Giardini: "Seixas e Finn lotteranno. Conoscendo Pogacar, credo che...
Il Giro di Lombardia ha confermato l’ascesa di Paul Seixas, capace di imporsi a soli vent’anni in una Classica Monumento al termine di una prova estremamente selettiva. Alle sue spalle si sono distinti gli italiani, con Giulio Ciccone terzo, mentre l’analisi di Gian Luca Giardini ha messo in evidenza il valore del successo francese, le difficoltà affrontate dai principali rivali e i segnali incoraggianti arrivati dal movimento azzurro.
Paul Seixas entra nella storia del Giro di Lombardia
La vittoria di Seixas rappresenta la consacrazione di un talento già emerso nelle precedenti esperienze tra i professionisti. Il francese era entrato nel World Tour a 19 anni, disputando praticamente tutta la stagione precedente da diciottenne. Al primo anno aveva conquistato il terzo posto al Campionato Europeo, mentre nel 2026 aveva aggiunto al proprio palmarès il successo alla Freccia Vallone e il quarto posto al Tour de France.
Il trionfo in una Classica Monumento lo colloca in una dimensione ancora più prestigiosa. Vincere una gara di questo livello a vent’anni significa entrare nella storia del ciclismo e cancellare anche gli ultimi dubbi sulla sua capacità di competere con i migliori. Seixas è indicato come un possibile grande avversario di Tadej Pogacar negli ultimi anni della carriera dello sloveno.
Al Mondiale il francese non aveva sfruttato al meglio le potenzialità della squadra, probabilmente anche per una gestione non ideale da parte del commissario tecnico Thomas Voeckler. In Lombardia ha potuto contare sui compagni e impostare la corsa secondo le proprie esigenze, dimostrando di poter affrontare 240 chilometri e quasi 5.000 metri di dislivello. Restano da valutare le sue prestazioni su distanze ancora superiori.
Giro di Lombardia, la selezione mette in difficoltà gli avversari
Il percorso ha favorito gli scalatori e ha ridotto progressivamente il gruppo dei contendenti. Remco Evenepoel ha sofferto soprattutto sul Civiglio, una salita di circa quattro chilometri con pendenza media del 10%, caratterizzata da uno sforzo superiore ai quindici minuti. Il belga ha accusato difficoltà anche sul San Fermo, riuscendo poi a rientrare grazie alla minore lunghezza e alla pendenza più contenuta della salita.
Evenepoel ha comunque conquistato con autorità la volata per il quarto posto. Tom Pidcock ha dato tutto, rimanendo agganciato a Seixas e Ciccone fino a quando le gambe non gli hanno più permesso di seguire il ritmo dei due corridori. Isaac Del Toro, invece, non sembrava nella condizione migliore e ha evidenziato ancora una volta una caratteristica già emersa: oltre i 200 chilometri il suo rendimento cala rispetto alle prove più brevi. La giovane età lascia spazio a ulteriori miglioramenti.
Il percorso selettivo premia gli scalatori
La gara ha confermato la natura particolarmente esigente di questa versione del Lombardia. Rispetto al Mondiale, caratterizzato da salite di tre o quattro minuti, il percorso lombardo richiedeva maggiore resistenza sulle lunghe ascese. La presenza di corridori come Mads Pedersen e Michael Matthews tra i protagonisti delle volate iridate dimostrava la diversa natura del tracciato mondiale, meno adatto alle caratteristiche di Seixas.
Nel Lombardia, invece, atleti con quelle caratteristiche avrebbero incontrato enormi difficoltà già nella parte centrale della corsa. Seixas ha inoltre scalato il San Fermo in solitaria con un tempo inferiore di dieci secondi rispetto a Enric Mas, confermando di essere stato il più forte anche sull’ultima salita.
Giulio Ciccone, terzo dopo una prestazione di alto livello
Secondo l’analisi di Gian Luca Giardini, Ciccone è stato il migliore in salita tra i corridori italiani e il più competitivo alle spalle di Seixas. L’abruzzese è rimasto l’ultimo a cedere sul Civiglio, affrontato dopo oltre 220 chilometri, e ha interpretato la corsa nel modo corretto. Ha corso all’attacco delle proprie possibilità, pagando probabilmente il grande sforzo nel confronto con Mas per il secondo posto.
Il terzo posto non ridimensiona la sua prestazione. Arrivare sul podio dopo aver tentato di seguire il vincitore viene considerato più significativo rispetto a una seconda posizione ottenuta con il rimpianto di non aver osato. La stagione di Ciccone è stata caratterizzata da una presenza costante ai massimi livelli. Un rendimento regolare e continuo viene valutato positivamente anche sul piano economico, poiché i corridori sempre competitivi sono particolarmente apprezzati.
Per completare il bilancio sarebbe potuta arrivare una vittoria in una Classica di livello intermedio o in una Semiclassica, mentre un successo in una Monumento sarebbe stato un risultato ancora più prestigioso. Il rendimento complessivo resta comunque ottimo e non lascia spazio a rimproveri, considerando che in gare di questo livello la differenza tra vincere e perdere può ridursi a pochi millimetri.
Paul Seixas domina con una progressione inarrestabile
Seixas non ha attaccato con uno scatto breve negli ultimi metri. Ha imposto una progressione lunga e costante a circa un chilometro e mezzo dalla vetta, iniziando a metà della salita e aumentando gradualmente il ritmo fino a staccare tutti i rivali. I corridori più combattivi, tra cui Pidcock e Ciccone, hanno provato a seguirlo, ma sono stati costretti a cedere.
La sua prestazione ha colpito anche per la lucidità mostrata al traguardo. Il francese non è apparso esausto e ha rilasciato dichiarazioni ordinate e precise, mostrando una maturità superiore a quella normalmente associata alla sua età. La capacità di leggere la corsa, utilizzare la squadra e gestire lo sforzo ha completato un successo costruito con grande autorevolezza.
Italiani protagonisti al Giro di Lombardia
La prova degli italiani ha offerto diversi segnali positivi. Sono stati presenti nelle fasi decisive, con due corridori nei primi dieci e quattro nei primi diciannove. Piganzoli è risultato il migliore della Visma Lease a Bike in una gara di questo tipo, confermando di essere il più forte della squadra sulle lunghe difficoltà altimetriche.
Pellizzari, pur non essendo nella condizione migliore e avendo svolto soprattutto un lavoro di supporto per i compagni, ha fatto registrare un dato significativo sul Colle di San Fermo. Nella prima scalata ha impiegato alcuni secondi meno rispetto al tempo ottenuto da Seixas nella seconda ascesa. Il riferimento precedente apparteneva a un professionista durante un allenamento, mentre i corridori lo hanno superato in gara dopo più di 200 chilometri.
Roglic si è concentrato sul lavoro per Evenepoel e non ha potuto esprimere il proprio rendimento abituale. Nel complesso, la prestazione degli italiani ha confermato una crescita del movimento, sostenuta anche dall’età dei corridori emergenti. Il ciclismo nazionale non ha ancora completato il proprio percorso di rilancio, ma dispone di elementi capaci di competere ai massimi livelli.
Finn e la possibile sfida con Seixas
Finn presenta caratteristiche simili a quelle di Seixas, anche se appare meno esplosivo. Possiede una progressione molto efficace in salita, buone qualità a cronometro e la capacità di guadagnare rapidamente terreno, rendendo difficile il recupero degli avversari. Ha inoltre dimostrato doti di fondo fino a circa 180 chilometri, mentre resta da verificare il rendimento sulle distanze superiori ai 250 chilometri.
Il corridore ha ancora margini di crescita più ampi rispetto a Seixas. Il francese ha già disputato due stagioni praticamente complete nel World Tour, affrontando un livello di gara in costante aumento. Finn, invece, ha corso nella formazione Development della Red Bull e ha avuto soltanto alcune occasioni tra i professionisti in gare di secondo piano, vincendo anche il Sibiu Tour a luglio.
Per arrivare al Lombardia e giocarsi il successo contro Seixas dovrà compiere ulteriori progressi. Le prospettive per i prossimi anni restano positive e il confronto tra i due giovani corridori potrebbe diventare uno dei duelli più interessanti del ciclismo internazionale.
Protagonisti del Giro di Lombardia
- Paul Seixas, vincitore del Giro di Lombardia;
- Giulio Ciccone, terzo classificato;
- Enric Mas, secondo classificato;
- Remco Evenepoel, quarto e vincitore della volata per il quarto posto;
- Tom Pidcock, tra i corridori più attivi sulle salite decisive;
- Isaac Del Toro, condizionato dal rendimento sulle lunghe distanze;
- Gian Luca Giardini, analista della corsa;
- Enrico Spada, conduttore di Bike Today;
- Thomas Voeckler, commissario tecnico della Francia;
- Piganzoli, miglior corridore della Visma Lease a Bike nella prova;
- Pellizzari, protagonista di un dato significativo sul San Fermo;
- Primoz Roglic, impegnato nel lavoro per Evenepoel;
- Finn, giovane possibile futuro rivale di Seixas.
