Hamilton critica i GP più corti in F1: "Non ha molto senso
Lewis Hamilton è arrivato a Baku con l’obiettivo di trasformare il potenziale della Ferrari in risultati più concreti. Dopo il fine settimana di Madrid, il pilota britannico ha lavorato con gli ingegneri per esaminare il rendimento della squadra, individuare gli errori commessi e migliorare l’esecuzione di ogni fase del weekend.
Lewis Hamilton e il potenziale ancora da sfruttare in Ferrari
Il confronto con il gruppo tecnico ha riguardato gli aspetti positivi emersi nelle ultime gare e le situazioni nelle quali la Ferrari potrebbe avere perso prestazione. Hamilton ha sottolineato l’importanza di analizzare ogni dettaglio per correggere le imperfezioni e presentarsi in pista con una gestione più efficace delle sessioni.
Tra le aree con maggiore margine di crescita rientra la gestione degli pneumatici. Secondo Hamilton, il comportamento delle gomme può incidere in modo decisivo sul rendimento complessivo della monoposto. Riuscire a portarle nella corretta finestra di funzionamento permette infatti di ottenere una quantità significativa di prestazione, rendendo questo aspetto una vera e propria disciplina tecnica.
Ferrari a Baku, fiducia decisiva nelle curve più impegnative
Il circuito cittadino di Baku richiede precisione e sicurezza soprattutto nelle frenate, dove un errore può avere conseguenze rilevanti. Hamilton ha evidenziato l’importanza di costruire rapidamente fiducia nel comportamento della vettura, in particolare nelle curve 3, 4, 7, 8 e 15.
Il quadro tecnico della Ferrari viene considerato più positivo rispetto al passato. Hamilton ha rilevato una crescita nello sviluppo della monoposto e ha indicato un buon ritmo sia per sé sia per Charles Leclerc nelle gare più recenti. La priorità sarà completare un weekend senza errori, trovare immediatamente il passo corretto e svolgere ogni attività nel modo più efficace possibile.
Lewis Hamilton e la situazione della power unit
Al momento Hamilton non prevede di dover scontare una penalità per l’impiego di una nuova power unit. Il ritiro di Madrid ha infatti limitato il chilometraggio dell’unità utilizzata in quel fine settimana, consentendo di conservarne una parte della durata prevista.
Resta comunque da valutare il rendimento della componente. Una power unit nuova può offrire un livello di prestazione differente rispetto a un’unità già impiegata in diversi Gran Premi, anche se la situazione regolamentare non dovrebbe comportare penalizzazioni per il pilota Ferrari.
Formula 1, Hamilton contrario alle gare più corte
Le posizioni più nette di Hamilton riguardano il futuro della Formula 1. Il sette volte campione del mondo non condivide la decisione di ridurre, dal prossimo anno, la distanza dei Gran Premi da 305 a 290 chilometri. La sua preferenza va nella direzione opposta: gare più lunghe e maggiore difficoltà fisica per i piloti.
Hamilton ritiene che le gare moderne siano spesso meno impegnative dal punto di vista fisico rispetto al passato. A Baku, la disponibilità delle mescole C3, C4 e C5 può permettere di coprire l’intera distanza con strategie poco complesse, mentre in diversi appuntamenti una sola sosta ai box non rappresenta una sfida particolarmente gravosa.
Singapore e Malesia come riferimento per la difficoltà fisica
Per Hamilton, la Formula 1 dovrebbe continuare a essere il massimo riferimento anche sul piano dello sforzo mentale e atletico. Singapore viene indicata come una delle gare più dure, mentre il ritorno della Malesia viene associato a condizioni capaci di portare i piloti al limite delle proprie prestazioni.
Il Gran Premio di Sepang è apprezzato sia per il legame con Kuala Lumpur sia per le caratteristiche del tracciato, considerato in grado di favorire gare più interessanti. La scelta dei circuiti dovrebbe tenere conto anche della possibilità di offrire spettacolo e opportunità di sorpasso, evitando appuntamenti privi di movimento in pista.
Hamilton rimpiange i circuiti più severi del passato
Il pilota britannico ha ricordato alcune caratteristiche della Formula 1 precedente, tra cui monoposto con livelli di carico aerodinamico molto elevati e circuiti dotati di minori vie di fuga. Il 2020 viene considerato una delle stagioni più impegnative fisicamente della sua carriera.
Hamilton ha espresso anche la propria preferenza per tracciati con più erba e ghiaia e meno spazio asfaltato oltre i limiti della pista. La presenza di vie di fuga più ampie riduce infatti le conseguenze degli errori e modifica il livello di rischio percepito dai piloti.
Sprint a Monaco, Hamilton non considera risolta la questione
L’introduzione della Sprint a Monaco, prevista nel calendario 2027, non convince Hamilton come soluzione ai problemi legati alla gara del Principato. Il formato avrà il vantaggio di aggiungere una sessione di qualifica, elemento considerato positivo, ma non dovrebbe cambiare in modo sostanziale le difficoltà legate ai sorpassi.
Hamilton continua a considerare Monaco un circuito straordinario da guidare e un luogo di grande valore per la Formula 1. La gara, però, viene giudicata spesso estremamente noiosa. Per questo motivo il pilota ritiene che il tracciato avrebbe bisogno di un formato specifico, diverso da quello applicato agli altri appuntamenti del calendario, poiché la Sprint non rappresenterebbe la risposta definitiva.
Lewis Hamilton, le posizioni espresse sul futuro della Formula 1
- Lewis Hamilton, pilota Ferrari e sette volte campione del mondo.
- Charles Leclerc, compagno di squadra Ferrari citato per il buon ritmo mostrato nelle gare recenti.
