Gp del bahrain in malesia: quando la f1 ha corso sotto il nome di un altro paese
Il ritorno della Formula 1 in Malesia, previsto come Gran Premio del Bahrain, ha acceso un intreccio curioso di entusiasmo e disorientamento. Un abbinamento che, sulla carta, suona innaturale: Sepang è infatti uno dei luoghi più riconoscibili dell’intera storia recente della F1 in Asia, mentre il Bahrain continua a far valere diritti legati a una denominazione che non può essere ospitata fisicamente entro i propri confini. Dietro questa scelta, si intrecciano aspetti contrattuali e dinamiche internazionali che trasformano un semplice calendario in un vero caso di “identità” dei Gran Premi.
Formula 1 Malesia e Gran Premio del Bahrain: perché l’accoppiata sorprende
L’annuncio secondo cui il ritorno della F1 in Malesia avrebbe portato il marchio del Gran Premio del Bahrain ha generato reazioni contrastanti. Sepang, in particolare, ha un valore storico e tecnico: si tratta del primo della generazione di moderni circuiti F1 in Asia progettati da Hermann Tilke, circostanza che ha consolidato la Malesia come presenza rilevante nel calendario.
Anche dopo la rescissione del contratto con la FOM nel 2017, il circuito è rimasto nel cuore dei tifosi, con richieste di un ritorno nell’ambito di un dibattito più ampio sul numero crescente di circuiti cittadini presenti in calendario.
Sepang si trova inoltre nelle vicinanze dell’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur, principale scalo internazionale del Paese. Per questo, associare una gara a una sede tanto identificabile come marchio “Bahrain” appare una scelta insolita.
Il nodo centrale nasce però da un contesto geopolitico in evoluzione: il conflitto tra Stati Uniti/Israele e Iran ha prodotto una situazione particolare, con il Bahrain che mantiene i diritti di denominazione di una gara che non può essere ospitata nei propri confini.
Gran Premio con nomi diversi: precedenti nella storia della Formula 1
Il caso Malesia/Bahrain non rappresenta un unicum assoluto. In più occasioni, la F1 ha organizzato gare sotto il nome di un Paese differente rispetto al luogo di svolgimento. Questa pratica dimostra come denominazione, diritti e sedi possano seguire logiche autonome, dando vita a eventi dall’identità “spostata”.
Gran Premio di San Marino: il nome resta, la sede cambia
Uno degli esempi più noti riguarda il Gran Premio di San Marino. La gara, disputata per la prima volta nel 1981, prese il nome della piccola nazione senza sbocco sul mare, pur svolgendosi in Italia.
Nel 1980, inoltre, Imola aveva ospitato il Gran Premio d’Italia mentre Monza era in fase di ristrutturazione e quindi non disponibile. Quando, l’anno successivo, il tracciato rinnovato di Monza fu pronto ad accogliere di nuovo le gare, la F1 dovette assegnare all’evento di Imola un nome differente per separare le due manifestazioni in Italia.
Nel 2020, durante la fase pandemica, l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari tornò nel calendario e anche in quell’occasione la gara ricevette una denominazione diversa, legata alla regione italiana in cui si trova. Di conseguenza, nel tempo Imola ha ospitato gare con tre identità: Gran Premio d’Italia, Gran Premio di San Marino e Gran Premio dell’Emilia Romagna.
Gran Premio del Lussemburgo: nome nazionale e pista lontana dal confine
Il Lussemburgo dispone di un solo circuito permanente, nato non secondo gli standard F1. Il tracciato viene usato dal proprietario Goodyear soprattutto per la formazione dei piloti, con una gara TCR nel 2016 come suo evento motoristico più rilevante.
Eppure, negli anni ’90, il calendario F1 vide comparire per due volte il nome GP del Lussemburgo. In entrambe le circostanze, però, la gara si svolse al Nürburgring in Germania, a circa 80 km dal confine con il Lussemburgo.
Questo periodo corrispose a un momento di forte crescita della F1 in Germania, alimentato dal successo di Michael Schumacher. Dal 1995 la Germania cominciò a ospitare due round del campionato mondiale: Hockenheim mantenne l’etichetta GP di Germania, mentre al Nürburgring fu assegnata la denominazione di GP d’Europa.
Quando, nel 1997, i diritti di denominazione del GP d’Europa passarono a Jerez, la gara al Nürburgring finì per essere marchiata come GP del Lussemburgo per due anni. Dal 1999, gli organizzatori del Nürburgring poterono riutilizzare GP d’Europa, facendo scomparire il riferimento al Lussemburgo dal calendario F1.
Gran Premio di Svizzera: eventi con sede estera e divieti interni
La Svizzera ha un legame storico con la Formula 1: ospitò gare sul circuito di Bremgarten tra il 1950 e il 1954. Anche prima del campionato, nel periodo precedente al mondiale, importanti eventi motoristici si svolsero in Svizzera, con Auto Union (oggi Audi) e Mercedes-Benz protagoniste nelle prime edizioni del Gran Premio di Svizzera negli anni ’40.
La rottura arrivò dopo il disastro di Le Mans del 1955 in Francia: la Svizzera vietò le corse su circuito per motivi di sicurezza. Col tempo, Bremgarten a Berna venne riconquistato dalla natura e le corse automobilistiche non tornarono finché, nel 2018, la Formula E fece visita a Zurigo.
Tra il 1955 e il 2018, però, il nome GP di Svizzera continuò a comparire in calendario per due gare, senza che si disputassero sul territorio elvetico. Una gara non valida per il campionato si tenne a Digione, in Francia, nel 1975, con titolo GP di Svizzera. Nel 1982 l’evento tornò con pieno valore di gara.
Fu a Digione che Keke Rosberg ottenne l’unica vittoria della propria campagna vincente per il titolo con Williams.
All’inizio dell’anno, la Svizzera ha revocato del tutto il divieto sugli sport motoristici, dopo aver già previsto un’eccezione per le corse elettriche. Questa misura ha reso possibile la presenza di Formula E a Zurigo e Berna.
Gran Premio d’Europa 2016: denominazione “europea” per una gara a Baku
Il Gran Premio d’Europa 2016 costituisce un altro caso anomalo, anche se tecnicamente non si trattò di una gara associata a un Paese diverso in termini di bandiera. Quando la Formula 1 debuttò per le strade di Baku nel 2016, l’evento fu marchiato come Gran Premio d’Europa invece di Gran Premio dell’Azerbaigian.
L’osservazione risultò particolarmente strana perché l’Azerbaigian è spesso descritto come transcontinentale tra Europa e Asia, mentre la capitale Baku si trova a est del Grande Caucaso ed è generalmente considerata in Asia.
La decisione apparve più insolita anche rispetto alle precedenti edizioni del Gran Premio d’Europa, svoltesi su circuiti come Donington Park, Jerez, Nürburgring e Valencia.
Dal 2017, la gara di Baku ha poi adottato stabilmente la denominazione GP dell’Azerbaigian, che continua a essere utilizzata.
personalità e protagonisti citati
- Hermann Tilke
- Michael Schumacher
- Keke Rosberg
