettente, sottolineando che il percorso di apprendimento procede sulla giusta strada.
«I progressi sono stati molto buoni. Giorno dopo giorno il feeling è migliorato, e anche l’ultimo pomeriggio è sembrato ulteriormente positivo. La base di settaggio è buona, abbiamo completato molti giri e abbiamo capito meglio la moto. Siamo sulla giusta direzione», ha riferito agli interlocutori presenti, evidenziando una certa fiducia nel processo di sviluppo per l’anno intero e l’importanza di mantenere il focus sul miglioramento costante senza fretta.
dialoghi con i piloti e i tecnici hrc
All’interno della squadra HRC è emersa l’impressione che la comunicazione tra piloti sia sotto stretta gestione del programma: Moreira ha spiegato che è normale non riuscire a confrontarsi molto, sia per i propri impegni sia per quelli degli altri. Nonostante ciò, ha indicato riferimenti di talento sul passo e sulla velocità: Joan Mir e Luca Marini hanno mostrato rapidità, così come Aleix Espargaró nello Shakedown si è distinto per tempi rapidi. Il pilota brasiliano ha aggiunto che la moto è valida e che occorre procedere secondo un metodo autonomo, concentrandosi sul lavoro di squadra.
simulazioni, ritmi e prospettive per la thailandia
In merito alle simulazioni, Moreira ha spiegato che non è stata effettuata una simulazione di gara completa; la stanchezza ha influito sulla decisione, perché correre solo per riempire i giri non avrebbe avuto senso. È stata comunque portata a termine una simulazione di Sprint nell’ultimo giorno dello Shakedown, con l’obiettivo di verificare risposte e gestione nella breve durata. Gli sviluppi proseguiranno in Thailandia, dove sarà possibile valutare ulteriori muretti di assetto e dinamiche di guida.
riflessi tecnici e sensazioni sul setup
Moreira ha descritto la sensazione di una moto nuova, con una certa tensione iniziale nel trovare il flow desiderato. Le MotoGP richiedono una gestione precisa della potenza: occorre sollevare la moto anticipatamente e guidarla lungo l’acceleratore. Le traiettorie lunghe hanno rappresentato la sfida maggiore, mentre in frenata si è mostrato più adeguato. L’approccio resta centrato sull’apprendimento, con la convinzione di poter migliorare ulteriormente nella gestione della potenza e nella definizione della linea di percorrenza nel corso della stagione.
Nomi menzionati nel resoconto:
- Diogo Moreira
- Toprak Razgatlioglu
- Marc Marquez
- Joan Mir
- Luca Marini
- Aleix Espargaró
- Augusto Fernandez
- Lorenzo Savadori
