I pesi massimi più insoliti della boxe: campioni e storie
La storia della boxe non è segnata soltanto dai campioni capaci di conquistare titoli mondiali. Alcuni pugili sono rimasti impressi nella memoria per caratteristiche fisiche fuori dal comune, percorsi inattesi o imprese realizzate in condizioni estremamente difficili. Tra giganti di altezza eccezionale, atleti provenienti dal football americano, specialisti dei knockout e protagonisti di sorprendenti rimonte personali, queste carriere hanno lasciato un’impronta singolare nella storia del pugilato.
John Rankin, il gigante più alto della boxe professionistica
Il peso massimo di New Orleans John “Big” Rankin viene indicato come il pugile professionista più alto mai registrato, con un’altezza riferita di 7 piedi e 4 pollici. La sua carriera sul ring fu estremamente breve: disputò un solo incontro professionistico, affrontando Willie Lee il 13 novembre 1967.
Rankin vinse il match ai punti, poi scomparve dal panorama della boxe professionistica. Nonostante l’unica presenza ufficiale, le sue dimensioni eccezionali furono sufficienti per garantirgli un posto permanente tra le figure più curiose della storia dei pesi massimi.
Ed “Too Tall” Jones tra football americano e pugilato
La notorietà di Ed “Too Tall” Jones era già legata alla sua esperienza come defensive end dei Dallas Cowboys. Alla fine degli anni Settanta, il giocatore di football americano decise di cimentarsi nella boxe, chiudendo la parentesi professionistica con un record di 6 vittorie e nessuna sconfitta.
Il debutto fu complicato: Jones finì al tappeto, ma riuscì a ottenere una contestata decisione maggioritaria contro Abraham Meneses, accompagnata da numerosi fischi del pubblico. La qualità degli avversari affrontati venne messa in discussione, anche perché soltanto uno dei suoi sei rivali vantava un record positivo.
Nel suo ultimo incontro, Jones mise a segno un knockout al primo round contro Ricky Gonzalez. Dopo quella vittoria, abbandonò la boxe e fece ritorno ai Dallas Cowboys.
Butterbean, il peso massimo dei knockout spettacolari
Eric “Butterbean” Esch fu una delle principali attrazioni della boxe negli anni Novanta grazie alla sua corporatura imponente e alla notevole potenza dei suoi colpi. Soprannominato “The King of the Four Rounders”, concluse la carriera con un bilancio di 77 vittorie, 10 sconfitte e 4 pareggi, comprese 58 vittorie per knockout.
Il confronto più ricordato arrivò nel 2002 contro l’ex campione dei pesi massimi Larry Holmes. Fu l’unica volta in cui Butterbean combatté sulla distanza di dieci riprese. Esch riuscì a mandare al tappeto Holmes nell’ultimo round, ma perse ai punti con decisione unanime nel match d’addio del 53enne ex campione.
Craig Bodzianowski, la sfida al titolo con una protesi
Il pugile di Chicago Craig Bodzianowski iniziò la carriera con 17 vittorie consecutive. Un incidente motociclistico portò all’amputazione della gamba destra sotto il ginocchio, ma l’evento non lo convinse a lasciare il pugilato.
Bodzianowski tornò a combattere utilizzando una protesi e arrivò a disputare un incontro per il titolo mondiale WBA dei pesi cruiser contro Robert Daniels. Perse ai punti dopo aver riportato gravi danni al volto, ma la sola qualificazione a una sfida iridata in quelle circostanze rappresentò una delle rimonte più sorprendenti della boxe.
I protagonisti più insoliti dei pesi massimi
Nessuno di questi pugili è ricordato per aver costruito un lungo regno da campione dei pesi massimi. Il loro posto nella storia deriva da percorsi molto diversi tra loro, segnati da altezza straordinaria, notorietà sportiva, potenza fisica e capacità di superare ostacoli estremi.
- John “Big” Rankin, il gigante di 7 piedi e 4 pollici autore di un solo incontro professionistico.
- Ed “Too Tall” Jones, ex stella dei Dallas Cowboys con un record pugilistico di 6-0.
- Eric “Butterbean” Esch, celebre per i 58 knockout e per il confronto con Larry Holmes.
- Craig Bodzianowski, protagonista di una sfida mondiale dopo il ritorno sul ring con una protesi.
