George foreman annienta josé roman in appena due minuti a tokyo
La difesa del titolo di George Foreman contro Roman durò appena due minuti e mise in evidenza una distanza enorme tra il campione e lo sfidante. Le differenze fisiche, l’esperienza recente del detentore della cintura e le modalità con cui l’incontro venne organizzato contribuirono a rendere il confronto particolarmente squilibrato.
George Foreman e il netto divario con Roman
Il pugile portoricano Roman era alto circa 1,78 metri e pesava tra i 89 e gli 89,4 chilogrammi. Foreman, invece, misurava circa 1,93 metri e raggiungeva i 99,3 chilogrammi. La differenza di struttura fisica risultava evidente già prima del combattimento.
Quando il match venne concordato, Roman non figurava nelle classifiche principali. In seguito fu inserito al numero nove della WBA e del WBC, una posizione sufficiente a fornire alla sfida il riconoscimento formale necessario. Questo piazzamento non lo trasformava però in un autentico candidato al titolo.
Foreman arrivava all’appuntamento con un record di 38 vittorie e 35 successi per knockout. Aveva appena demolito Frazier in due riprese, conquistando il campionato dei pesi massimi. Roman presentava un bilancio indicato dalle diverse fonti in 43-7-1 o 44-7-1, con 21 vittorie prima del limite.
La tattica di George Foreman sul ring
Foreman non si limitò a inseguire Roman lanciando colpi senza criterio. Sotto la guida dell’allenatore Dick Sadler, aveva imparato a usare ampi spostamenti laterali per ridurre le vie di fuga dell’avversario.
La mano avanzata non serviva soltanto a portare il jab. Foreman la appoggiava sul corpo di Roman, lo spingeva fuori equilibrio e lo orientava verso la traiettoria del destro. Questo impiego della leva fisica gli consentiva di controllare l’avversario prima ancora di colpirlo con la potenza piena.
Alcune di queste azioni si collocavano nella zona più controversa della boxe, soprattutto quando il campione estendeva il braccio o spingeva lo sfidante. Roman non riuscì a opporre sufficiente forza né mantenne la lucidità necessaria per contrastare quel metodo.
Il combattimento e il controverso finale
Foreman chiuse rapidamente gli spazi, spinse Roman verso le corde e iniziò a colpirlo al corpo. Poco dopo il primo minuto, il portoricano cadde lungo le corde. L’arbitro Jay Edson interpretò inizialmente l’episodio come una scivolata o una perdita d’equilibrio, non come un atterramento.
La decisione divenne contestata quando Foreman colpì Roman con un destro mentre lo sfidante era seduto sul ring. Il manager Bill Daly e l’allenatore Al Braverman salirono sul bordo del quadrato chiedendo la squalifica. Edson stabilì che il pugno era arrivato nel proseguimento dell’azione e che aveva avuto poca efficacia.
Poiché la prima caduta era stata giudicata una scivolata, Roman non ricevette né il conteggio obbligatorio né un tempo supplementare per recuperare. Si rialzò, ma venne nuovamente mandato al tappeto da un destro. Dopo essersi rimesso in piedi ancora una volta, fu fermato da un montante destro a esattamente due minuti dall’inizio.
Il suo angolo definì Foreman “il pugile più scorretto del mondo”, mentre una parte del pubblico di Tokyo accolse con fischi la conclusione improvvisa.
La classifica di Roman e gli aspetti economici
La posizione di Roman nelle graduatorie mise in luce anche la componente organizzativa della difesa. Prima della firma non era incluso nelle classifiche WBA e WBC; la successiva elevazione al nono posto permise alle federazioni di autorizzarlo come sfidante.
La graduatoria non indicava un ruolo da contendente obbligatorio e non certificava credenziali paragonabili a quelle di un autentico pretendente al titolo. Consentiva invece di allestire una difesa internazionale contro un avversario considerato a rischio limitato.
La borsa di Foreman venne pubblicizzata in seguito come pari a un milione di dollari. Le cronache contemporanee collocavano però la garanzia effettiva intorno ai 250.000 dollari, mentre altre ricostruzioni e ricordi successivi del campione indicavano una cifra compresa tra 250.000 e 300.000 dollari. Roman avrebbe ricevuto circa 100.000 dollari.
Gli spettatori furono circa 7.500-8.000, in un’arena capace di accogliere quasi il doppio delle persone. L’orario fissato per il sabato a metà giornata e il costo elevato dei biglietti penalizzarono le vendite locali. Gli organizzatori giapponesi prevedevano una perdita economica, nonostante la trasmissione gratuita dell’incontro per il pubblico nazionale.
George Foreman, Roman e il confronto con Ali
Dopo Roman, Foreman fermò Ken Norton in due riprese l’anno successivo. Nei match contro Frazier, Roman e Norton gli bastarono complessivamente cinque round per battere tre pesi massimi con un totale di 91 vittorie professionistiche.
La rapidità del successo contro Roman evidenziò anche una vulnerabilità del campione. Foreman investiva enormi energie nei colpi di potenza e confidava che la resistenza dell’avversario crollasse sotto la prima offensiva prolungata. Roman cedette quasi subito, confermando l’efficacia di quel piano.
Muhammad Ali non reagì nello stesso modo in Zaire l’anno successivo. Costrinse Foreman a continuare a colpire anche quando il risultato immediato non arrivò, trasformando l’aggressività e la fiducia del campione nella propria forza in una trappola logorante.
Il ritorno di Foreman, culminato nella riconquista del titolo dei pesi massimi a 45 anni, avrebbe prodotto una fase completamente diversa della sua carriera. Il campione più anziano puntava maggiormente su pazienza, posizione e gestione delle energie. La versione del 1973 univa invece giovinezza, forza devastante e una spinta costante verso la distruzione immediata. Roman non disponeva degli strumenti necessari per smentirla.
Protagonisti del combattimento e della vicenda
- George Foreman, campione dei pesi massimi.
- Roman, sfidante portoricano.
- Joe Frazier, precedente avversario sconfitto da Foreman.
- Muhammad Ali, pugile che in seguito sfruttò una vulnerabilità di Foreman.
- Ken Norton, avversario fermato da Foreman l’anno successivo.
- Dick Sadler, allenatore di Foreman.
- Jay Edson, arbitro dell’incontro.
- Bill Daly, manager di Roman.
- Al Braverman, allenatore di Roman.
